Lunedì 19 Aprile 2004, 155
Tangenti: richiesta arresto Nocco
(ANSA) - TARANTO, 19 APR - E' stata consegnata dalla Guardia di Finanza di Taranto la richiesta di arresto per il senatore di Forza Italia Giuseppe Nocco.Il senatore e' accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, truffa, falso e turbativa d'asta nell'ambito di una inchiesta su presunte tangenti versate tra 1997 e 2000, periodo in cui Nocco, non ancora parlamentare, era direttore generale della ex azienda ospedaliera di Taranto Santissima Annunziata
Nocco FOR PRESIDENT
Questo è un inno consapevole e sperticato al senatore Giuseppe Onorato Benito Nocco (Forza Italia), di cui la Procura e il Gip di Taranto hanno appena chiesto a1 Senato l'autorizzazione all'arresto. Nato nel 1939 a Santeramo in Colle (Bari), avvocato, eletto nel 2001 ad Altamura con 57.152 preferenze, Nocco fa parte della commissione Bilancio, della commissione di vigilanza sull'anagrafe tributaria e delle commissioni d'inchiesta sulla mafia e sul ciclo dei rifiuti. Insomma, manifesta una certa propensione a investigare, ovviamente sugli altri. Senonchè un giorno i magistrati tarantini cominciano a indagare su di lui. In particolare sulla sua attività di direttore generale dell'ospedale «Ss. Annunziata», che in tre anni, dal 1997 al 2000, gli avrebbe fruttato la bellezza di 2 miliardi di mazzette, pari al 20% sugli appalti assegnati a un pool di imprenditori amici. Tangenti in contanti e in natura, sotto forma di regali, viaggi in ridenti località turistiche, preferibilmente all'estero (Montecarlo e Avoriaz), vacanze rigeneranti ad Abano Terme, lavori in ville e appartamenti, mobili di pregio, arredamenti completi per soggiorno, cucina e camera da letto, persino le esequie gratuite per i1 padre prematuramente scomparso. Così almeno raccontano ai giudici due dei presunti elemosinieri taglieggiati, Fulvio Caroli e Goffredo Lo Muzio. «Un giorno - ricorda Caroli -, in cucina, gli consegnai 5 milioni per il funerale del papà. Un altro gli regalai un tavolo di antiquariato, pitturazioni (sic) e impianti elettrici. A volte gli davo 10, 20, 30 milioni; sotto Natale, un regalo e una busta con 10-20 milioni». Lo Muzio, oltre ai contanti, dice di avergli donato un videoproiettore con schermo da 30 milioni. Omaggi spontanei? Pare di no. «Nocco - racconta Lo Muzio - mi chiamava di volta in volta: "C'è da fare questo lavoro qua: t'interessa?". Io dicevo sì e lui: "Benissimo, ti avviso quando si fa il bando e tu partecipi"». Un 1avoro oggi, uno domani, alla fine alla Ss. Annunziata non c'era più nulla da fare. Ma Giuseppe Onorato Benito non si perse d'animo e cominciò a inventare: «I1 Nocco - scrive il Gip nell' ordinanza inviata a Palazzo Madama - non avendo più lavori da appaltare e sui quali pretendere 1a tangente, arrivò a invitare Lo Muzio a ideare nuove tipologie di servizi, per i quali poi veniva regolarmente bandita la gara che finiva alle aziende dell'imprenditore». «Mi disse: mi servono 40 milioni racconta sempre il Lo ivluzio - invèntati un servizio dal quale dobbiamo tirare fuori i soldi». Lo Muzio aguzzò l'ingegno e partorì un imprescindibile servizio di "baby parking", una cosuccia da 700 milioni annui per tre anni, ovviamente affidata a una ditta del suo giro in cambio del 20%. Fin qui le accuse, da cui il senatore si difende con le unghie e coi denti: «Sono innocente, ma a tutti può capitare una tegola in testa», commenta amaro ma felice per la solidarietà ricevuta da destra e sinistra: «Gli amici mi abbracciano, non solo i colleghi di maggioranza, ma anche di opposizione». D'altronde siamo di fronte a un ìndefesso paladino della legalità, come testimoniano 1a sua immediata autosospensione dall' Antimafia e i suoi appassionati interventi a Palazzo Madama. A parte le fondamentali proposte di legge sulle professioni subacquee e sulla «prevenzione del gozzo endemico», Nocco è relatore della legge «per il contenimento della spesa farmaceutica» (davvero eccessiva, soprattutto all'Annunziata). Ed è spesso intervenuto per proporre un'«Autorità garante dell'etica pubblica» e sollecitare la lotta senza quartiere «al crimine transnazíonale» (per quello nazionale, invece, passi). Molto apprezzati i suoi discorsi per «favorire lo scambio di esperienze tra pubblico e privato» (da notare il termine «scambio») e «lo sviluppo della concorrenza» (specie a Taranto). Commovente ma tardivo l'invito a «riformare l'ordinamento giudiziario», quasi autobiografici gli appelli a «contrastare gli illeciti nel settore sanitario» e a riformare il «trattamento penitenziario». Chiunque fosse tentato di autorizzare il suo arresto, si metta nei suoi panni. Un galantuomo entra in Forza Italia e scopre che il suo 1eader, presidente del Consiglio, è imputato di corruzione giudiziaria. Entra in Senato e ci trova un corteo di pregiudicati a1 seguito del senatore Dell'Utri. Accende la tv e vede Pomicino e De Mìchelis che insegnano come si esce dalla crisi. Ingenuamente si fa l'idea che la corruzione non sia più reato. Anzi, che sia un titolo di merito. Ammaestrato da esempi consimili, procede a piè fermo. Altro che arrestarlo o dimissionarlo. Presidente dell'Antimafia, dovrebbero farlo.




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