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Discussione: 25 aprile

  1. #951
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    Predefinito Riferimento: 25 Aprile : dobbiamo celebrare anche i partigiani che uccisero dei sacer

    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    Ho capito. Non hai nulla da dire. Tipico. :446::446:
    Se vuoi festeggiare festeggia o celebra, sennò restatene col muso lungo da qualche parte a mugnare: cazzi tua

  2. #952
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    Predefinito Riferimento: 25 Aprile : dobbiamo celebrare anche i partigiani che uccisero dei sacer

    Citazione Originariamente Scritto da mosongo Visualizza Messaggio
    Se vuoi festeggiare festeggia o celebra, sennò restatene col muso lungo da qualche parte a mugnare: cazzi tua


    Avevi chiesto nomi e cognomi..... 3:3:
    Se fossi intelligente capirei che i comunisti sono brave persone... Per fortuna sono una testa di cazzo e me ne vanto!

  3. #953
    Sospeso/a
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    Predefinito Riferimento: 25 Aprile : dobbiamo celebrare anche i partigiani che uccisero dei sacer

    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    Avevi chiesto nomi e cognomi..... 3:3:
    Ho già risposto e dato diversi post sull'argomento: ma dove sono i nomi e cognomi dei Partigiani assassini?

  4. #954
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    Predefinito Riferimento: 25 Aprile : dobbiamo celebrare anche i partigiani che uccisero dei sacer

    Citazione Originariamente Scritto da mosongo Visualizza Messaggio
    Ho già risposto e dato diversi post sull'argomento: ma dove sono i nomi e cognomi dei Partigiani assassini?


    Ci sono i nomi dei preti come da tua richiesta. Cambi idea spesso.
    Se fossi intelligente capirei che i comunisti sono brave persone... Per fortuna sono una testa di cazzo e me ne vanto!

  5. #955
    Sospeso/a
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    Predefinito Riferimento: 25 Aprile : dobbiamo celebrare anche i partigiani che uccisero dei sacer

    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    Ci sono i nomi dei preti come da tua richiesta. Cambi idea spesso.
    Torna indietro a rileggere bene i 3d: ieri sera non eri in forma e ti sarà sfuggito qualcosa.
    Evita di metterla sul personale: altrimenti per me non fa niente farmi bannare.
    :446:

  6. #956
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    Predefinito La Resistenza non ha colore

    SILVIO Berlusconi, accogliendo l'invito del segretario pd Franceschini, parteciperà per la prima volta al 25 aprile. È una decisione che va giudicata positivamente perché in essa oltre che a un diritto si riconosce il dovere del presidente del Consiglio di celebrare assieme a tutti gli italiani la festa della Liberazione e i valori della Resistenza, dell'antifascismo e della Costituzione. Ma quando aggiunge che lo farà perché di questa festa non se ne appropri soltanto la sinistra il premier rivela di essere ancora lontano da una autentica maturità democratica e storica. Più fallace di lui si dimostra il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

    La Russa, uno dei neofascisti sdoganati da Berlusconi, dichiara che "i partigiani rossi meritano rispetto ma non possono essere celebrati come portatori di libertà", cioè fra i fondatori della democrazia italiana. È difficile capire su cosa si basi l'affermazione di La Russa dato che il Partito comunista italiano che organizzò e diresse i partigiani rossi, meglio noti come garibaldini, fece parte e parte decisiva dell'Assemblea costituente da cui è nata la Repubblica democratica.

    Che i comunisti italiani abbiano scelto la democrazia invece che la dittatura potrà sembrare ai loro avversari una scelta opportunistica, obbligata dai rapporti di forza in Europa e nel mondo ma si prenda atto anche da chi avrebbe preferito un esito diverso che essa ci fu e fu per i comunisti italiani vincolante. Gli storici non hanno ancora fornito la prova di chi fu la responsabilità di questa scelta: se fu decisa da Stalin o dalla Internazionale comunista di cui l'italiano Palmiro Togliatti era un autorevole dirigente, ma l'accettazione da parte comunista della divisione del mondo in due sfere di influenza fu un dato di fatto accettato sin dagli anni della guerra di Spagna, riconfermato nell'incontro fra i vincitori della guerra contro la Germania nazista e rispettato anche dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria.

    Fosse interprete del pensiero politico di Stalin o convinto della necessità di convivere con le grandi democrazie occidentali Togliatti, arrivato in Spagna durante la guerra civile, dettò i tredici punti di una costituzione che sarebbe entrata in vigore a guerra finita di chiara impostazione democratica: autonomie regionali, rispetto della proprietà e della iniziativa privata e dei diritti civili, libertà di coscienza e di fede religiosa, assistenza alla piccola proprietà, riforma agraria per la creazione di una democrazia rurale, rispetto delle proprietà straniere non compromesse con il nazismo, ingresso della Spagna nella Società delle nazioni. Naturalmente già allora gli avversari dei comunisti dissero che era una scelta tattica in attesa della rivoluzione, ma una scelta vincolante come si dimostrò in Grecia quando i partigiani rossi di Markos e il loro tentativo di impadronirsi del potere furono abbandonati alla più dura sconfitta. Che la scelta democratica fosse valida nella Repubblica fu chiaro quando tutte le fiammate rivoluzionarie della base comunista, dall'occupazione della prefettura di Milano a quella del monte Amiata dopo l'attentato a Togliatti, furono spente dalla polizia diretta da Scelba senza reazione del partito.

    Possiamo dire che le affermazioni di La Russa sull'inaffidabilità democratica dei partigiani rossi sono un processo alle intenzioni smentito dal rispetto alla Costituzione dei comunisti italiani, che al contrario dei neofascisti alla Borghese o delle trame nere, non hanno mai progettato colpi di Stato e si sono schierati con decisione contro il terrorismo delle Br. Ma c'è un'altra ragione, anche essa storica, per dissentire dalla dichiarazione di La Russa ed è quella di considerare il movimento partigiano garibaldino come un tutt'uno con il partito comunista e il partito comunista come la stessa cosa di una dittatura stalinista. Procedere per generalizzazioni arbitrarie è un cattivo modo di fare la storia e anche la politica.

    Chi ha conosciuto il movimento partigiano nella sua improvvisazione e varietà estrema sa bene che diventare un partigiano rosso non era sempre una scelta politica, ideologica, che si andava nelle brigate Garibaldi per molte ragioni non politiche, perché erano fra le prime formatesi o le più vicine, le prime che si incontravano fuggendo dalle città occupate dai nazifascisti magari per raggiungere dei conoscenti, degli amici. Si pensi solo al comando garibaldino piemontese, che si forma in valle Po con gli ufficiali di cavalleria della scuola di Pinerolo che seguono Napoleone Colajanni, nome partigiano Barbato, perché loro amico non perché comunista, o gli altri che in Val Sesia vanno con Cino Moscatelli perché è uno della valle come loro non perché è comunista.

    Così come noi delle bande di Giustizia e Libertà nel Cuneese che non avevamo mai sentito parlare del partito di azione e del suo riformismo liberal-socialista, ma che eravamo compagni di alpinismo di Duccio Galimberti o Detto Dalmastro. Nella guerra partigiana prima veniva la sopravvivenza, la ricerca delle armi e del cibo, poi sul finire arrivò anche la politica, ma le ragioni di lealtà e di amicizia restarono dominanti per cui egregio ministro La Russa mi creda ma per uno che è stato partigiano le differenze di cui parla non ci sono state. Per venti mesi, per tutti, la ragione di combattere era la libertà.

    http://www.repubblica.it/2009/04/sez...esistenza.html
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  7. #957
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    Predefinito Riferimento: La Resistenza non ha colore

    Certo se un fascista siciliano parla di Resistenza tutto può succedere a questo mondo...
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  8. #958
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    Predefinito Riferimento: La Resistenza non ha colore

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Certo se un fascista siciliano parla di Resistenza tutto può succedere a questo mondo...
    Perchè non dovrebbe parlare? In fondo il fascismo l'ha debellato il fenomeno mafioso, la resistenza e gli americani hanno ripristinato invece la mafia.
    I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.

  9. #959
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    Predefinito Riferimento: La Resistenza non ha colore

    Citazione Originariamente Scritto da Immanuel Visualizza Messaggio
    Perchè non dovrebbe parlare? In fondo il fascismo l'ha debellato il fenomeno mafioso, la resistenza e gli americani hanno ripristinato invece la mafia.
    Minchia c'entra il fenomeno mafioso in questo caso lo sai solo tu, libbbertario.

  10. #960
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    Predefinito Riferimento: La Resistenza non ha colore

    Citazione Originariamente Scritto da Garat Visualizza Messaggio
    Minchia c'entra il fenomeno mafioso in questo caso lo sai solo tu, libbbertario.
    Era in riferimento al "fascista siciliano" usato da Monsier. Specifica di provenienza che non capisco cosa centrasse nel discorso.

    Se non sei in grado di capire il senso, non è un problema mio.
    I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.

 

 
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