La devozione alla quale ti riferisci, al contrario, avvalora la tesi secondo cui Cristo si caricò sulla spalla (una sola) la pesante croce, per trascinarla fino al Golgota.Originally posted by Augustinus
Carissimo,
è vero, siamo nel campo delle ipotesi, anche se si tratta di un'ipotesi prossima alla certezza, dal momento che gli indiscutibili esami sulla piaga della spalla all'Uomo della Sindone avallano l'idea - suffragata anche da fonti storiche - che il Salvatore salì al Calvario portando il patibulum. Poi, da esso fu slegato, quando fu aiutato da Simone di Cirene.
Ma c'è anche una pia devozione che supporta questa tesi. Alludo alla devozione della piaga della Sacra spalla, istituita da una visione del Signore a S. Bernardo di Chiaravalle; visione in cui Gesù sembra alludere proprio a tale ricostruzione.
Ma la mia, come detto, è solo pignoleria e precisione storica. Ciò non toglie nulla alla sostanza dell'opera. E' evidente. Quindi, condivido in pieno ciò che dici. Come potrei non farlo, se sono cristiano?
Cordialità
Augustinus
La riporto per completezza:
"san Bernardo Abate di Chiaravalle domandò a Nostro Signore quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua Passione.
Gesù rispose: Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la Croce; questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore ma non è conosciuta dagli uomini. Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia che mi chiederanno in virtù di questa piaga verrà loro concessa; e a tutti quelli che per amore di essa mi onoreranno con 3 Pater, Ave e Gloria al giorno, perdonerò i peccati veniali, non ricorderò più i mortali, e non moriranno di morte subitanea, ed in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine Maria e conseguiranno ancora la Grazia e la Misericordia".
Aldilà di tutto, la croce, considerato strumento vergognoso e ignobile al tempo dei romani, per mezzo di Cristo è diventata lo strumento attraverso il quale l'umanità è stata redenta agli occhi di Dio.
Mi pare giusto perciò, aldilà delle modalità d'uso che interessano soltanto la rigorosa ricerca storica, ricordarla nella sua interezza e significato intrinseco ovvero: un legno lungo verticale che punta al cielo, verso Dio e la salvezza, ed un legno corto che lo interseca orizzontalmente: simbolo dell'umanità che dopo il sacrificio dell'Agnello ha ottenuto, col riscatto del sangue del Giusto, la Redenzione.
Saluti.
Bellarmino




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