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    Predefinito "Arafat è un ostacolo alla pace"

    Il premier non esclude che il leader dell'Anp e quello
    degli Hezbollah Nasrallah siano obiettivi di azioni militari
    Sharon ribadisce la linea dura
    Incursione nella notte a Gaza, ucciso almeno un palestinese


    Ariel Sharon è stato generale
    dell'Israel Defense Forces

    GERUSALEMME - Un piano preciso, con tappe ben preordinate, per garantire la sicurezza di Israele. Il primo ministro Ariel Sharon annuncia ai giornali che una volta completato il muro che separa Israele dai territori palestinesi, ci saranno nuove, decise azioni del Governo per espellere i cittadini palestinesi che vivono illegalmente nello stato ebraico. Indifferente alle critiche che gli sono piovute addosso dopo l'operazione militare che ha portato all'assassinio del leader di Hamas, lo sceicco Yassin, Sharon annuncia anche iniziative contro Yasser Arafat.

    La domanda che i giornalisti hanno posto al premier israeliano è stata diretta, tutti si chiedono se, dopo l'uccisione del capo di Hamas, Yasser Arafat e il leader degli Hezbollah Hassan Nasrallah saranno i prossimi obiettivi. "Nessuno dei due può sentirsi al sicuro - ha risposto Sharon - chiunque uccide un ebreo, danneggia un cittadino israeliano o è il mandante di attentati contro gli ebrei è un uomo segnato. Punto."

    "Tutti sanno che Arafat rappresenta un impedimento per qualsiasi progresso - ha continuato il capo del Governo israeliano - Finché egli esiste e disturba, il premier Abu Ala non è in grado di convincere alcun poliziotto palestinese nemmeno ad attraversare la strada".

    Secondo la radio militare, queste dichiarazioni hanno destato già forte nervosismo nella Autorità nazionale palestinese. Ieri il premier Abu Ala ha evocato le minacce israeliane nel corso di un colloquio con tre emissari di alto grado giunti da Washington. Nelle interviste ai quotidiani del paese, di cui oggi vengono date anticipazioni e che saranno pubblicate integralmente in occasione della Pasqua ebraica, lunedì prossimo, Sharon conferma quindi la propria determinazione a ritirarsi dalla striscia di Gaza ("entro la prossima Pasqua la separazione sarà già in atto") e ribadisce - malgrado il rischio di essere incriminato per corruzione - di non aver niente da rimproverarsi sul piano giudiziario.
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    Insieme con le dichiarazioni di intenti procedono anche le operazioni militari. Almeno un palestinese è rimasto
    ucciso negli scontri a fuoco, seguiti a una nuova incursione delle truppe israeliane nel settore sud della Striscia di Gaza. Lo hanno denunciato fonti sanitarie locali, che hanno identificato la vittima come Mohammed Abbed, 19 anni. Una ventina di carri armati
    israeliani e un bulldozer si sono diretti nel quartiere di Salaam, vicino alla frontiera con l'Egitto, incontrando una forte resistenza e sono stati uditi intensi scambi di colpi d'arma da fuoco.


    (2 aprile 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
    Totila
    Ospite

    Predefinito Re: "Arafat è un ostacolo alla pace"

    Originally posted by Der Wehrwolf
    Il premier non esclude che il leader dell'Anp e quello
    degli Hezbollah Nasrallah siano obiettivi di azioni militari
    Sharon ribadisce la linea dura
    Incursione nella notte a Gaza, ucciso almeno un palestinese


    Ariel Sharon è stato generale
    dell'Israel Defense Forces

    GERUSALEMME - Un piano preciso, con tappe ben preordinate, per garantire la sicurezza di Israele. Il primo ministro Ariel Sharon annuncia ai giornali che una volta completato il muro che separa Israele dai territori palestinesi, ci saranno nuove, decise azioni del Governo per espellere i cittadini palestinesi che vivono illegalmente nello stato ebraico. Indifferente alle critiche che gli sono piovute addosso dopo l'operazione militare che ha portato all'assassinio del leader di Hamas, lo sceicco Yassin, Sharon annuncia anche iniziative contro Yasser Arafat.

    La domanda che i giornalisti hanno posto al premier israeliano è stata diretta, tutti si chiedono se, dopo l'uccisione del capo di Hamas, Yasser Arafat e il leader degli Hezbollah Hassan Nasrallah saranno i prossimi obiettivi. "Nessuno dei due può sentirsi al sicuro - ha risposto Sharon - chiunque uccide un ebreo, danneggia un cittadino israeliano o è il mandante di attentati contro gli ebrei è un uomo segnato. Punto."

    "Tutti sanno che Arafat rappresenta un impedimento per qualsiasi progresso - ha continuato il capo del Governo israeliano - Finché egli esiste e disturba, il premier Abu Ala non è in grado di convincere alcun poliziotto palestinese nemmeno ad attraversare la strada".

    Secondo la radio militare, queste dichiarazioni hanno destato già forte nervosismo nella Autorità nazionale palestinese. Ieri il premier Abu Ala ha evocato le minacce israeliane nel corso di un colloquio con tre emissari di alto grado giunti da Washington. Nelle interviste ai quotidiani del paese, di cui oggi vengono date anticipazioni e che saranno pubblicate integralmente in occasione della Pasqua ebraica, lunedì prossimo, Sharon conferma quindi la propria determinazione a ritirarsi dalla striscia di Gaza ("entro la prossima Pasqua la separazione sarà già in atto") e ribadisce - malgrado il rischio di essere incriminato per corruzione - di non aver niente da rimproverarsi sul piano giudiziario.
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    Insieme con le dichiarazioni di intenti procedono anche le operazioni militari. Almeno un palestinese è rimasto
    ucciso negli scontri a fuoco, seguiti a una nuova incursione delle truppe israeliane nel settore sud della Striscia di Gaza. Lo hanno denunciato fonti sanitarie locali, che hanno identificato la vittima come Mohammed Abbed, 19 anni. Una ventina di carri armati
    israeliani e un bulldozer si sono diretti nel quartiere di Salaam, vicino alla frontiera con l'Egitto, incontrando una forte resistenza e sono stati uditi intensi scambi di colpi d'arma da fuoco.


    (2 aprile 2004)
    Ormai il delirio di onnipotenza degliJ. sta arrivando a vette innimaginabili.
    Staremo a vedere.

 

 

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