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    Risguardo V
    Quarant'anni delle Edizioni di Ar 1963 - 2003
    "A Padova, nel 1963, alcuni ventenni - certo persuasi di formare quel complesso noto in sociologia come "gruppo primario"? - denominavano la propria minuscola compagine Gruppo di Ar. Il 9 dicembre 1963 vedevano la luce le Edizioni di Ar, che cominciavano l'attività pubblicando, nel 1964, il Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane, di Arthur de Gobineau". Così l'Editore rievoca la genesi di Ar. E, com'è nel suo stile, lascia che sia la voce dei suoi autori e "confidenti" a suggerirne una descrizione dettagliata. Il lettore potrà, così, intuire il senso dei tipi di Ar dalla forma di essi.

    Editore Edizioni di AR
    Formato 11,5x15,5
    Collana Margini
    Autore Pietro Carini, Anna Valerio, Leonardo Boffa, Giovanni Damiano, Piero Di Vona, Giorgio Freda
    Argomenti Editoria Alternativa, Politica
    Anno 2004
    Pagine 174
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    L'anima e le sue parole
    Psicofobia ed etnocidio interiore
    La pertinenza della parola è il suono stesso dell'anima: lo sanno i lettori dei poeti. L'A., abituato per professione a udire musiche, guarire dissonanze (nella vita è medico psichiatra), sostiene che la salute dei cuori può scaturire solo da parole sane. Non certo l'esorcismo farmacologico sa venire a capo del caos interiore che, nella modernità, dilaga, ma la disciplina del discorso, che è contemplazione, mimesi dell'ordine armonioso. Le parole tacitate da questo mondo, il suo rifiuto di venire a colloquio con l'nima, la predilezione, invece, per ogni sorta di narcosi, fanno della realtà in cui ci si muove oggi qualcosa di straniante, di incognito. Il discorso che prende forma in interiore è impossibilitato a dilagare in prassi, a farsi vita. Questo mondo ha il proprio linguaggio - e tutti devono uniformarsi... Filologo per necessità l'A. sostiene, con un apparente paroadosso, che solo l'anima ri-animata può essere capace di ben-esserer. L'anima dell'anima sono le parole...

    Editore Edizioni di AR
    Formato 14,5x21,5
    Autore Adriano Segatori
    Autori A. de Benoist, C. Bonvecchio, J. Evola, U. Galimberti, R. Guénon, J. Hillmann, E. Junger
    Argomenti Spiritualità, Filosofia
    Anno 2004
    Pagine 82
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Il comunismo gerarchico
    L'integralismo fascista della Corporazione proprietaria e della Volksgemeinschaft
    "? formalmente vi è proprietà privata, sostanzialmente solo proprietà sociale". Con queste parole Othmar Spann rivendicava il primato politico delle economie organicistiche, subordinate alla regola del bene comune, sulle economie liberistiche, che conoscono solo illogiche coordinate di mercato e di profitto e, sopra tutto, l'inviolabile tabù della "proprietà privata". Un tabù, questo, custodito nei tabernacoli del libero scambismo, ovvero della nuova rivelazione che il ceto mercantilistico ha comunicato ai popoli. Da questo studio risulta la ricerca di un nesso di natura organicistico-comunitaria, che attraversa le più ardite formulazioni dell'integralismo fascista - ben esposte nella rappresentazione dell'eresia della Corporazione proprietaria di Ugo Spirito - per congiungere le configurazioni teoriche e le pratiche politiche della nazionalsocialistica Volksgemeinschaft, fino ad animare il laboratorio politico sociale della repubblica fascista di Mussolini.

    Editore Edizioni di AR
    Formato 14x21,5
    Autore Sonia Michelacci
    Autori G. Bottai, G Gerbino De Francisci, G. Gentile, L. Heyde, A. Hitler, O. Koellreutter, Leone XIII
    Argomenti Politica, Economia, Storia
    Anno 2004
    Pagine 194
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    Il Governo Mondiale e la Controchiesa
    Note e commenti di Bruno Tarquini
    "Il mondo è governato da personaggi diversi da quelli che immaginano coloro che non gettano una sguardo dietro le quinte" BenJamin Disraele, 1844 - "Che lo si voglia o no, noi avremo un governo mondiale. La sola questione che si pone è di sapere se questo governo mondiale sarà stabilito col consenso o con la forza" Paul Warburg, 1950.

    Editore Controcorrente
    Formato 15,5x21,8
    Autore Pierre Virion
    Autori Zar Alessandro I, Michail Bakunin, Giordano Bruno, Richard Coudenhove- Kalergi, Charles de Gaulle
    Argomenti Storia, politica, religione, esoterismo
    Anno 2004
    Pagine 676
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  5. #5
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    Il giorno dell'inganno
    Pearl Harbor: un disastro da non evitare
    Erano le 7.53 del 7 dicembre 1941 quando a Pearl Harbor scoppiò l'inferno. La flotta aeronavale giapponese prese d'assalto la base americana e la bersagliò con l'azione incrociata di 360 aeri e 30 sommergibili. Le truppe statunitensi furono colte di sorpresa: dopo poche ore, di Pearl Harbor e della Linea delle corazzate non rimase che la devastazione. Si contarono 2273 morti e 1119 feriti tra militari e civili, le navi da guerra Arizona, Utah, West Virginia e Oklahoma furono completamente distrutte, le altre subirono ingenti danni. Si trattò di un evento decisivo per la partecipazione degli Stati Uniti alla Seconda guerra mondiale. Ma davvero il servizio informativo americano ignorava l'imminente attacco giapponese alle isole Hawaii? Davvero il massacro non poteva essere evitato in alcun modo? Dal 1942 diverse inchieste congressuali (l'ultima si è conclusa nel 1996) hanno indagato sulle responsabilità militari e politiche, senza però gettare luce sui lati oscuri, soprattutto senza mostrare tutti i documenti militari relativi al disastro. Per la prima volta questo libro-inchiesta dimostra il coinvolgimento delle più alte sfere politiche statunitensi, senza risparmiare nemmeno il presidente Franklin D. Roosevelt. L'episodio Pearl Harbor non fu un incidente, un fallimento dei servizio informarivi o un'irresistibile mossa giapponese, ma fu deliberatamente pianificato dall'amministrazione Roosevelt per convicere un'America isolazionista a intervenire nel conflitto europeo. Frutto di una ricerca durata diciasette anni, arricchito da sorprendenti documenti inediti, Il giorno dell'inganno riflette sui segreti del potere e chiarisce definitivamente uno tra gli eventi militari più disastrosi nella storia degli Stati Uniti.

    Editore Il saggiatore
    Formato 14,5x22,5
    Autore Robert B. Stinnett
    Argomenti Seconda guerra mondiale, Stati Uniti , Giappone, Guerra
    Tavole-Illustrazioni-Foto 38 foto in bn e 3 disegni
    Anno 2001
    Pagine 479
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
    Totila
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    Il giorno dell'inganno
    Pearl Harbor: un disastro da non evitare
    Erano le 7.53 del 7 dicembre 1941 quando a Pearl Harbor scoppiò l'inferno. La flotta aeronavale giapponese prese d'assalto la base americana e la bersagliò con l'azione incrociata di 360 aeri e 30 sommergibili. Le truppe statunitensi furono colte di sorpresa: dopo poche ore, di Pearl Harbor e della Linea delle corazzate non rimase che la devastazione. Si contarono 2273 morti e 1119 feriti tra militari e civili, le navi da guerra Arizona, Utah, West Virginia e Oklahoma furono completamente distrutte, le altre subirono ingenti danni. Si trattò di un evento decisivo per la partecipazione degli Stati Uniti alla Seconda guerra mondiale. Ma davvero il servizio informativo americano ignorava l'imminente attacco giapponese alle isole Hawaii? Davvero il massacro non poteva essere evitato in alcun modo? Dal 1942 diverse inchieste congressuali (l'ultima si è conclusa nel 1996) hanno indagato sulle responsabilità militari e politiche, senza però gettare luce sui lati oscuri, soprattutto senza mostrare tutti i documenti militari relativi al disastro. Per la prima volta questo libro-inchiesta dimostra il coinvolgimento delle più alte sfere politiche statunitensi, senza risparmiare nemmeno il presidente Franklin D. Roosevelt. L'episodio Pearl Harbor non fu un incidente, un fallimento dei servizio informarivi o un'irresistibile mossa giapponese, ma fu deliberatamente pianificato dall'amministrazione Roosevelt per convicere un'America isolazionista a intervenire nel conflitto europeo. Frutto di una ricerca durata diciasette anni, arricchito da sorprendenti documenti inediti, Il giorno dell'inganno riflette sui segreti del potere e chiarisce definitivamente uno tra gli eventi militari più disastrosi nella storia degli Stati Uniti.

    Editore Il saggiatore
    Formato 14,5x22,5
    Autore Robert B. Stinnett
    Argomenti Seconda guerra mondiale, Stati Uniti , Giappone, Guerra
    Tavole-Illustrazioni-Foto 38 foto in bn e 3 disegni
    Anno 2001
    Pagine 479
    Questo libro è importante. Rivela come Roosvelt e la sua banda di gangsters fossero a conoscienza dell'attacco dei giap.
    Attacco provocato grazie all'embargo USA del petrolio e dei materiali ferrosi.

 

 

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