



ROMA - "Devo dire che, finalmente, anche lui ha capito che cosa si deve fare per riportare l'Italia sulla via maestra del benessere e dello sviluppo. Tardi, ma ha capito". Silvio Berlusconi, commenta così le dichiarazioni del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Quel "processo alla politica", quella richiesta di "governo dei migliori" scandita in faccia a Romano Prodi. Parole che sono piombate come una bomba sulla scena politica italiana. E che irritano, non poco, il centrosinistra.
"Ci troviamo in questa legislatura a governare in un Parlamento che è paralizzato per colpa di una legge elettorale che lo stesso autore ha detto: 'E' una porcata" - dice il vicepresidente della Camera, Pierluigi Castagnetti, ai microfoni di Repubblica Tv -. La crisi della politica è una patologia in atto ma che non è attribuibile solo al centrosinistra o solo al centrodestra".
Durissima la reazione di Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera: "Che Montezemolo si prepari alla politica è un dato di fatto. E' sul versante sociale che la sua ricetta fa ancora più paura. Di nuovi Berlusconi non abbiamo bisogno".
Ironico, invece, il commento del senatore a vita Giulio Andreotti: "Quando incontrerò Montezemolo gli dirò di non pontificare. I pontificati li lasci fare ai vescovi".
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Dio, e' incazzato come Jena...










Il discorso di Montezemolo ieri si è incentrato in particolare sui costi della politica.
Verrebbe da dire: da che pulpito arrivano certe prediche! Forse Montezemolo non ricorda i costi sul contribuente degli scandali del capitalismo italiano? Ad esempio gli scandali finanziari Cirio e Parmalat, e le inchieste su Telecom?
E poi è veramente inaccettabile che ci siano adesso delle critiche sul rigore da parte degli industriali quando hanno appena intascato dal governo la bellezza di cinque miliardi di euro.
Certi privilegi della politica la sinistra la ritiene intollerabili, ad esempio si dovrebbe ridurre il numero dei parlamentari a 400 nella sola Camera dei deputati e trasformare palazzo Madama in senato delle Autonomie; così come dovrebbero sparire certi certi 'viaggi di studio' che in effetti non lo sono, e sarebbe auspicabile eliminare tante voci inutili, garanzie che sono privilegi. Ma di sicuro vanno mantenuti quei costi che sono funzionali all'esercizio della democrazia, a garantire e a sviluppare la partecipazione dei cittadini!
Il populismo di Montezemolo appare proprio truffaldino: uno che guadagna (da "Repubblica" del 18 maggio) stipendi inverosimili come sette milioni di euro solo dalla Fiat e da altri undici consigli di amministrazione, di cosa va cianciando?
La sua relazione in realtà sembrerebbe il materializzarsi di un nuovo centro forte destinato a emarginare la sinistra: pare in effetti il manifesto politico di chi vuole scendere in campo come uomo della Provvidenza, ma di imprenditori scesi in campo ne abbiamo già avuto uno ed è d’avanzo!
Il presidente degli industriali punta a unificare le aree politiche che accettano il primato dell'impresa come regolatore sociale in Italia, e vuole annullare il mondo del lavoro, in collegamento diretto con quello che Liberazione, il giornale di Rifondazione, ha definito pochi giorni fa il "partito del Corriere della sera". Dunque sistema imprese e tecnocrazia promossi a pieni voti, sinistra, sindacati e chiunque si metta appena appena di traverso alle 'magnifiche sorti e progressive', bocciati.
E sorprende (ma poi neanche tanto!) che ci siano elementi di permeabilita' dal punto di
vista programmatico in settori del Partito Democratico, ad esempio le parole del leader DS Piero Fassino, che ha parlato di "sollecitazione forte" in direzione di riforme e innovazioni "necessarie a modernizzare l'Italia".
In realtà il presidente di Confindustria non ha neanche accennato al dato sulla poverta' e sulla precarieta' e sul lavoro nero e sottopagato in Italia, che viene ribadito ogni giorno da fonti diverse, ne' ha speso una parola sulla grave emergenza ambientale del nostro paese, le cui cause sono quasi esclusivamente legate all'attivita' industriale. E ha poco elegantemente glissato sull'aspetto della sicurezza del lavoro e le migliaia di morti bianche.
Del resto avrebbe avuto oggettive difficolta' ad addebitare anche queste cose alla politica, mentre le responsabilità delle imprese in tutto ciò sono enormi.




Ahhhh, santa pazienza !![]()
Che il tuo grassetto voleva riferirsi a Berlusconi, si era capito.
Che tu disponi di una memoria corta e selettiva, è dimostrato.
Allora intervengo, pazientemente e serenamente, per ricordarti che il discorso di Monty è stato una replica del discorso del Cav. a Vicenza, remember ? Quel discorso che ha spazzato via il precedente di Monty, noioso e prevedibile, e senza contenuti.
A parte ciò...
Tu invece non accenni a replicare a proposito del povero Petrini...
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A fool and his money can throw one hell of a party.

