Di ritorno a Roma, mi son trovato ieri sera a casa di amici, dotati di una pessima abitudine: guardare la TV. E non solo la TV era accesa mentre parlavamo in salotto: ad un certo punto la cortese figliola ha optato per quell'orrore di nome portaaporta. Il tema: il caso di Cogne. Mentre mi accucciavo sul sofà, cercando di nascondere agli astanti - innanzitutto a mia moglie - le abbondanti dosi di (ottima) grappa che il mio amico mi somministrava, mi son trovato ad ascolatare, non solo la TV, ma anche i commenti. Così ho scoperto che
1) la Franzoni sarebbe la nipote della moglie di Prodi;
2) l'avvocato Grosso - inviato del Presidente della Commissione UE - avrebbe rinunciato perchè non condivideva la contestata innocenza;
3) le perizie illustrerebbero una personalità complessa (....)
4) l'Italia si sta dividendo (more solito) fra innocentisti e colpevolisti.
Sarà che nel Montefeltro l'aria è parimenti frizzante, che ci si annoia (come in tutte le valli) e che il sesso è dunque la maggior leva che muove il mondo, ma io - ascoltati i valligiani (del Foglia), sapevo che
a) il povero piccolo, non sarebbe figlio del "padre" ma del nonno;
e perciò
b) l'amica psichiatra - colpevole di un legame non eterosessuale - sarebbe l'assassina, col movente di liberare l'amica da tal peso.
C'è qualcuno che ha voglia di chiarirmi le sue idee, e soprattutto confermarmi se esistono (almeno) due Italie?
Informauro




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