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    IRAK: la nuova risoluzione, senza se e senza ma

    BOZZA RISOLUZIONE USA-GB: FORZE VIA DALL'IRAQ A GENNAIO 2006
    02/06/2004 - 09:02


    New York, 2 giu. (Ap) - La versione aggiornata della bozza di risoluzione sull'Iraq presentata ai membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu da Stati Uniti e Gran Bretagna definisce una data certa per la fine del mandato alla forza militare multinazionale: il gennaio del 2006, come ultima scadenza. Inoltre, attribuisce al governo provvisorio iracheno il controllo sull'esercito e la polizia. La nuova bozza aggiornata è stata presentata a una riunione del Consiglio di Sicurezza convocata poche ore l'annuncio della nomina del governo provvisorio, a Bagdad.

    Il documento afferma chiaramente che il nuovo governo avrà "piena sovranità" e riafferma il diritto del popolo iracheno a decidere del proprio futuro politico, controllare le risorse naturali e coordinare l'assistenza internazionale. La bozza afferma che "la presenza della forza multinazionale in Iraq avviene a richiesta del governo provvisorio", in base a una lettera formale, senza stabilire però una data per tale richiesta.

    Ecco i punti chiave:

    - Il Consiglio di Sicurezza dichiara di essere pronto a concludere il mandato della forza multinazionale "se questo sarà richiesto dal governo elettorale di transizione dell'Iraq" cioè dal governo che sarà eletto il 31 gennaio del 2005.

    - Il mandato per la forza multinazionale in Iraq comunque "scadrà al completamento del processo politico", ovvero con l'elezione di un nuovo governo in base a una nuova costituzione, previsto per il 31 dicembre 2005.

    - Il Consiglio osserva che "la presenza di una forza multinazionale in Iraq è su richiesta del governo ad interim dell'Iraq" e anticipa quindi la richiesta del nuovo governo iracheno ieri nominato di mantenere la forza nel paese. Il testo lascia spazio per l'inserimento della data di questa richiesta.

    - Il Consiglio "accoglie con favore gli sforzi da parte del governo ad interim dell'Iraq di sviluppare le forze di sicurezza irachene, che opereranno sotto l'autorità del governo ad interim dell'Iraq e dei suoi successori, e che progressivamente giocheranno un ruolo maggiore e a termine assumeranno la responsabilità del mantenimento della sicurezza e della stabilità in Iraq".

    La bozza afferma che la polizia irachena è "sotto il controllo del ministero degli Interni dell'Iraq".

    - La bozza parla chiaramente della prossima "fine dell'occupazione": inizia con una nuova dichiarazione che saluta "una nuova fase nel processo di transizione dell'Iraq verso un governo democraticamente eletto", e guarda "con speranza alla fine dell'occupazione e all'assunzione dell'autorità da un governo ad interim pienamente sovrano dell'Iraq entro il 30 giugno 2004".

    - La bozza prende nota della dissoluzione del consiglio governativo iracheno.

    - La bozza riafferma l'unità dell'Iraq come anche la sua piena sovranità e integrità territoriale.

    - La bozza riafferma "il diritto del popolo iracheno a determinare liberamente il suo proprio futuro politico e a controllare le sue risorse naturali"; unico accenno, questo, al controllo delle immense risorse petrolifere irachene.

    - La bozza sottolinea "la necessità di tutte le parti di rispettare e proteggere il patrimonio archeologico, storico, culturale e religioso".

    - Quanto al ruolo dell'Onu: la bozza statuisce che le Nazioni Unite opereranno in Iraq "come le circostanze permettono" e giocheranno "un ruolo guida", ("a leading role"), nella convocazione di una conferenza nazionale che dovrà scegliere un Consiglio consultivo che assisterà e sosterrà il governo ad interim sulla tenuta delle elezioni, e promuoverà il dialogo nazionale e la costruzione del consenso sulla formulazione di una nuova costituzione.

    copyright @ 2004 APCOM


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    ... con buona pace di chi non ci credeva, la strada dell'ONU sta iniziando a dare buoni frutti. Se il Paese è ancora scosso da attentati, almeno ora si vede la fine del tunnel.

    Inutile dire che, in un momento come questo, è altamente IRRESPONSABILE abbandonare il campo. Vediamo se i sostenitori del ritiro hic et nunc si dimostreranno una volta tanto ragionevoli, o se proseguiranno sulla strada del massimalismo.

  2. #2
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    La bozza indubbiamente contiene delle concessioni (o dei cedimenti, se vuoi) di USA e GB alla situazione ingarbugliata che si è determinata in Iraq, innanzi tutto per causa loro.
    O meglio, per essere precisi, a causa della mancanza di piani per la gestione del dopoguerra, peraltro per ammissione degli stessi americani (se non ricordo male, alcuni generali USA rilevarono questo problema).

    Il punto chiave, mi pare evidente, è il controllo del petrolio, finora appena accennato:si parla solo di diritto, mentre per il resto si fissano paletti ben più precisi. Su questo punto credo occorrerà lavorare ancora.

    Vediamo che cosa verrà fuori dalla discussione della bozza all'ONU.
    Tutti ci auguriamo che abbia uno sbocco positivo.

    A quel punto, non dubito che tutti auspicheranno il mantenimento dei contingenti militari in Iraq, come garanzia della transizione, alle condizioni indicate nella risoluzione che sarà approvata.

    Anche gli scettici lo auspicheranno, compresa la parte politica in cui mi riconosco, da sempre sostenitrice dell'intervento ONU, anche quando Bush e Berlusconi dicevano che non occorreva alcuna nuova risoluzione e sostenevano comunque la legittimità dell'intervento.

    Recentemente anche loro si sono convertiti a quanto affermato da alcuni (es. dalla sinistra italiana) da almeno un anno.

    Ma la bozza di risoluzione porta con se' una novità forse più importante del suo stesso contenuto: certifica che l'unilateralismo USA è miseramente affogato nelle sabbie del deserto iracheno. Speriamo non riemerga mai più......speriamo....

  3. #3
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    In Origine Postato da Curioso
    La bozza indubbiamente contiene delle concessioni (o dei cedimenti, se vuoi) di USA e GB alla situazione ingarbugliata che si è determinata in Iraq, innanzi tutto per causa loro.
    O meglio, per essere precisi, a causa della mancanza di piani per la gestione del dopoguerra, peraltro per ammissione degli stessi americani (se non ricordo male, alcuni generali USA rilevarono questo problema).

    Il punto chiave, mi pare evidente, è il controllo del petrolio, finora appena accennato:si parla solo di diritto, mentre per il resto si fissano paletti ben più precisi. Su questo punto credo occorrerà lavorare ancora.

    Vediamo che cosa verrà fuori dalla discussione della bozza all'ONU.
    Tutti ci auguriamo che abbia uno sbocco positivo.

    A quel punto, non dubito che tutti auspicheranno il mantenimento dei contingenti militari in Iraq, come garanzia della transizione, alle condizioni indicate nella risoluzione che sarà approvata.

    Anche gli scettici lo auspicheranno, compresa la parte politica in cui mi riconosco, da sempre sostenitrice dell'intervento ONU, anche quando Bush e Berlusconi dicevano che non occorreva alcuna nuova risoluzione e sostenevano comunque la legittimità dell'intervento.

    Recentemente anche loro si sono convertiti a quanto affermato da alcuni (es. dalla sinistra italiana) da almeno un anno.

    Ma la bozza di risoluzione porta con se' una novità forse più importante del suo stesso contenuto: certifica che l'unilateralismo USA è miseramente affogato nelle sabbie del deserto iracheno. Speriamo non riemerga mai più......speriamo....
    Ottime parole, condivisibili sicuramente in gran parte.
    Ma tali parole si scontrano con ciò che la TUA parte politica ha sostenuto, e cioé che le truppe vadano ritirate subito, senza aspettare nulla.
    Tant'è che le sinistre hanno votato più o meno compatte una mozione per il RITIRO IMMEDIATO in Parlamento, alla quale solo Mastella ha detto no...
    Contrordine compagni? Il Cavaliere da Kofi Annan ha (nonostante voi) cavato il famoso ragno dal buco?

  4. #4
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    In Origine Postato da UgoDePayens
    Ottime parole, condivisibili sicuramente in gran parte.
    Ma tali parole si scontrano con ciò che la TUA parte politica ha sostenuto, e cioé che le truppe vadano ritirate subito, senza aspettare nulla.
    Tant'è che le sinistre hanno votato più o meno compatte una mozione per il RITIRO IMMEDIATO in Parlamento, alla quale solo Mastella ha detto no...
    Contrordine compagni? Il Cavaliere da Kofi Annan ha (nonostante voi) cavato il famoso ragno dal buco?
    Quanto alla mozione del Centrosinistra, avrei preferito inserire qualche precisazione in più che non è stata poi riportata, per ragioni politiche e forse anche elettorali: chi è senza peccato scagli la prima pietra, visto che pure Berlusconi e Bush si sono convertiti all'ONU anche per ragioni elettorali.

    Nella precisazione, o premessa, doveva, a mio parere, essere citato il ruolo dell'ONU come condizione per il ritiro o meno, il cui diretto coinvolgimento era peraltro stato auspicato da gran parte del Centrosinistra da almeno un anno. Mentre, ricordo ancora, Berlusconi (in questo ruota di scorta di Bush) fino a poco tempo fa sosteneva che non occorreva alcuna nuova risoluzione.

    E' legittimo criticare (per una volta) l'eccessiva nettezza della mozione del Centrosinistra, soprattutto in un contesto di rinnovata speranza (per ora solo quella, speriamo si concretizzi...).
    Ma ti ricordo che molte altre volte è stato criticato (parlo soprattutto di Prodi, Fassino e Rutelli) perchè non assumeva una posizione netta pro o contro l'intervento, e a mio parere faceva benissimo.

    Attenzione, però: il Centrosinistra si è detto pronto a sostenere nuovamente la presenza dei nostri militari in Iraq qualora la mozione approvata contenesse quelle novità che molti auspicano.

    Per concludere: Berlusconi da Kofi Annan non ha cavato proprio niente. E' Bush che ha chiesto, e ottenuto, l'intervento diretto dell'ONU. Dove sta il merito di Berlusconi e del governo?
    Berlusconi e l'Italia, ancora una volta, a mio parere, fanno piccolo cabotaggio in politica estera, senza realmente prendere iniziative di peso.

  5. #5
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