Questi Rambo ormai sempre in giro in tuta mimetica, che qui in Sardegna giocano per finta a far la guerra davvero.
Questa è recentissima la riporta L'Unione Sarda, con titolo in prima pagina e resoconto nella pagina di cronaca della località. Tre proiettili di artiglieria sfuggiti non si sa come dal poligono di Teulada, piovono nei pressi della spiaggia di Porto Pino.
Porto Pino.
Reali scene di battaglia simulata tra sibili, boati e colonne d’acqua
Cannonate tra gli ombrelloni
Tre proiettili piovono sul paradiso delle vacanze
Prima il sibilo, lungo e sinistro. Poi un boato assordante e dal mare si leva un’alta colonna d’acqua a pochi passi dall’arenile. Piovono cannonate sul paradiso delle vacanze del Basso Sulcis. Uno, due tre proiettili per scene di guerra molto poco virtuali e sin troppo reali che ieri mattina hanno catapultato le spiagge di Porto Pino in pieno war game. Sparati dal poligono militare di Capo Teulada hanno sorvolato le teste di operatori turistici al lavoro e bagnanti a caccia di tintarella prima di finire in mare, a meno di duecento metri dalla battigia. E sono stati attimi di terrore. «Tre colpi inerti (da esercitazione) sono caduti in mare leggermente al di fuori dalla campana di sgombero», recita laconicamente la prima nota diffusa in serata dal Comando militare della Sardigna: «Nessun danno a cose o persone. L’esercitazione è stata immediatamente sospesa e sono in corso accertamenti per stabilire l’esatta dinamica dell’accaduto».
Qualche ora dopo i militari hanno fatto partire un secondo comunicato con la spiegazione ufficiale: potrebbe essersi trattato di «un’errata individuazione del bersaglio predisposto oppure di un evento accidentale di tipo balistico come il rimbalzo anomalo di alcuni proiettili sulla superficie d’impatto». In ogni caso il Comando militare regionale conferma: «Nessun danno a persone o cose».
Chissà se le tardive rassicurazioni con le stellette riusciranno a tranquillizzare operai e turisti che ieri mattina tutto potevano aspettarsi tranne che una pioggia di proiettili. «Stavamo ripulendo la nostra concessione alla seconda spiaggia e, dai colpi in lontananza, si capiva che erano in corso le esercitazioni militari. Verso le dieci abbiamo sentito un primo sibilo - racconta Renzo Argiolas, titolare di un chiosco sulla spiaggia - non ci siamo preoccupati più di tanto. Ma poi ne abbiamo avvertito un secondo e un terzo e, in pochi attimi è scoppiato il finimondo».
In mezzo al mare erano appena caduti, in rapida successione, tre proiettili esplosi dai cannoni del poligono militare di Capo Teulada, teatro in questi giorni degli ultimi scampoli (si chiuderanno il 20 giugno) di guerre simulate. «Abbiamo avuto paura - continua Argiolas - e non abbiamo perso un attimo a lasciare la zona e a dare l’allarme». Abbandonato a gambe levate l’imprevisto scenario di guerra, il titolare e i due operai hanno tentato di mettersi in contatto con le autorità. La prima chiamata ha raggiunto il Comune, la seconda i carabinieri. E dal Municipio non è tardata ad arrivare la condanna per il grave episodio. «Tenuto conto che la stagione turistica è già cominciata - commenta il sindaco Paolo Dessì - e che sono in attività gran parte degli alberghi, è forte lo sconcerto e la preoccupazione per il ripetersi di analoghe situazioni di pericolo per le persone e le attività. Proprio per questo chiediamo alle autorità militari che provvedano, in via immediata, ad adottare ogni possibile misura di sicurezza».
Anche il deputato della Margherita Ermete Realacci è sceso in campo sollecitando «misure cautelari» per evitare che l’attività dei militari minacci la popolazione. Realacci ritiene che «non sia consigliabile condurre altre esercitazioni». Anche perché la fortuna, ieri a Porto Pino, ha giocato un ruolo non trascurabile. «La giornata feriale e il cielo nuvoloso non invitavano a trascorrere la mattinata al mare. Ma - aggiunge il sindaco - proviamo a immaginare cosa sarebbe successo se fosse accaduto con l’arenile affollato di bagnanti: avremmo assistito a scene di vero panico». «L’augurio è che non capiti più», conclude il sindaco.
Maurizio Locci
Ma non verrà mai il giorno che questi guerrieri da strapazzo se ne andranno da casa nostraa sparare sulle case dove abitano le loro madri, le loro mogli e i loro figli!
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