Dopo una lunga crisi economica, Barbie, l'icona delle bambole americane, torna a lottare per il primo posto fra i giocattoli preferiti dalle ragazzine. Ma questa volta ha un asso nella manica: un servizio di messaggistica.

Nonostante i suoi ben portati 45 anni, la bionda californiana ha già perso più del 20% del mercato delle bambole 'fashion' negli Stati Uniti, contro rivali come la multiculturale Bratz, prodotta da MGA Entertainment.

Mattel, l'azienda che fabbrica Barbie, non azzarda cifre, ma crede che le vendite negli USA cresceranno, per la prima volta dopo il 2000 e dopo un crollo del 25% nel quarto trimestre.

Mattel ha già provato ad offrire la Barbie con nuovi occhiali da sole, cappelli fatti al crochet, 16 tipi di orecchini, surfboard, motociclette, e perfino svendendola a 4,99 dollari insieme alla sua amica Teresa (due a meno del prezzo di una). Ha anche inventato nuovi pretendenti, oltre all'eterno fidanzato Ken, creato nel 1961, dalla costola della prima Barbie. Niente da fare.

Mattel ricorre adesso a quella che tutti ritengono la carta vincente di oggi: la messaggistica. C'aveva già provato con la tecnologia: Mattel ricava soldi anche dal merchandising di Barbie, che include, oltre ai vestiti, radio, video e macchine fotografiche. Ma non bastano per mantenere viva la bambola venduta in 150 paesi.

Quest'anno Mattel comincerà a vendere una 'Barbie instant-message' con telefonini miniaturizzati che permetteranno alle bambine di inviare messaggi di testo. Mattel conta sulla mania per gli SMS, come ultima spiaggia per la sopravivenza della bambola, dei suoi pretendenti e del sogno biondo che dal 1959 ha abitato nella mente di tante ragazzine.