La lunga telenovela dei danni provocati dall'uso del cellulare si arricchisce di un altro capitolo, ma anche questo, come tanti altri in precedenza, lancia un allarme, ma non offre certezze definitive. In altre parole, serve solo ad allungare la lista dei 'forse' e conferma la necessità di una saggia prudenza.

Il nuovo allarme è stato lanciato con uno studio pubblicato da New Scientist. Scienziati svedesi hanno analizzato, con un modello matematico, i danni delle radiazioni elettromagnetiche sui globuli rossi del sangue. Gli esperti avvertono, però, che si tratta di un rilevamento puramente teorico e che non ci sono evidenze di danni effettivi alla salute.

Secondo le loro conclusioni, le radiazioni elettromagnetiche avrebbero la potenzialità di provocare tumori cerebrali, morbo di Alzheimer ed altre malattie, ma gli esperti aggiungono che quelle emesse dai terminali sono troppo deboli per arrivare a tali estreme conseguenze.

Il modello matematico utilizzato da Bo Sernelius, della Linkoping University, ha indagato l'effetto delle radiazioni elettromagnetiche di 850 MHz (tipiche frequenze utilizzate dai cellulari) sui globuli rossi. Le molecole si sono allineati nella stessa direzione, secondo la propria polarità, e l'intensità della forza intermolecolari è cresciuta di undici volte.

Se l'esperimento viene confermato, potrebbe essere provato un eventuale danno ai tessuti. Camelia Gabriel, del King's College London, un'istituzione che partecipa al programma Mobile Telecommunications and Health Research Programme fondato dal governo inglese, ha dichiarato che il modello è molto semplice che non può essere applicato a un numero maggiore di cellule e che sarebbero necessarie indagini più approfondite.

Concorda Michael Clark, del National Radiological Protection Board, il quale aggiunge che lo studio è molto interessante ma che non si possono trarre conclusioni definitive. Secondo Clark, non ci sono evidenze di cancro o qualsiasi altra malattia che sia causata dall'uso dei cellulari.