Bossi, a giudizio Pino Daniele
Per le offese in un'intervista
Pino Daniele è stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Roma per il reato di diffamazione. Il cantante partenopeo avrebbe offeso l'onore e la reputazione del ministro Umberto Bossi, rilasciando a due agenzie di stampa dichiarazioni ritenute gravemente lesive ("Bossi che canta la Maruzzella a Napoli? E' un uomo di m..., mi fa schifo"). Secondo l'accusa, le offese sarebbero state pronunciate a margine del Festival di Sanremo del 2001.
Parole pesanti, quelle pronunciate da Pino Daniele. Tanto da convincere il gup a rinviare a giudizio il cantante napoletano. Secondo l'accusa, le parole all'indirizzo del ministro per le Riforme Istituzionali sarebbero state pronunciate dall'artista partenopeo a margine del Festival di Sanremo del 2001, cui prese parte in veste di ospite, nel periodo in cui il leader della Lega era a Napoli per la conferenza di An. Parole che potrebbero costare care a Daniele: circa un miliardo delle vecchie lire. Bossi, infatti, in sede civile ha chiesto al cantante un risarcimento di 516.457 euro per i danni morali e patrimoniali subiti.
L'avvocato Paolo Colosimo, che difende Daniele, però è convinto che l'artista non abbia pronunciato questi epiteti nei termini poi riportati dalla stampa e che non sia stata arrecata alcuna offesa nei confronti del ministro: "Dimostreremo in udienza che gli stessi commenti negativi su Bossi attribuiti a Pino Daniele sono stati ripresi in modo differente dalle due agenzie. Il mio assistito è stato vittima della malizia dei cronisti che hanno enfatizzato, a intervista certamente conclusa, un pensiero di Daniele". Il processo penale, comunque, prenderà il via nel gennaio del prossimo anno davanti al tribunale di Roma in composizione monocratica.


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