Il kapo Schulz travolto da Rimborsopoli di ENZO PIERGIANNI
Accusò Berlusconi per il conflitto d'interessi. Intanto rubava all'Europarlamento attribuendosi falsi gettoni di presenza
BERLINO - Dalla tribuna dell'accusatore è caduto clamorosamente nella graticola dell'accusato l'eurodeputato Martin Schulz, capolista del partito socialdemocratico tedesco (Spd) alle prossime elezioni europee. La stampa del suo paese lo ha inquadrato tra i protagonisti di una complicata "Rimborsopoli" dietro le quinte dell'Europarlamento che sta scandalizzando i tedeschi. Nello scorso luglio, il barbuto libraio di Wurselen in Renania fece uscire dai gangheri Silvio Berlusconi a Strasburgo nella seduta solenne del Parlamento Europeo dedicata all'inizio del semestre di presidenza italiana della Ue. Andò a finire che Berlusconi, duramente provocato dall'attacco del compagno di partito del cancelliere Gerhard Schröder e ancora infuriato per la copertina dello Spiegel che lo presentava ai tedeschi come un reuccio mafioso, contrattaccò dicendo che il forsennato tono persecutorio di Schulz era quello dei Kapò, i famigerati guardiani dei lager nazisti. Voleva essere una battuta ironica, ma scatenò un pandemonio. Quella baruffa, con tutte le sue infinite conseguenze culminate nell'annullamento delle vacanze italiane di Schröder, ha fatto la fortuna politica di Schulz che a scuola non è andato oltre le medie. Nel caldo ferragostano c'era stata addirittura la proposta italiana di mettere Schulz in testa alla lista diessina per le europee in cambio della stessa posizione per Fassino nella lista della Spd. Non se ne fece nulla, ma tanto lui ormai puntava a fare il capolista in patria. L'anti-Silvio di Wurselen cambiò musica e chiese parzialmente scusa agli italiani ("Non siete tutti razzisti"). E fece cadere anche l'invito di presenziare come ospite d'onore al festival dell'Unità di Firenze. Così, passata la più bollente estate italo-tedesca del dopoguerra, Martin Schulz era scomparso decorosamente dalle prime pagine della grande stampa. Fino all'altro ieri, quando un filmato di SternTV trasmesso dall'emittente commerciale RTL l'ha immortalato con le mani nel sacco nell'ultimo intrallazzo dell'Europarlamento. Si tratta dei gettoni di presenza (262 euro di rimorso spese a seduta, più di mezzo milione di vecchie lire) intascati disinvoltamente dagli eurodeputati per le sedute alle quali non hanno partecipato, oppure che non hanno avuto luogo. La prassi è stata denunciate pubblicamente dal deputato socialdemocratico austriaco Hans-Peter Martin (giornalista, ex corrispondente dello Spiegel ). Dicono che sia anche una vendetta per non essere stato ricandidato. Sta di fatto che lo hanno cacciato dall'eurogruppo socialista e lui mercoledì scorso, in conferenza stampa a Strasburgo, ha esibito due elenchi di nomi. Il primo indica 57 europarlamentari tedeschi (sul totale di 99) appartenenti a tutti i gruppi politici (Spd, Cdu-Csu, Verdi, Pds) e li ha accusati di avere firmato le liste di presenza pur avendo trascorso meno di un'ora in Parlamento senza peraltro partecipare alle sedute. Il secondo elenco contiene 43 nomi di parlamentari che avrebbero firmato la propria presenza di venerdì quando non c'erano sedute. Stando alla sua documentazione, sarebbero complessivamente 7.200 i gettoni di presenza percepiti indebitamente, con un esborso di quasi 2 milioni di euro (esattamente 1.886.400) a carico dell'Europarlamento. Interpellato dal quotidiano popolare Bild Zeitung l'irremovibile Hans-Peter Martin ha affermato che «Martin Schulz ha firmato gli elenchi per le diarie giornaliere cinque volte per venerdì senza sedute a Strasburgo e undici volte a Bruxelles di sera e cinque volte di mattina in periodi senza sedute». Ancora più imbarazzante per il futuro numero uno della Spd in Europa è il filmato televisivo. Anche qui c'è la mano di Hans-Peter Martin che ha girato le immagini per RTL servendosi di una microtelecamera nascosta. La sequenza risale al 5 luglio 2002 (esattamente un anno prima dello scontro con Berlusconi) e lo mostra, secondo gli autori della trasmissione, la mattina alle ore 8,50 mentre firma per il gettone di presenza per poi andarsene immediatamente. Il settimanale Stern e il Bild Zeitung negli ultimi giorni hanno fatto dell'intrallazzo di Strasburgo il cavallo di battaglia per una campagna mora- lizzatrice dell'Europarlamento in vista del voto di giugno. Prima delle rivelazioni di Stern TV il nome di Martin Schulz in questa vicenda era comparso principalmente come firmatario di una lettera in cui i responsabili dei quattro partiti tedeschi rappresentati a Strasburgo martedì scorso hanno precisato al direttore del Bild Zeitung che i gettoni di presenza sono un rimborso forfettario per le spese di mantenimento a Strasburgo. La lettera a quattro mani assicurava inoltre l'impegno dei partiti di denunciare all'autorità giudiziaria qualsiasi comportamento illegale dei parlamentari. Per ora l'unico a rischiare guai con la giustizia è il moralizzatore Martin: il cristianodemocratico Jurgen Zimmerling lo ha denunciato per diffamazione alla procura di Essen.
Niente da dire "amici di sinistra"?![]()
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Ecco chi è il personaggio morale che si è permesso di criticare ed offendere il nostro presidente del consiglio....un'anima pura e candida.....e voi come allocchi abboccare.....fatevi un esame di coscienza va....




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Nobis ardua
