PANTANO 2. MISTERO SULLE REALI MANSIONI DEGLI ITALIANI
La Dts è un outsorcing Cia compra informazioni calde
Sono trascorsi cinque giorni dal momento in cui gli ostaggi italiani sono caduti nelle mani delle Brigate Verdi. E il cono d'ombra che circonda la vicenda si è, se possibile, infittito. Il fuoristrada sul quale viaggiava il gruppo degli italiani sequestrati si trovava non soltanto fuori dalla strada principale ma in una zona impervia, deliberatamente intrapresa. E' una vera retrovia del terrore, quella che sta intorno all'asse Baghdad-Falluja. E' in questo momento la regione con la più alta densità di gruppi armati nel mondo. Potevano non saperlo - o sottovalutarlo - i componenti della sfortunata spedizione? Al Jazeera ha inquadrato i loro oggetti personali: macchine fotografiche con teleobiettivo, due telefoni satellitari, un computer portatile, numerose pellicole, un registratore digitale. Esattamente quello che ci si aspetta di trovare indosso ad un informatore o aspirante tale. Il mondo dell'intelligence conta molto sulla compravendita delle informazioni. E il ruolo del gruppo degli italiani sequestrati potrebbe essere stato proprio quello dei buyers di informazioni. I compratori vengono incaricati di aprire nuovi contatti per ottenere informazioni da fonti considerate pericolose. Un lavoro delicato che la Cia da tempo svolge in outsourcing.
Nulla si conosce a proposito dei termini dell'ingaggio offerto dalla Dts. Non si ha peraltro alcuna notizia circa le esatte mansioni per cui Stefio, Agliana, Cupertino e Quattrocchi erano stati reclutati dalla Dts, la società americana specializzata nella sicurezza in aree calde del pianeta. La sigla Dts si rivela essere la DynCorp Technical Services, controllata al 100% dalla Dyncorp, una delle società leader tra le Public Military Corporation. Attuale presidente della Dts è W.Ben Medley, la cui esperienza nell'ambito militare e paramilitare è passata attraverso la direzione della Bae systems. La società che controlla la Dts ha come vice presidente un nome non meno noto: il generale Michael P.C. Carns, che ha vissuto dal 1959 al 1995 tra le segrete stanze della Cia, per la quale a fine carriera era stato indicato come direttore. Tra la Cia e la DynCorp esiste quindi una condivisione di organico che va dai quadri ai massimi dirigenti. Ed è la DynCorp a fornire alla Dts tutte le direttive sul terreno iracheno.
Non si possono che fare ipotesi, naturalmente. Ma il supporto di alcuni elementi non manca. Maurizio Agliana era solito scomparire per brevi periodi, senza mai rivelare neanche alla famiglia dove si trovasse. Negli ultimi anni era stato più volte in Africa e nei Balcani, sparendo letteralmente nel nulla. Al punto che, tre anni fa, la famiglia disperata era andata in questura a denunciarne la scomparsa. Rientrato in volo dal Kosovo, aveva spiegato ai genitori di «non poter riferire» del suo lavoro. Un atteggiamento inconsueto, come era insolito il contatto che si era stabilito, raccontava ieri il padre di Salvatore Stefio, tra questi ed «un ufficiale dell'esercito americano». Lo sentiva di tanto in tanto, ed era stato negli Stati Uniti presumibilmente per incontrarlo. Gli aveva procurato lavoretti all'estero, come quella volta che lo aveva mandato in Nigeria. Ma di quest'amico americano non esiste alcuna traccia in casa. Come non esiste il nome di chi ha telefonato alla Ibsa di Genova per chiedere «uomini per un lavoro delicato in Iraq», tanto da «non poterne parlare per telefono». Quella chiamata venne girata al povero Fabrizio Quattrocchi.




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