Torture di cui nessuno parla. Dal Pakistan l’ultimo dramma
di Matteo Spicuglia/ 12/05/2004
Mentre si continuano a fare i conti con le azioni ignobili compiute dai soldati americani in Iraq, dal Pakistan arrivano notizie terribili sulla tortura usata a scopi religiosi. Un giovane cattolico di 18 anni, l'ultima vittima.
Non esistono né vittime né carnefici di serie A e di serie B. Attirati dagli scandali di questi giorni, tuttavia, si rischia di perdere di vista alcuni episodi che fanno riflettere. La notizia lanciata dall’agenzia Asianews arriva da Lahore, in Pakistan, e riguarda la morte di un ragazzo cattolico, torturato a morte da un gruppo di rapitori che cercavano di convertirlo all’islam. Un fatto di una gravità assoluta che ha sconvolto un paese che nonostante grandi passi sulla strada del dialogo e della riconciliazione tra le religioni, vede ancora minacciata la libertà di culto. La vittima si chiamava Javed Anjum ed era uno studente di economia e commercio di soli 18 anni. A metà aprile, mentre beveva dell’acqua da un rubinetto a Toba Tek Singh, 310 km a sud di Islamabad è stato catturato da un insegnante e alcuni studenti della Jamia Hassan bin Almurtaza Madrasa, una scuola religiosa musulmana. Per 5 giorni è stato segregato e sottoposto a torture brutali con l’obiettivo di convertirlo all’Islam; quando le sue condizioni erano ormai disperate, i rapitori lo hanno consegnato a una stazione di polizia spacciandolo per un ladro.
L’intervento dei medici non è riuscito a salvarlo: Javed è morto il 2 maggio per un blocco renale nell’ospedale di Faisalabad. Dagli esami è emerso che per le torture aveva perso la vista e aveva numerose costole fratturate. Il caso è stato sollevatola una denuncia della Commissione episcopale “Giustizia e pace”, accolta però con freddezza. “Anche i responsabili politici musulmani locali – spiega Peter Jacob presidente della commissione - stanno difendendo e proteggendo la scuola. Tutto questo mostra che i colpevoli sono coscienti di quanto hanno fatto e disperatamente cercano di nasconderlo attraverso false accuse”.
La vicenda di Javed non è l’unica di questo tipo. Lo scorso novembre un altro ragazzo pakistano cattolico, il 15enne Zeeshan Gill era stato preso da alcuni compagni di scuola e costretto a diventare musulmano. Alcuni insegnanti islamici lo hanno minacciato e picchiato, costringendolo a seguire lezioni alla Madrasa Jamia al Qasim al Aloom, una scuola islamica con annesso un collegio. Zeeshan Gill è riuscito poi a fuggire, ma da allora lui e i suoi parenti si sono nascosti per paura di essere uccisi.
La Commissione di Giustizia e Pace ha chiesto al governo del Punjab non solo di fare giustizia nel caso di Anjum, ma “di prendere misure a lungo termine per sradicare l’odio religioso e di seguire la legge, mettendo in atto provvedimenti contro questi odiosi crimini”.
http://www.korazym.org/news1.asp?Id=7237
E chi se ne frega![]()
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