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  1. #31
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    Qualis sono i valori che lo stato italiano ti impone?

  2. #32
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    ti impone la sua storia, la sua lingua, e il suo sentire nazionale
    e nel farlo automaticamente cancella i nostri

    secondo te perchè fino ad oggi a cominciare dai savoi, passando per fascismo fino alla repubblica, la lingua sarda è stata ostacolata se non proibita, non perchè era più bella o più brutta, ma perchè era un fattore di disgregazione politica: i sardi sono italiani ergo devono conoscere come prima lingua (ovvero l'unica ke possano imparare a scuola) l'italiano, l'italiano è ufficiale, il sardo vivrà da sè, se ci sarà qualcuno abbastanza forter per farlo vivere

    In un mondo dominato dalla cultura di massa questo significa massacro culturale

    E poi mi sono sempre kiesto: se i sardi sono italiani, si suppone che essi storicamente parlassero italiano e avessero un sentire nazionale di italiani


    e invece questi 2 fenomeni sono diventati sentimenti diffusi solo dopo la 2 guerra mondiale, il fascismo nonostante abbia esplicitamente proibito il sardo, in realtà non era riuscito a scalfirlo, infatti ancora negli anni 50 l'italiano non era conosciuto da tutti

    il più grande danno alla nostra cultura e identità è stato fatto da 50 anni di telecrazia demo-socio-comunista, che ha fatto un incredibile lavoro di omologazione delle masse sarde con le masse italiane

    posso dirti che ancora a metà dell'800 cagliari, che è la città più italianizzata, una stima dice che solo l'11% della popolazione fosse bilingue (conosceva sardo e italiano), e secondo te il restante ke lingua parlava, te lo dico io SARDO e basta

  3. #33
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    Originally posted by cràudiu


    posso dirti che ancora a metà dell'800 cagliari, che è la città più italianizzata, una stima dice che solo l'11% della popolazione fosse bilingue (conosceva sardo e italiano), e secondo te il restante ke lingua parlava, te lo dico io SARDO e basta
    boh, io sapevo che a Cagliari fino a metà 800 le classi alte parlavano rispettivamente il catalano-castigliano se "indigene" ovvero derivanti dai 5 secoli di dominazione spagnola, e il francese se provenienti dal nuovo regime. che io sappia l'italiano a Cagliari è iniziato a penetrare dopo l'unità d'Italia, così come ad Orgosolo è iniziato a penetrare negli anni 60...
    E per "penetrare" non indico il fatto che le masse lo parlassero, ma proprio il fatto che viene "sentito" per la prima volta nella storia, essendo la lingua sarda una lingua NON italo-romanza, e che a differenza dei dialetti italici non aveva nulla di familiare e/o compatibile con la Lingua Italiana.

  4. #34
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    posso aggiungere che quella ke veniva detta "sa crema de casteddu" ovvero tutte le famiglie nobili di origine catalana e piemontese ancora 20 anni fa parlavano il casteddayu puro (casteddayu=cagliaritano) per distinguersi dalle masse che uscivano dalla scuola pubblica e subivano l'inculturazione di massa

    questa è una dimostrazione (ma questo è successo anche in Irlanda) di come il dominatore diventi in qualke misura dominato

    il più vecchio e completo vocabolario di cagliaritano è opera di un principe di castello (castello è il quartiere vecchio di cagliari) di origine catalana, che si è rifatto ad una serie di appunti e di annotazioni di un suo avo morto poco dopo la guerra

    anzi penso che tra le persone più anziane questo uso esista ancora, tra loro parlano sempre casteddayu, però quello elegante, non quello dei rioni popolari, che è molto più rozzo

  5. #35
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    Credo che questa storia dell'imposizione sia abbastanza centrale per voi. Innanzitutto non credo si tartti di "imporre" Storia... come si fa a imporre Storia? Se mai più o meno forzatamente la storia delle popolazioni sarde è stata riavvicinata al "continente".

    Che questo fatto sia stato negativo o positivo non ti so dire! Non ho la minima idea ... dipende da quanto tu sia affezoinato all'Italianità (che indubbiamente HAI).

  6. #36
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    Credo che questa storia dell'imposizione sia abbastanza centrale per voi. Innanzitutto non credo si tartti di "imporre" Storia... come si fa a imporre Storia? Se mai più o meno forzatamente la storia delle popolazioni sarde è stata riavvicinata al "continente".

    Che questo fatto sia stato negativo o positivo non ti so dire! Non ho la minima idea ... dipende da quanto tu sia affezionato all'Italianità (che indubbiamente HAI, se consideri l'Italianità come la Storia, la lingua etcetera...).

  7. #37
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    Originally posted by Adriano1897
    Credo che questa storia dell'imposizione sia abbastanza centrale per voi. Innanzitutto non credo si tartti di "imporre" Storia... come si fa a imporre Storia? Se mai più o meno forzatamente la storia delle popolazioni sarde è stata riavvicinata al "continente".

    Che questo fatto sia stato negativo o positivo non ti so dire! Non ho la minima idea ... dipende da quanto tu sia affezionato all'Italianità (che indubbiamente HAI, se consideri l'Italianità come la Storia, la lingua etcetera...).
    imporre storia sì, perchè tutt'oggi (ma la situazione, in virtù dellòe nuove leggi, dovrebbe cambiare) nella scuola pubblica, a meno di professori che lo facciano ritagliando tempo, viene studiata la storia italiana, senza un minimo accenno a quella sarda (che era disgiunta, fino al 1700 da quella italiana). Poi improvvisamente nei libri la Sardegna viene nominata per la prima volta nel risorgimento, con il "Regno di Sardegna". Penso che lo stesso accada anche da voi nel sud, dove i programmi sono gli stessi, che sentite nominare la Sardegna per la prima volta nello studio del risorgimento.

    mentre nel frattempo la storia sarda conosceva una dinamica particolarissima, sia durante l'indipendenza giudicale, durante l'espansione dell'Arborea, nelle guerre anti-pisane (la distruzione del giudicato di Karalis e Torres), anti-catalane (la guerra plurisecolare contro l'Aragona da parte dell'Arborea, con la disfatta finale di Sanluri), la rivoluzione di Alagòn, la feudalizzazione dei catalani, la fusione con la Castiglia, le guerre combattute con la Spagna (allora la Sardegna era Spagna come lo era l'Andalusia, o il Messico), la lunga era coloniale spagnola, il passaggio ai granduchi di Savoia, il 1700 sabaudo, i motti Anjoyani e la cacciata degli italiani, il periodo Napoleonico, la restaurazione e il colonialismo imperialista sabaudo post-restaurazione, e solo ora arriviamo al punto da cui partono i libri di testo: il risorgimento.

    il fatto è che noi non è che vogliamo studiare solo la nostra storia, ma almeno andare in parallelo, perchè la nostra storia è totalmente disgiunta da quella italiana, e si finisce che giovani sardi non sanno nemmeno che la Sardegna era indipendente, parlava una lingua indipendente fino al 1800, è stata catalanba, è stata spagnola, ha avuto le sue rivoluzioni, i suoi moti patriotici indipendentisti, ecc... allo stesso modo per capire la nostra storia dovremmo approfondire quella della Spagna, che è il "vicino di casa" che più di ogni altro, fino ad oggi, ha influito, anche a livello di intervallo temporale, sul nostro passato.

    non so se la cosa è chiara, ma è come se ad un albanese si fa studiare la storia dell'italia peninsulare, senza mai nominare l'Albania, e poi negli anni 30 del 1900 la si fa saltar fuori perchè divenne un protettorato italiano.

    lo stesso vale per la letteratura: ci fanno studiare Dante come se fosse il nostro padre linguistico, quando era il primo a dire che i sardi sembravano scimmie che imitavano l'uomo civile, inquanto un popolo di pastori si ostinava a voler parlare latino senza esserne realmente capace. infatti Dante fu il primo ad occuparsi delle lingue italiche, e palesò un forte razzismo verso i sardi, in quanto secondo lui questi ultimi peccavano di superbia, dato che non parlavano un volgare loro, ma pur essendo un popolo di selvaggi (a quei tempi nella Barbagia esistevano ancora tribù semi-pagane) voleva parlare LATINO. il razzismo di Dante contro i sardi lo portava nemmenoa riconoscerne la Lingua, secondo Dante NON ESISTEVA la Lingua Sarda, ma era solo un tentativo abortito di parlare latino...

    Sicuramente le cose che ti stiamo raccontando ti suonano un po' esotiche, ma purtroppo corrispondono alla realtà, o meglio alla nostra realtà.

    Assolutamente non ci stiamo lamentando, ma smplicemente stiamo proponendo delle alternative, ovvero "aggiustare" la situazione, riparando anche a questa forma di colonialismo culturale.

    Attualmente in Sardegna sta scaricandosi una vagonata di orgoglio nazionale anche per la propria storia ANTICA (non solo post romana). Basti pensare che tra i best-seller più venduti ci sono libri recentissimi che parlano degli Shardanas, i sardi antichi, delle loro vicende storiche, delle loro tecnologie, del loro "mondo" che coincideva di fatto col mediterraneo fino alla Scandinavia e alle coste dell'Africa occidentale.

    Anche la nostra storia antica viene minimizzata, i libri italiani dedicano 3 pagine (già tanto) alla nostra storia antica, raccontando cose che ormai si sono dimostrate false: per esempio che i sardi antichi vivevano rintanati nelle loro torri di pietra senza avere rapporti col mondo circostante.



    A si biri mellus.

  8. #38
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    Il paragone con l'Albania non regge perchè ora l'Albania non fa parte territorialmente della Repubblica Italiana, a differenza della Sardegna.

    Quindi in sostanza dici che c'è poca memoria storica nei confronti dei Sardi pre-unitari? Oltre ovviamente a cause economiche?

  9. #39
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    Originally posted by Adriano1897
    Il paragone con l'Albania non regge perchè ora l'Albania non fa parte territorialmente della Repubblica Italiana, a differenza della Sardegna.

    Quindi in sostanza dici che c'è poca memoria storica nei confronti dei Sardi pre-unitari? Oltre ovviamente a cause economiche?
    ovviamente io sto ipotizzando che l'Albania fosse rimasta parte dello stato italiano, se non si era capito. Del resto è più vicina all'Italia di quanto non lo fosse la Sardegna, e i casi della storia potevano anche fare in modo che rimanesse parte dell'Italia.

    non si tratta di memoria storica, ma proprio di intenzione ad omologare. è da decenni che una certa fetta della classe degli insegnanti chiede che programmi scolastici siano più coerenti con la nostra realtà. (devo precisare che moltissimi insegnanti sono meridionali, non di origini sarde, per cui per loro la situazione va benone così com'è)

    a livello universitario la storia sarda trovava già più spazio, ma a livello di formazione di base di spazio non ne aveva proprio, e ribadisco che noi non vogliamo isolarci, ma vogliamo studiare la storia in modo più coerente, trovando lo spazio per confrontare situazioni moto diverse senza tralasciarne nessuna, dato che nel nostro caso si studiavano comuni, repubbliche di venezia, angioini e normanni, ma non si sapeva cosa succedeva a Casteddu, o Tatari, o Aristanis o Mamuyada...

    spero che la situazione sia chiara, così come il problema di fondo

  10. #40
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    Credo che questa storia dell'imposizione sia abbastanza centrale per voi. Innanzitutto non credo si tartti di "imporre" Storia... come si fa a imporre Storia? Se mai più o meno forzatamente la storia delle popolazioni sarde è stata riavvicinata al "continente".
    dato ke dici ri-avvicinata, vuol dire che prima ne era vicina, e io mi sono sempre kiesto: ma quando è che sardegna e italia(che poi non esisteva) erano così vicine?

    in 1000 anni nessuno ha mai equivocato il termine sardegna e nazione sarda, concetto che rimase ufficiale nei documenti piemontesi i cui atti parlavano esplicitamente di "nazionali sardi", per distinguerli dai piemontesi, che evidentemente erano qualcos'altro. Ricorderei invece che ancora nel '500 gli italiani erano spesso definiti franchi o lombardi

    quello che tu dici, prendendolo come assoluta certezza, è una tendenza riscontrata in alcuni storici sardi (di solito poco fortunati, perchè dicendo cose palesemente false è difficile convincere gli altri), interpretano l'annessione della sardegna al piemonte come un "Ritorno" nell'orbita storico culturale italiana

    e allora mi kiedo: ma quando ci eravamo mai stati in quest'orbita (perfavore nessuno osi parlare di impero romano , perchè dimostrerebbe di essere fazioso oltrechè tendenzialmente deficiente)?

    e ancora: anke dopo il ritorno in quest'orbita, le dinamiche storiche della sardegna rimasero estremamente diverse (anke se influenzate) da quelle del "resto d'Italia" (notare ke ho messo tra virgolette):esempio in Sardegna la rivoluzione arrivò con un moto popolare spontaneo che univa gli obiettivi rivoluzionari (abolizione del feudalesimo in primis) con delle aspirazioni di liberazione nazionale, in Italia al contrario la rivoluzione fu portata con le baionette francesi, e fu pilotata direttamente da Parigi

    Ancora la Sardegna mai cadde sotto Napoleone, mentre l'Italia fu completamente assoggettata da lui (ricordo che in questo periodo comunque i sardi ebbero i loro tiranni, i savoia, che operarono in prima persona la repressione per i moti degli anni precedenti e per quelli ancora in corso)

    gli anni dal 1820 alle guerre d'indipendenza segnano il periodo d'oro di carbonari, e vari tipi di rivoluzionari, che lottano per le concessioni di statuti, e per portare avanti gli ideali rivoluzionari, solo nel '48 si inizierà (sebbene non come ci insegnano i libri di storia) a parlare di unità d'Italia

    questa fase in sardegna fu invece nel periodo che va dal 1790 al 1820, gli anni '20 segnarono gli ultimi scampoli dei moti rivoluzionari e anti piemontesi, e negli anni successivi la forza di ribellarsi era pochissima poichè le forze progressiste e indipendentiste erano state represse dai reazionari savoia con delle stragi che ancora oggi sono rimaste nell'immaginario collettivo dei sardi

    Dato ke qua i filo sabaudi difendono il loro re, ora ricordo un altro detto: nel 1812 la politica disastrosa a dittatoriale dei savoia portò ad una carestia di proporzioni mai viste, tant''è che a Cagliari molta gente per parlare della fame dice "s'annu doxi" (=il 1812)

    spero di essere stato kiaro e aspetto risposte per le domande che ho posto

    salutàmu

 

 
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