29.03.04 - Articolo de el Sole24h
Più Sardegna nella UE
Un rimedio al mancato riconoscimento di alcune minoranze linguistiche: questo chiedono quattro disegni di Legge sottoposti all’esame del Parlamento negli ultimi tre anni. Il primo (atto Camera 225) riguarda il diritto al nomadismo e il riconoscimento delle popolazioni zingare quali minoranze linguistiche.
Altre due proposte intendono, invece, allargare la portata della legge 482/99 sul bilinguismo. Un Ddl (atto Camera 2271) persegue l’obiettivo di inserire nella “482” tutte le lingue riconosciute come storiche dalle leggi regionali. L’altro progetto (atto Camera 4032) vuole estendere la tutela della legge 482 alle comunità tabarchine della Sardegna e a quelle gallo-italiche della Sicilia e della Basilicata. Le proposte sono state tutte assegnate alla commissione Affari costituzionali di Montecitorio e sono in attesa di essere esaminate.
Cammino un po’ più avanzato, invece, per il quarto disegno di legge (atto Senato2551), che è già passato sotto la lente della commissione Affari costituzionali del Senato. Il progetto punta il dito contro l’inadeguata tutela della minoranza della lingua sarda, la più consistente dello Stato italiano, che, con una popolazione di un milione e mezzo di abitanti, è priva di una sua rappresentanza al Parlamento europeo.
La riforma intende modificare la legge 18/79, relativa all’elezione dei rappresentanti nazionali a Strasburgo, estendendo alla lingua sarda i benefici elettorali già previsti per le minoranze di lingua francese, tedesca e slovena, idiomi parlati rispettivamente in Valle d’Aosta, nella provincia di Bolzano e in Friuli Venezia Giulia.
“Il principio di democrazia, che prevede la possibilità di eleggere e di essere eletti non vale per i sardi – spiega Vincenzo Migaleddu, tra i fondatori del Comitato delle regioni per l’Europa – Ci penalizza il fatto di essere presenti in un unico collegio insieme ai siciliani e il rapporto di popolazione, di uno a tre, rende impossibile, con la legge proporzionale, fare entrare i nostri rappresentanti nel Parlamento europeo”.




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), ma nel contempo fanno di tutto per rallentare i nostri tentativi di razionalizzare e mettere in pratica i diritti riconosciutici (tra cui quello al bilinguismo totale e perfetto); e contemporaneamente ci costringono a far sentire la nostra voce in Europa solo per vie traverse (cioè tramite altri popoli minoritari, con i nostri stessi interessi, come baschi e catalani) dato che l'Italia ci costringe ad essere rappresentati in Europa da italiani (i siciliani, che sono 7 milioni contro i nostri 1,6 milioni di sardi...) che, nel bene o nel male, sono lontani anni luce dalla nostra realtà, dalla nostra cultura, e dalle nostre esigenze...
Dhu scis ki no dhu scìa?! Et kini funt istetius? No ci ndi potzu crethi... E come hanno fatto ad essere eletti, non è che erano siciliani trasferiti in Sardinnya? 