Se l' intendono a meraviglia i due compari. Il presidente più inetto della storia americana e il più guerrafondaio tra i primi ministri d' Israele, sotto inchiesta in patria per corruzione.
Sharon programma il ritiro da questo e quel territorio, l' occupazione permanente di tal e tal' altro, eppoi li sottopone all' accettazione non della logica e naturale controparte, i palestinesi, ma a quella del compare.
E che mai può rispondergli il compare se non un bene, bravo, bis?
Se questi sono i metodi delle famose democrazie occidentali sfido io che nel terzo mondo non ne vogliano sapere di importarle.
E' facile prevedere che una tale, ignobile, dimostrazione di sfacciata arroganza israelo-americana non potrà non scatenare le dure proteste degli arabi, palestinesi in particolare. Proteste che sfoceranno, c' è da scommetterlo, in altri attentati, altro sangue, altri morti.
Sangue che gli scribacchini a libro paga del nostro Premier e le pasionarie con attico a Manhattan si affretteranno ad addebitare alla intrinseca "barbarie" dei musulmani e della loro religione.
G




Rispondi Citando