Il ministro Pisanu valuterà l'ipotesi di annullare le elezioni degli stranieri chiamati alle urne a Roma da Veltroni
Voto degli extracomunitari: un imbroglio
Falsato il risultato: centinaia di elettori risultano residenti presso mense e ristoranti
Le elezioni dei rappresentanti aggiunti degli extra comunitari al comune di Roma sono a rischio di annullamento. E' di ieri infatti la notizia che il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, con una lettera di riscontro , ha dato atto al comitato interetnico delle proprie circostanziate denunce riservandosi di valutare il caso "nelle sedi opportune". Se come diceva Confucio il cammino di mille miglia comincia con un passo ebbene questo è già stato fatto. Ieri intanto nella sede romana del sindacato Silse (Sindacato indipendente dei lavoratori stranieri in Italia) sono giunte ancora più dure e circostanziate denunce sia contro la gestione che il Comune ha fatto, in maniera del tutto "irrituale" e forse anche "extra costituzionale", di queste elezioni, sia nei confronti dei "professionisti della solidarietà".
Il maggiore imputato è la comunità di Sant'Egidio (che nonostante il nome ha molto a che fare con l'ecumenismo e ben poco con il cattolicesimo), che secondo i denuncianti si sarebbe prestata a falsare il risultato finale di questa tornata elettorale che adesso il Viminale potrebbe invalidare. Come? Facendo risultare residenti presso le sue mense qualcosa come 700 persone e mandando in giro circa 33 mila lettere per sponsorizzare i propri candidati. Un buonismo che sconfina con il razzismo dato che agli stranieri non è stato permesso di votare secondo le vigenti regole elettorali amministrative ma si è optato per il voto sotto tutela. A parlare con la stampa nella maniera più chiara possibile il segretario del sindacato, il signor Claudio De Michelis, nessuna illustre parentela, professione tabaccaio, vicino pare alla Margherita. De Michelis pur essendo non vedente da anni è riuscito a guardare fin negli angoli più riposti della burocrazia veltroniana facendo le pulci a tutto e a tutti. Tanto da aver presentato un ricorso al difensore civico del comune di Roma dettagliando i termini delle incongruenze rilevate, cioè le responsabilità del comune stesso, delle associazioni di volontariato e dello stesso ufficio del Difensore civico.
Il Ceir le proprie accuse le mette nero su bianco, non le manda a dire. «La direzione dei servizi elettorali e gli uffici elettorali dei diciannove municipi romani, nella migliore delle ipotesi per inerzia valutativa, sono venuti meno ai loro doveri. I responsabili di questi uffici non hanno svolto quell¹accertamento rigoroso ed efficace che la legge mette loro in carico. Occorre sottolineare che, in alcuni casi, gli uffici elettorali hanno agito con una leggerezza ed una superficialità che non hanno precedenti. Alcuni di questi uffici hanno favorito ed alimentato la domiciliazione di comodo ed hanno raccolto le richieste di iscrizione in modo irritale«. Parole che pesano come macigni: «Alla sottocommissione presieduta dal consigliere Bartolucci e alla X commissione permanente presieduta dall'on. consigliere Luigi Vittorio Berliri erano giunte segnalazioni su come stava procedendo la formazione delle liste elettorali, al punto che il presidente della Libera Associazione studenti universitari albanesi in Italia "G. K. Skandberg", Armand Cepaj, aveva lamentato una confusione ed una illegalità diffusa ed aveva proposto, per un controllo più attento e meticoloso, l¹istituzione del mediatore linguistico».
Ma le più grandi e gravi complicità in questa vicenda la avrebbero, dicono al Ceir, quelli di Sant'Egidio. «Molte associazioni si sono prestate volontariamente, per oscuri ed ineffabili motivi, all'inquinamento delle liste elettorali. Non a caso la maggior parte degli indirizzi utilizzati per le domiciliazioni di comodo fa riferimento a locali mensa in uso alle associazioni etniche ed a quelle di volontariato. Le prime solitamente gestite da piccoli signorotti locali dell'immigrazione. Queste associazioni, più che ispirarsi ai valori ed ai principi che sostengono l¹associazionismo, sono gestite in modo spregiudicato e si ispirano ad un solo valore: quello economico. Queste associazioni, aggirando il regolamento elettorale, hanno raccolto le domande di iscrizione e le hanno passate a funzionari compiacenti che a loro volta le hanno inserite nel circuito amministrativo».
Tutto, sostengono i denuncianti, è nato da un cattivo regolamento per il voto che in qualche maniera ha reso possibile che i votanti, 19 mila su 33 mila iscritti (da notare che fino al 1 dicembre del 2003 erano meno di 3 mila gli iscritti e che da quella data a tutto gennaio 2004 se ne sono aggiunti altri 31 mila) su oltre 375 mila stranieri in regola residenti a Roma, potessero risultare residenti presso i centri che si occupano di volontariato. Tale regolamento è stato la logica evoluzione di una delibera che il municipio Roma 6 (Casilino, Labicano e Prenestino), quello dove viene di solito eletto Rutelli nelle elezioni parlamentari, tentò di far passare nel 2002 per permettere non ai singoli extra comunitari ma «alle associazioni riconosciute» di far parte della cosiddetta consulta per l'immigrazione.
La delibera in seguito venne annullata, ma l'attuale regolamento di voto con cui gli extracomunitari hanno eletto i loro consiglieri aggiunti a Roma ne è una sorta di logica prosecuzione laddove è stato reso possibile iscrivere a votare chi dichiarava di risiedere nelle mense dove viene data la minestra.
Tra i casi più eloquenti contenuti nel dossier inviato a Pisanu, c'è anche quello, relativo al ³Municipio Roma 19, dove trecentoventitre (323) cittadini stranieri, tutti provenienti dalla oscura regione di Zhejiang, hanno richiesto l'iscrizione alle liste elettorali fornendo tutti quanti, nessuno escluso, il medesimo indirizzo: via delle Medaglie d'oro n.170.
A quell'indirizzo non c'è una abitazione ma un ristorante il cui proprietario, guarda caso, è anche l'unico candidato cinese al Consiglio Municipale Roma 19. Nel Municipio Roma 19, tutti gli elettori cinesi ruotano intorno a tre domicili: 1)via delle Medaglie d'oro n.170; 2)via Attilio Frigeri n.16; 3)via Palmarola Nuova n.31. E per strana quanto "fortuita" coincidenza anche gli altri due indirizzi si
riferiscono a locali in disponibilità del già nominato sig. Pan Yongchang.




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oramai la tua tecnica e dei tuoi simili la conosco bene
