CIO' CHE TELEVATICANO (LA RAI) NON DICE

In Italia l'opinione pubblica è divisa sul problema palestinese, l'onda islamica ha generato timori nella Lega e in altri italiani, non necessariamente di destra, mentre le ragioni dei palestinesi sono sostenute dal Vaticano (leggi Andreotti), dalla sinistra italiana e dall'Unione Europea, a sua volta Israele ha l'appoggio degli USA.
Di fronte alla disinformazione generale, io ho appreso che gli ebrei si sono rifugiati Israele per sfuggire alle persecuzioni secolari degli europei, portatori sani dell'antisemitismo, a causa di un'educazione bimillenaria della chiesa che aveva accusato gli ebrei di deicidio. Da allora gli ebrei divennero capi espiatori, accusati di settarismo, di cosmopolitismo, d'affarismo, di essere una razza inferiore, derubati sempre dei loro beni e delle loro vite.
Io non sono credente, però per chi crede ricordo che il Corano afferma che prima della fine del mondo gli ebrei sarebbero tornati sulle terre de loro avi. Spesso si parla d'atrocità, non sempre vere, commesse dagli ebrei a carico dei palestinesi, omettendo le atrocità commesse dai palestinesi, ricordo che lo zio di Arafat, Amin El Husseini, gran muftì di Gerusalemme, era un simpatizzante nazista che reclutò mussulmani bosniaci per la Wermatch.
Il capo del commando che ha abbattuto le torri gemelle di New York ha lasciato due testamenti, in un afferma che al suo funerale non vuole donne, in un altro afferma che attorno alla sua tomba non vuole donne incinte.
Bisogna distinguere tra mussulmani ismaeliti, sanniti, sufi, più facilmente integrabili nella nostra cultura occidentale, dai mussulmani Waabiti, forti in Arabia Saudita e Sudan, che vorrebbero introdurre la sharia per tutti, con la pena di morte per adulterio e ateismo, con il taglio della mano per i furti, essi non vogliono la separazione tra stato e chiesa ma vogliono il dominio della teocrazia, come avveniva nella nostra chiesa medioevale. La chiesa fu costretta ad arretrare da questa posizione a causa della rivoluzione liberale che creò lo stato laico, processo che nei paesi islamici non è ancora iniziato.
Gli sciiti komeinisti iraniani e i talebani afgani, difensori della Sharìa, hanno avuto un impatto infelice sui loro popoli, in termine di soffocamento delle loro libertà, generando preoccupazioni, in occidente, in tutti quelli che sono stati educati alla tolleranza. Dopo la seconda guerra mondiale agli ebrei fu concesso di tornare in Israele, la Palestina era sotto mandato inglese, gli ebrei si scontrarono militarmente con i vicini e vinsero, val la pena di ricordare che in tutte le guerre chi vince acquista territori, per questo gli arabi tentarono l'opzione militare, anche se senza successo.
Ciò malgrado nel 1967 Israele restituì il Sinai all'Egitto e offrì di restituire Gaza all'Egitto e la Cisgiordania alla Giordania, questi paesi rifiutarono l'offerta, ritenendo di non poter controllare questi territori abitati dai palestinesi.
Nel 1978 Arafat rifiutò gli accordi di Camp David, che prevedevano la restituzione del 97% dei territori contesi, egli voleva di più, fu un errore, perché ritengo che oggi Sharon non ripeterebbe la promessa, forse è disposto, al massimo, a concedere un'autonomia alla Cisgiordania, infatti, man mano che aumentano gli insediamenti ebraici, diventa più difficile la restituzione delle terre contese. Le guerre fanno anche vittime civili, però il terrorismo palestinese, diretto precisamente contro popolazioni civili, non credo che abbia favorito la causa dei palestinesi. In questo quadro appare sinistra la posizione filopalestinese dell'Unione Europea, che ha condannato tutti i tipi di terrorismo salvo quello palestinese, anche le risoluzioni di condanna delle rappresaglie di Israele agli atti di terrorismo da parte dell'Assemblea dell'ONU, sono il risultato di una maggioranza filoaraba, come un cattivo giudice l'ONU fa politica ed ha applicato spesso due pesi e due misure.
Dalla fine della seconda guerra mondiale, Israele ha integrato più ebrei, provenienti dai paesi arabi ed europei, di quanti palestinesi siano fuggiti dai territori da esso occupato, è accaduto che gli stati confinanti, eccettuata la Giordania, non hanno fatto un programma d'integrazione, preferendo lasciare i palestinesi nei campi profughi; inoltre in Israele i palestinesi residenti hanno la cittadinanza, non è così in tanti paesi arabi, in Israele lingua ufficiale è anche l'arabo.
L'OLP riceve aiuti economici da ONU, Europa e paesi arabi e li utilizza per acquistare armi, invece di aiutare i profughi, infine la cooperazione internazionale a favore di questi ed altri profughi non è sempre disinteressata, con i profughi si può fare profitto, così si spiega perché non si risolve il problema dei profughi, complici la cricca di Arafat, che si arricchisce con gli aiuti, e gli stessi paesi occidentali. Israele, con il sostegno politico del governo degli Stati Uniti (le armi acquistate in USA sono state pagate con gli interessi) e gli aiuti economici della diaspora ebraica, provenienti anche da ebrei facoltosi, è riuscito a far fiorire un deserto, ha sviluppato la tecnologia e le scienze, è una democrazia, anche se imperfetta come tutte le democrazie, palestinesi e arabi ricaverebbero grande vantaggio a collaborare con esso, aiutati anche dalla solidarietà internazionale che, in un processo di pace per la regione, sicuramente non mancherebbe.


Nunzio Miccoli
numicco@tin.it