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Discussione: The Passion

  1. #1
    Abraxas
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    Predefinito The Passion

    Pax Pleroma,

    Ieri è uscito, finalmente in Italia, il film rivelazione THE PASSION di Mel Gibson. A mio giudizio il grande merito di questo film, è l'essere riuscito a strappare Gesù da quell'ambientazione di peace and love, dove secoli di politicalmente corretto, di sudditanza verso determinati poteri, e ultimamente la falsa spiritualità della New Age, lo avevano confinato.

    Questo film ci dona finalmente un Gesù-Cristo figlio di uomini che subisce il supplizio di altri uomini, e che trasmuta il dolore in sofferenza, e la sofferenza nel battesimo del Fuoco.

    Supplizio, morte, e resurrezione....... Si potrebbe dare anche lettura gnostica di tutto ciò, ma non è questo l'intento della mia mail, che vuole concentrarsi invece sugli infamanti giudizi rilasciati da Zefferilli su questo film.

    Avanzando l'ipotesi di distrubi mentali di Gibson, di bassa macelleria, e sperticandosi nel sostenere come il suo film, sia il frutto della visura precedente da parte di Rabbini e uomini di Chiesa.

    Si potrebbe utilizzare per Zeffirelli autocensura preventiva per il film da lui diretto, e isterica reazione innanzi al film di Gibson, senza ombra di dubbio innovativo e al contempo tradizionale ?

    Perchè la Tradizione è novità in un mondo come il nostro corrotto.

    E ancora quanti e quali poteri si agitano, innanzi al tentativo di uomini di mostrare senza remore e compromessi, la storia ?

    MilleNomi

  2. #2
    suum cuique
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    Caro MilleNomi naturalmente mi riservo di vedere il film prima di esprimere un giudizio complesso e definitivo sulla questione.
    Per ora le mie sensazioni nei riguardi della pellicola di Gibson sono ambivalenti.

    Da una parte non posso fare a meno di riconoscere il merito
    di aver riportato la figura di Gesù Cristo ad una dimensione storica sicuramente più autentica e scevra da quei disgustosi buonismi che vanno tanto di moda e che vorrebbero esser fatti passare per vero sentimento religioso. E' chiaro che questo film ha dato e darà fastidi a molti perchè riapre ferite mai veramente cicatrizzate e dice "pane al pane, vino al vino".

    Dall' altra tuttavia rimango dubbioso...perchè concentrare appunto l' intera vicenda evangelica sulla sofferenza di Gesù martirizzato e crocefisso è sempre stata una peculiarità cattolicheggiante. Per i cattolici anzi quello è il momento centrale della missione di Cristo attraverso il quale egli redime i peccati dell' umanità.
    Concordo con te quando parli di una possibile lettura gnostica della morte e della resurrezione ma è proprio quel dio-uomo appeso sanguinante e prostrato che non mi va giù.
    Personalmente mi sento più vicino a una cristologia di tipo docetista. Penso al fatto anche
    che il simbolo della croce sia stato in qualche modo distorto attraverso l' idea del supplizio e della tortura e che il suo significato archetipico sia stato per tal via occultato sebbene a tratti continui a emergere nonostante tutto;

    in ogni caso tra una settimana ti saprò dire sicuramente di più.

  3. #3
    Abraxas
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    Pax Pleroma,

    La mia inflessione porta a leggere, meditare, e vivere quanto trasmesso dai testi sacri, a livello simbolico, per creare utili soglie, o chiavi di accesso, al mondo inconscio.

    In tale ottica quindi poco potrebbe importarmi della reale, oppure no, morte in Croce di Gesù in Cristo. Il mio scrivere non era quindi tanto a favore della tesa della fisicità della morte, ma a sottolineare come il solo riportare visivamente quanto, per altro, trascritto nei vangeli, comporti, come effetto, il levarsi di voci preoccupate da "certi" ambienti sociali.

    Per quanto concerne la questione aperta sul docetismo, io tendo a considerare Gesù in Cristo, un figlio degli uomini che è divenuto figlio di Dio, in modo tale da mostarci una via di perfezione, e non un esempio impossibile da seguire, o conseguire...

    Cordialmente

    Filippo

  4. #4
    suum cuique
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    Capisco perfettamente e concordo;
    ma hai intenzione di andare a vedere il film?

  5. #5
    Abraxas
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    un ottimo film

  6. #6
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    In Originale postato da Otto Rahn
    Caro MilleNomi naturalmente mi riservo di vedere il film prima di esprimere un giudizio complesso e definitivo sulla questione.
    Per ora le mie sensazioni nei riguardi della pellicola di Gibson sono ambivalenti.

    Da una parte non posso fare a meno di riconoscere il merito
    di aver riportato la figura di Gesù Cristo ad una dimensione storica sicuramente più autentica e scevra da quei disgustosi buonismi che vanno tanto di moda e che vorrebbero esser fatti passare per vero sentimento religioso. E' chiaro che questo film ha dato e darà fastidi a molti perchè riapre ferite mai veramente cicatrizzate e dice "pane al pane, vino al vino".

    Dall' altra tuttavia rimango dubbioso...perchè concentrare appunto l' intera vicenda evangelica sulla sofferenza di Gesù martirizzato e crocefisso è sempre stata una peculiarità cattolicheggiante. Per i cattolici anzi quello è il momento centrale della missione di Cristo attraverso il quale egli redime i peccati dell' umanità.
    Concordo con te quando parli di una possibile lettura gnostica della morte e della resurrezione ma è proprio quel dio-uomo appeso sanguinante e prostrato che non mi va giù.
    Personalmente mi sento più vicino a una cristologia di tipo docetista. Penso al fatto anche
    che il simbolo della croce sia stato in qualche modo distorto attraverso l' idea del supplizio e della tortura e che il suo significato archetipico sia stato per tal via occultato sebbene a tratti continui a emergere nonostante tutto;

    in ogni caso tra una settimana ti saprò dire sicuramente di più.
    Caro Otto,
    finalmente trovo il messaggio in cui esprimi i tuoi dubbi sul film di Gibson e cioè sulla concezione cattolica della Passione di Nostro Signore.
    Io trovo infondata la tua preoccupazione: la crocifissione di Gesù, lungi dal degradare il simbolismo della croce lo riconcilia con il microcosmo umano. Questo nel film si nota benissimo, data anche l'ostentazione dell'immagine dei chiodi che si conficcano nelle mani e nei piedi di Gesù e poi della piaga al cuore inferta dal centurione Longino Cassio, piaga da cui sgorga, secondo Giovanni mi pare, sangue con acqua. Insomma le ferite sono cinque (numero dell'uomo), e la centrale è quella del cuore. Il simbolismo è chiarissimo, ma non è certo il frutto delle mie elucubrazioni, bensì il pegno di una verità sempre conosciuta e che ha trovato espressione liturgica e artistica soprattutto a partire dal 3-400, con le raffigurazioni e il culto del Sacro Cuore. I chiodi e la lancia non sono solo l'arma del suplizio (anzi la lancia non lo è nemmeno storicamente, visto che fu usata solo per accertare l'avvenuto decesso), ma appunto gli elementi pieni di significato di questo sacrificio. Negare che Cristo sia stato crocifisso, e che abbia amato quel lignum vitae che è la sua croce, è come negare che Egli sia la Via, la Verità, la Vita. Gibson, con l'espediente del flashback sottolinea questa relazione, segno che ha capito tutto o che ha capito almeno quella piccola parte di cui io stesso sono consapevole e probabilmente di più (ma non lo posso dire con certezza!)

  7. #7
    suum cuique
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    In Originale postato da Senatore
    Caro Otto,
    finalmente trovo il messaggio in cui esprimi i tuoi dubbi sul film di Gibson e cioè sulla concezione cattolica della Passione di Nostro Signore.
    Caro Senatore quell' accenno alle mie perplessità che facevo su altro forum non era dovuto alla natura della crocefissione!

    Mi stupivo e tutt' ora stupisco un pò del fatto che il film di Gibson sia riuscito ad andare in porto e a riscuotere a quanto pare un successo di vaste proporzioni a dispetto della nota influenza che siamo soliti attribuire ai giudei soprattutto nel campo della produzione cinematografica.

    Riflettevo anche sul come inevitabilmente tutte le critiche negative e le polemiche che l' hanno accompagnato non potessero in un modo o nell' altro che accrescere l' attesa e la curiosità nei più. Psicologia spicciola certo.

    Rimane il fatto che probabilmente devo rivedere le mie teorie sul complotto mondiale

    e poi si sa che le vie del Signore sono infinite...

  8. #8
    suum cuique
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    In Originale postato da Senatore
    Io trovo infondata la tua preoccupazione: la crocifissione di Gesù, lungi dal degradare il simbolismo della croce lo riconcilia con il microcosmo umano. Questo nel film si nota benissimo, data anche l'ostentazione dell'immagine dei chiodi che si conficcano nelle mani e nei piedi di Gesù e poi della piaga al cuore inferta dal centurione Longino Cassio, piaga da cui sgorga, secondo Giovanni mi pare, sangue con acqua. Insomma le ferite sono cinque (numero dell'uomo), e la centrale è quella del cuore. Il simbolismo è chiarissimo, ma non è certo il frutto delle mie elucubrazioni, bensì il pegno di una verità sempre conosciuta e che ha trovato espressione liturgica e artistica soprattutto a partire dal 3-400, con le raffigurazioni e il culto del Sacro Cuore. I chiodi e la lancia non sono solo l'arma del suplizio (anzi la lancia non lo è nemmeno storicamente, visto che fu usata solo per accertare l'avvenuto decesso), ma appunto gli elementi pieni di significato di questo sacrificio. Negare che Cristo sia stato crocifisso, e che abbia amato quel lignum vitae che è la sua croce, è come negare che Egli sia la Via, la Verità, la Vita. Gibson, con l'espediente del flashback sottolinea questa relazione, segno che ha capito tutto o che ha capito almeno quella piccola parte di cui io stesso sono consapevole e probabilmente di più (ma non lo posso dire con certezza!)
    Per quanto riguarda il tuo intervento sugli evidenti simbolismi insiti nella crocefissione di Cristo non posso che seguirti nel ragionamento e stupire all' idea che il regista, sorretto probabilmente dalla sua fede sincera, sia riuscito a mostrarli con tanta dovizia.

    Ribadisco di non avere ancora visto il film, probabilmente andrò giovedì e magari ti scriverò più estesamente in privato.

    cari saluti

  9. #9
    Abraxas
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    Pax Pleroma Senatore,

    Hai sicuramente sentito già parlare della via del Desiderio del Cuore, di reintegrazione del microcosmo uomo, e di reintegrazione del microcosmo uomo con l'Immanifesto.

    Cordialmente


    Filippo


    www.fuocosacro.info

  10. #10
    Abraxas
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    Pax Pleroma Otto Rahn,

    L'espressione del simbolismo della Croce, e spero che riusciremo a sviluppare in modo adeguato tale argomento, risiede a mio personale avviso, nel fissare ciò che diviene dal Solve, e che procede verso il Coagula.

    Cordialmente

    Millenomi

    www.fuocosacro.info

 

 

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