In origine postato da Rebel
Se siete contro il parlamento in parlamento bisogna entrarci per combatterlo e non dire io non voto, chi sta in quelle poltrone se ne sbatte se noi non votiamo anzi è contento, meno rompipalle in giro
Siamo contro lo stato, ma vi rendete conto o no che ogni volta che qualcuno di noi alza appena di piu la cresta viene messo dentro, lo stato si combatte da dentro e non dall'ingresso del parlamento.
Stessi discorsi dei rifonda-zionisti e dei diessini. Se vuoi combattere il sistema devi farlo dall'interno. Questa è una teoria che annulla il singolo individuo a vantaggio di pochi eletti che generalmente rimangono immobili o fanno i propri interessi.
Fino a prova contraria il fascismo rivoluzionario diciannovista fu l'alternativa anti-sistema all'immobilismo o al massimalismo inconcludente del Partito Socialista che, proprio come Spqr, ripete le solite frasi da almeno 80 anni (compresi i suoi eredi PCI,PSi craxiano, Ds, Sdi Rif. Com.). La rivoluzione non si fa sui banchi del Parlamento.
La repressione è l'effetto naturale di un movimento o di ogni singolo individuo che produce "devianza" rispetto alle Leggi di qualsiasi società liberal-democratica. Andreotti, un marpione, negli anni '7o voleva che anche Lotta Continua fosse presente in Parlamento, sicchè diventa più facile controllare le pulsioni rivoluzionarie provenienti da ambienti extra-istituzionali. L'ingresso in Parlamento rappresenta di per sè un compromesso con le istituzioni dominanti, e di compromessi pare, siamo un pò stufi tutti. Non è una soluzione, la rappresentanza in parlamento per difendere coloro che sono colpiti dal sistema.
Non siamo nel 22 che basta la marcia su Roma
Siamo nell'epoca delle multinazionali e della de beers renditi conto di questo
non puoi combattere piu come combattevi 60 anni fa il mondo non è piu quello




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