provo un profondo disgusto di fronte alla retorica con cui gran parte dei mass media sta strumentalizzando la morte di F. Quattrocchi.
Un uomo che ha dimostrato orgoglio e coraggio di fronte a eventi subiti come la cattura e l’assassinio non è per questo un eroe.
Ritengo che l'eroismo stia nella volontà di perseguire un valore alto anche a costo di grossi sacrifici o della morte.
Trovo più eroismo in quei familiari delle vittime del 11 Settembre che giorno per giorno hanno perseguito la saggezza della pace e il rifiuto della vendetta , nei militari israeliani in galera perché rifiutatisi di ammazzare civili palestinesi, nel contadino palestinese che ogni giorno sopporta le angherie di una occupazione per tirare avanti con la sua famiglia, nella ventenne pacifista americana schiacciata da una ruspa difendendo una casa palestinese, nel giovane pacifista italiano abbattuto da un cecchino dieci anni fa sul ponte di Mostar mentre lavorava come volontario per la riconciliazione. Quanta attenzione hanno dedicato a queste persone i mezzi di informazione?
E' più utile la morte di un uomo che, armato, era andato in Irak verosimilmente non per servire la causa della libertà ( puerile retorica alla Bush) ma per un sostanzioso guadagno a fronte di un lavoro dal rischio noto.
Per rispetto a lui e ai suoi cari smettiamo di usarlo.
Se fossero stati applicati gli ideali di pace per i quali non solo tanti hanno marciato, e lavorato, ma alcuni anche sono morti , migliaia di persone, in gran parte civili, e F. Quattrocchi sarebbero ancora vivi.
Vorrei aggiungere una riflessione, la prova del DNA con cosa la confrontano, mi spiego per effettuare una prova del DNA c'e' bisogno di un campione di confronto, Quattrocchi aveva lasciato il suo dna a casa, aveva una scheda del DNA?




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