Risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Cosa mi resta...

  1. #1
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    Cosa mi resta...

    Non molto. In fondo, se uno ci pensa bene, è sempre troppo poco.

    Quel profumo, inconfondibile, che mi fa ancora sussultare quando incrocio una donna che uso lo stesso.

    Un cd.

    Qualche altro piccolo regalo.

    Molti ricordi bellissimi.

    La mia stupidità per essermela lasciata scappare.

    E la sua ultima mail. Che fa tanto male rileggere, ma che conserverò sempre. Forse perchè sono anche un gran masochista.

    I am very happy with my life and I'm about to get married soon. I hope you've found what you're looking for also.

    I have a small but very significant request: please don't send me any
    more mails. I don't want to tarnish my life with the ghosts of the past.

    Hope you understand.

    Be well




  2. #2
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    Predefinito

    Il portiere caduto alla difesa
    ultima vana, contro terra cela
    la faccia

    La folla - unita ebbrezza - par trabocchi
    nel campo

    Pochi momenti come questo belli,
    a quanti l'odio consuma e l'amore,
    è dato, sotto il cielo, di vedere.

    (Goal, Umberto Saba)

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  3. #3
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    Predefinito

    Se può consolarti, siamo tutti passati per vicende simili, credo.
    Almeno anche a me è capitato di essere un ghost of the past, magari solo per quel tipo di rapporto lì.
    Come se non fosse successo assolutamente niente.

  4. #4
    fui lsu
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    Predefinito Re: Cosa mi resta...

    Originally posted by portiere
    Non molto. In fondo, se uno ci pensa bene, è sempre troppo poco.

    Quel profumo, inconfondibile, che mi fa ancora sussultare quando incrocio una donna che uso lo stesso.

    Un cd.

    Qualche altro piccolo regalo.

    Molti ricordi bellissimi.

    La mia stupidità per essermela lasciata scappare.

    E la sua ultima mail. Che fa tanto male rileggere, ma che conserverò sempre. Forse perchè sono anche un gran masochista.

    ...
    Io conservo i film registrati assieme. Erano sempre trasmessi di notte, vecchi macigni che solo qualche cinefilo o gli insonni più disperati avrebbero guardato.

    Ci tenevamo svegli e guardavamo, io e lei, almeno una parte di quei film che ora sono catturati magneticamente nei nastri delle mie vhs. E si crollava nel sonno. I nostri sogni correvano sui binari della trama.

    Ci sono tante ore della nostra vita in quelle cassette. I sogno sono svaniti da molto tempo.
    Chissà che rimettendo nel videoregistratore una di quelle misteriose scatole nere di plastica, dopo una stanchissima giornata...


  5. #5
    fui lsu
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    Predefinito Re: Cosa mi resta...

    Originally posted by portiere
    ...
    A proposito, l'hai mai visto questo film PRIMA DEL CALCIO DI RIGORE (1971)?


    Trama etc (tratta dal Morandini):
    Espulso dall'arbitro per un fallo di reazione, il portiere Josef Bloch (A. Brauss) rimane solo in città (Vienna), conosce la cassiera di un cinema (E. Pluhar), passa la notte con lei e la mattina dopo la strangola senza un motivo apparente. Cancellate tutte le tracce lasciate, parte verso un paese di frontiera dove vive Ertha (K. Fischer), sua ex amante, ma il suo irrequieto vagabondaggio - che si conclude su un campo da gioco - rimane senza spiegazioni, frutto di uno smarrimento della propria identità e di una frattura insanabile dalla realtà. Tutto il film è fondato su una serie di negazioni: rifiuto di una costruzione narrativa tradizionale, delle regole del genere poliziesco, della psicologia, della nozione di colpevolezza. Tratto dal romanzo La paura del portiere prima del calcio di rigore (1970) dell'austriaco Peter Handke (Griffen 1942) che il regista, amico dello scrittore, conosceva prima che fosse finito e pubblicato, il 2° film di Wenders (Dusseldorf 1945) prepone già tutti i temi e i caratteri del suo cinema fenomenologico fino alla fine degli anni '70, prima della trasferta a Hollywood. Come la sequenza finale conferma, è il resoconto di un processo di trasformazione di sé stessi in un altro. Josef Bloch, in fondo, è un personaggio che cerca una storia - un dramma - dove poter recitare, ma non riesce a trovarla. Distribuito in Italia nel 1980.

  6. #6
    L'ultimo uomo
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    Predefinito Re: Re: Cosa mi resta...

    Originally posted by S. M. Ejzenstejn
    A proposito, l'hai mai visto questo film PRIMA DEL CALCIO DI RIGORE (1971)?

    Si, lo conosco

  7. #7
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    Predefinito

    Grazie dgli interventi. E' bello sapere che, mal che vadano le cose, c'è sempre qualcuno che cerca di consolarti


  8. #8
    L'ultimo uomo
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    Predefinito

    Originally posted by pcosta
    Il portiere caduto alla difesa
    ultima vana, contro terra cela
    la faccia

    La folla - unita ebbrezza - par trabocchi
    nel campo

    Pochi momenti come questo belli,
    a quanti l'odio consuma e l'amore,
    è dato, sotto il cielo, di vedere.

    (Goal, Umberto Saba)

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    Ma questa poesia no! E' da quando ho cominciato la carriera calcistica che me la propinano!


  9. #9
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    Predefinito


    Ma questa poesia no! E' da quando ho cominciato la carriera calcistica che me la propinano!

    Eh lo so, è un po' consunta. Il portiere di Alfonso Gatto era forse meno noto, ma non mi pareva indicato per consolare un portiere in crisi.
    Comunque eccola qui:

    Il Portiere

    Boccaccio era il portiere,
    il gran portiere giallo
    della squadra del quartiere.
    Stava all’erta come un gallo

    sulla porta del campetto
    alla periferia.
    Diceva: "Qua sul petto,
    ed ogni palla è mia".

    Ma quel giorno, chi lo sa,
    sbuca di qua sbuca di là
    - Boccaccio attento! - pa pa
    la palla è in rete. "Ma va,
    ma va, Boccaccio, è uno".

    Attento, di qua di là,
    passa non passa, tira.
    Boccaccio si rigira;
    si tuffa - passerà?-
    "Qui non passa nessuno",
    ma la palla è nel sacco.

    E son due. Lo smacco,
    i fischi, e poi sotto...
    "Salta a pugno, Boccaccio,
    ma non la vedi dov’è,
    salta, salta...". E son tre.

    E quattro e cinque e sei.
    - Boccaccio dove sei?-
    E sette e otto e nove
    e piove e piove e piove
    con grandine e con tuoni.

    Quattordici palloni
    nella rete di Boccaccio
    poveretto poveraccio,
    bianco come uno straccio
    col berretto da fantino
    ubriaco senza vino.

    Quanti fischi! e poi "cretino",
    "pastafrolla", "posapiano",
    "tappabuchi", "moscardino!"
    Oh, quel povero Boccaccio
    nella furia del baccano
    si strappava i suoi capelli
    e la folla dai cancelli
    gli gridava: "Ancora, ancora".

    Tutti tutti, ad uno ad uno
    si strappò capelli e baffi
    e poi schiaffi sopra schiaffi
    si ridette per lezione.
    Restò lì con la sua testa
    tonda, liscia come palla.
    "Oh, son quindici con questa
    - gli gridò dietro la folla -
    tappabuchi, pastafrolla
    vai a guardia d’un portone...!"

    E difatti il buon Boccaccio
    col berretto e col gallone,
    mani pronte e spazzolone,
    oggi è a guardia d’un portone
    dove passano persone
    che fermare egli non può,
    dieci venti cento e più.

    (Alfonso Gatto)

 

 

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