L’Anomalia Italiana
Di notevole interesse il numero della rivista “nuova Storia Contemporanea” attualmente in edicola. Oltre che ad un paio di articoli di Francesco Perfetti e di Giuseppe Bedeschi, rispettivamente su “Gentile e Il Fascismo” e su “Gramsci, Gobetti e Gentile” (e un ottimo articolo di Salvatore Sechi su “I comunisti italiani e il centrismo”), sono presenti altri scritti notevoli. Intendo in particolare focalizzare l’attenzione su quanto scrive Sergio Romano circa “Le anomalie dell’Italia”.
Romano affronta la questione cercando di analizzare la realtà italiana, che descrive con il solito acume e senza alcuna subordinazione ideologica agli interessi di questo o quello schieramento politico, ma affrontando i problemi nella loro interconnessione e situandoli nel contesto storico che li ha generati.
Romano esordisce sottolineando un presunto debito di riconoscenza che l’Italia di Berlusconi avrebbe verso la vicina Austria, giacchè sarebbe il fallimento della politica sanzionista contro l’Austria di Haider che avrebbe scoraggiato l’adozione di misure estreme contro l’Italia, occasionate dalla “triplice anomalia” che le correnti “liberal” del vecchio continente (fomentate dalla sinistra italiana ma anche dalla stampa “progressista” europea), hanno rilevato ed enfatizzato. Anomalie che sarebbero da ricondursi, oltre che al “conflitto di interesse” del presidente del Consiglio e alle sue note grane giudiziarie, alla presenza nella maggioranza e nell’esecutivo di un partito di estrazione neo-fascista (Alleanza Nazionale) e da un movimento secessionista con venature ritenute spesso xenofobe (la Lega Nord).
Dal canto suo Sergio Romano, ferma restando la questione “conflitto di interessi” rappresentata da Berlusconi presidente del Consiglio e grande imprenditore del mondo delle televisioni eccetera, ricorda come Fini e Bossi “ sono uomini politici abili e intelligenti. Il primo è riuscito a traghettare un partito di estrema destra verso posizioni moderate e ha recuperato alla democrazia una parte importante della società italiana, il secondo è un tribuno camaleontico ma ha avuto il merito di mettere il federalismo all’ordine del giorno della politica nazionale e ha dato alla partitocrazia italiana una spallata ”.
Del resto le “anomalie della politica italiana” sono ben altre e vengono….. da lontano.
Sergio Romano ricorda che prima del 1992 l’Italia era diventata “ una partitocrazia consociativa. Gli italiani non sceglievano il governo. Con un voto davano una procura ad un partito che ne avrebbe fatto durante la legislatura l’uso più conforme alle sue convenienze e alle sue strategie. Questo regime opaco, cioè non trasparente, aveva prodotto una serie di effetti negativi. I partiti si erano trasformati in pesanti e costose istituzioni parastatali […] La democrazia cristiana, i socialisti e i loro alleati riscuotevano una specie di tassa sugli affari che finiva in parte nelle casse dei partiti, in parte in quelle di qualche mediatore. Il Partito Comunista partecipava occasionalmente alla divisione della tassa, ma ricavò la maggior parte delle sue risorse dal Partito Comunista dell’Unione Sovietica sino alla fine degli anni settanta, dal commercio Est-Ovest negli anni seguenti e, sotto forma di sostegno logistico, dalla lega delle cooperative “.
Questa situazione va naturalmente inserita nel contesto politico generatosi dopo la liberazione dalla dittatura fascista e la divisione del mondo in sfere di influenza, e all’interno del processo storico di sviluppo “anomalo” del capitalismo italiano, con le sue debolezze strutturali (livello esorbitante del settore pubblico, inefficienza cronica della Pubblica Amministrazione, squilibri nord-sud… con un peso della criminalità organizzata sul ritardo di vaste aree del mezzogiorno ancora in gran parte da indagare).
Da parte sua Sergio Romano nota che “ Oltre ad essere corrotto ed immorale il sistema politico era per l’economia italiana terribilmente costoso ed inefficiente. Gli industriali e gli impresari scaricavano le tangenti sui loro costi e fornivano opere pubbliche care e mediocri “.
continua...




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