Al di là della personale diffidenza di fondo verso il personaggio, voglio fare due considerazioni.In Origine Postato da ossoduro
In una regione dove il CDX ha fatto 61 seggi a zero nel 2001 , il passaggio di D' Antoni può spostare gli equilibri e a questo si lavorerà da qui alle politiche, che sono il vero obbiettivo.
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Sergio D'Antoni al termine della conferenza stampa ha diffuso una nota ribadendo i motivi che lo hanno indotto ad abbandonare l'Udc. «Di fronte ad una deriva a destra della linea politica del governo Berlusconi (basti da ultimo considerare la vicenda grave e pericolosa del ridimensionamento del reato di tortura ad ipotesi di violenze e minacce gravi e reiterate) e, soprattutto, di fronte all'indifferenza dello stesso Esecutivo nei riguardi dell'aggravarsi della crisi economica e sociale del paese, la battaglia da me sostenuta, assieme agli amici di Democrazia Europea, per spostare l'Udc su una linea di centro moderato, con una forte identità sociale, è purtroppo fallita».
«L'Udc - ha proseguito D'Antoni - di fatto non esiste più perchè sono venuti meno le motivazioni politiche ed i programmi costituenti che avevano portato alla sua nascita. Il governo Berlusconi non ha voluto praticare la politica di concertazione per favorire il rilancio economico del paese, aggravando i problemi ed il divario tra nord e sud, rifiutando un dialogo reale e costruttivo con le parti sociali ed impoverendo strati sempre più numerosi di popolazione. Tutto questo rende oggettivamente impraticabile il mio appoggio e la mia permanenza nella Cdl. Per ridare speranze concrete alla possibilità di una ripresa della politica di concertazione e di uno sviluppo solidale ed equilibrato del paese - ha concluso D'Antoni - ritengo sia oggi più adeguato il progetto politico rilanciato da Romano Prodi nell'Ulivo».
1) Il fatto che D'Antoni "riscopra" la concertazione come metodo più opportuno nelle trattative fra governo e parti sociali è di per sé positivo. Resta il mistero del perchè per alcuni anni preferì fottersene, mettendosi insieme a coloro i quali fecero e fanno l'esatto opposto...
2) La questione democristiana in Italia è evidentemente ancora aperta. Dopo le elezioni del 2001 un discreto numero di ex-DC passò armi e bagagli dal PPI all'UDC (o al massimo FI), altri lo fecero qualche tempo prima (Buttiglione '99, anche Cuffaro fu assessore nella giunta ulivista del DS Capodicasa in Sicilia nel '98-'99 mi sembra), anche se a onor del vero iniziò all'opposto Mastella nel soccorso a D'Alema. Adesso inizia a delinearsi l'opposto. Resto dell'idea che questi continui salti della quaglia sono indice di profonda instabilità del sistema politico. Forse ha ragione AdC quando parla di proporzionale...lì almeno i DC farebbero e disfarebbero continuamente appoggiando un po' uno e un po' l'altro, ma perlomeno eviterebbero di mettere in scena queste penose transumanze...Cambierebbe al massimo il metodo, non la sostanza, purtroppo.




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