L'idiozia e l'infamità hanno anche un altro volto oltre a quello degli utili idioti che hanno assaltato Casa Pound per protestare contro Bush (?): quello di chi ha deciso in questi giorni di ricordare "gli eroici ragazzi americani che ci hanno liberato". Parole in libertà dal "partito americano".
EMMA BONINO
Eurodeputato della Lista Bonino
"La ricorrenza del 60° anniversario della liberazione di Roma, da parte
delle truppe alleate, dovrebbe rappresentare un'ottima occasione, per un
paese dotato di una classe politica composta e consapevole, di riconoscere
di dover le proprie libertà al sacrificio di centinaia di migliaia di
americani. Da questa consapevolezza occorre trarre forza, tutti insieme,
per realizzare finalmente l'organizzazione mondiale delle democrazie e gli
Stati Uniti d'Europa e d'America, e per impegnarsi fino in fondo a
sostenere il difficile e necessario processo di democratizzazione in Iraq e
in Mediooriente. Un segnale incoraggiante in tal senso, buono per questi
giorni, sarebbe quello d'imparare a sottrarsi agli ordini
politico-mediatici di Al Qaeda"
* * * * * *
DANIELE CAPEZZONE
Segretario dei radicali italiani
"Aderisco alla manifestazione de L'opinione di ringraziamento agli
americani per il 4 giugno perché se Casarini può oggi bruciare le bandiere
americane lo deve ai 400 mila soldati che 60 anni fa vennero a morire in
Italia anche per la sua libertà".
* * * * * *
MARGHERITA BONIVER
Sottosegretario agli Esteri
"I valori della libertà sono assolutamente indistinguibili da quelli della
democrazia. Per questo credo che la data del 4 giugno dovrebbe diventare
una festa nazionale da onorare ciascun anno e non invece una ricorrenza da
ricordare simbolicamente solo ogni tanto. Le opposizioni di sinistra che
oggi protestano in piazza contro la visita del presidente Bush si ricordino
che possono manifestare il loro dissenso proprio grazie al sacrificio di
tanti americani che sessant'anni fa ci liberarono dal giogo nazifascista.
Così come non si devono dimenticare che se in questi decenni avesse vinto
la loro parte politica, anche l'Italia sarebbe stata consegnata a quel
regime comunista che fino a poco tempo fa ha marchiato con le stimmate
della tragedia la vita dei popoli dell'Est europeo".
Comunque sia, ritengo che la manifestazione organizzata dall'opinione per
il 4 di giugno sia una iniziativa importante e coraggiosa, una cosciente
assunzione di responsabilità, un momento di riflessione dovuta e mi auguro
possa rappresentare l'inizio di un cambio di atteggiamento, in un Paese
come il nostro, che troppo spesso sembra avere una memoria confusa".
* * * * * *
ANDREA JARACH
Presidente federazione delle Associazioni di amicizia Italia-Israele
"Per almeno tre volte l'intervento degli Stati Uniti di America ha salvato
l'Europa da un triste destino. Per quanto riguarda l'intervento contro il
nazismo, grazie al quale io sono nato e i miei figli vivono in una Europa
libera e ricca, non posso che pensare ai ragazzi americani che per me e per
i miei figli hanno perso la vita sui campi di battaglia. Penso ai tanti
giovanissimi americani spinti, forse ingenuamente, dai loro principi tra
cui il primo è il diritto alla Libertà. Penso a quella bandiera che oggi
viene bruciata nelle piazze da folle esagitate di alleati di chi ancora una
volta ci vuole morti, e a quanto quella bandiera a stelle e strisce abbia
significato negli occhi dei miei genitori che la videro arrivare insieme ai
liberatori di tutti noi italiani e ai salvatori di noi ebrei. Nel giorno
della Libertà voglio ringraziare i ragazzi degli Stati Uniti di America che
in tutto il mondo si battono per la Democrazia. Si sa, la Democrazia
applicata non è priva di difetti, ma è di gran lunga il regime più libero
possibile e i nostri antenati insegnano che nulla ci deve essere più caro
della Libertà".
* * * * * *
LEONE PASERMAN
Presidente della comunità ebraica di Roma
"Il senso della mia adesione alla manifestazione del 4 giugno promossa da
L'opinione è quello di ricordare con gratitudine gli americani che
liberando Roma il 4 giugno 1943 e ci diedero la possibilità, quattro giorni
dopo, l'8 giugno, di celebrare la prima cerimonia nel nostro Tempio, che
quest'anno celebra il proprio centenario. Fu il giorno in cui gli ebrei
ritornarono a vivere e ancora ricordo il cappellano militare americano
Kerzer che celebrò quella funzione".
* * * * * *
ALFREDO BIONDI
Vice presidente della Camera
"Oggi veramente il diavolo ci ha messo la coda nel senso che al decollo
dell'aeromobile che da Genova avrebbe dovuto portarmi a Roma, un gabbiano è
stato risucchiato nel motore (combinazione di destra) facendo rientrare a
Genova senza poter prevedere i tempi per un possibile nuovo decollo.
Questo m'impedisce assolutamente di arrivare a Roma, perché il volo
successivo non mi consentirebbe di arrivare a tempo a Piazza Navona e nello
stesso tempo di ripartire subito dopo per Novara per un impegno da qualche
tempo programmato.
Mi dispiace moltissimo non essere presente alla Tua iniziativa e de
"L'opinione" che vuole onorare l'Italia, l'America e Roma a sessanta anni
dalla liberazione del 4 giugno del 1944.
Ti prego di far presente al Presidente Cossiga ed agli altri amici che sono
idealmente vicino e se è possibile Ti sarei grato se vorrai dare atto di
questo disgraziato incidente comunicando che solo questo mi ha impedito di
stare con Voi.
Un abbraccio e un augurio di successo alla manifestazione giusta e
coraggiosa."
* * * * * *
GIANNI DE MICHELIS
Segretario del Nuovo Psi
"L'adesione dei socialisti del Nuovo Psi alla manifestazione de L'opinione
è doppiamente motivata: da un lato, intendiamo ricordare il ruolo
determinante degli Stati Uniti nella lotta di liberazione dell'Europa e
dell'Italia dal nazifascismo; dall'altro vogliamo esprimere la nostra
vicinanza agli Usa nella lotta contro il nuovo totalitarismo rappresentato
dal fondamentalismo islamico, nella convinzione che richieda la medesima
fermezza che consentì allora di affermare libertà e democrazia là dove vi
erano solo dittatura e repressione".
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GUSTAVO SELVA
Presidente della commissione esteri della Camera
"Violante, Rizzo e compagni si esercitano in mille contorcimenti
linguistici per prendere le distanze da chi ha gridato slogan infami
all'indirizzo dei caduti di Nassiriyah, fornendo le parole di odio che
incitano i terroristi internazionali a uccidere carabinieri e militari
mandati dal Governo in Iraq". "Capitava così in Italia anche negli anni 70
e '80 con le Brigate rosse. Nelle piazze i brigatisti gridavano:
carabiniere, basco nero, il tuo posto è al cimitero. L'ordine veniva
eseguito da quelli che poi erano definiti compagni che sbagliano".
"Soltanto dopo anni si ammise che l'album comunista di famiglia conteneva
già il Dna dei terroristi nostrani, che sceglievano i nemici del popolo da
mandare al cimitero. Come accade ora con chi inneggia a 10,100,1000
Nassiriyah"
* * * * * *
GIORGIO LA MALFA
Leader del partito repubblicano
Se accadranno scontri di piazza sarà veramente molto grave, credo però che
i più grandi imbarazzi oggi li avranno i dirigenti dell'Ulivo che si sono
andati a schiacciare sulla posizione dei gruppi violenti: oramai non vi è
più nessuna distinzione di posizione politica, tra l'estrema sinistra e la
parte moderata". Lo ha detto a Montecitorio il leader repubblicano, Giorgio
La Malfa, commentando i momenti di tensione che si sono registrati questa
mattina a Roma da parte dei primi concentramenti di manifestanti che stanno
sfilando per le vie della città. Secondo La Malfa, "qualcuno che ha buon
senso come l'ex ministro Letta si è posto il problema se una coalizione può
rimanere in vita quando dentro questa coalizione si arriva fino a Casarini,
Agnoletto... questo - conclude - è un problema molto serio per l'Ulivo"
* * * * * *
SERGIO D'ELIA
Segretario di Nessuno Tocchi Caino
"Aderisco senz'altro a questa iniziativa, che trovo assolutamente doverosa.
Non si deve infatti dimenticare che la liberazione del nostro Paese è
avvenuta grazie all'intervento generoso di un Paese Libero come gli Stati
Uniti d'America e non invece -come vorrebbe il falso della retorica
nazionale - al cosiddetto movimento resistenziale".
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JOHN SUAREZ
Direttorio cubano
"Sono partito da Miami, dove risiedo, alla volta dell'Italia, di Roma,
perché so che festeggiate la libertà. Quindi condivido l'iniziativa de
L'opinione e colgo l'occasione per chiedere dalle vostre pagine un
intervento Occidentale per liberare la mia patria da Fidel Castro. Vorrei
tanto poter festeggiare anch'io, insieme ai miei fratelli cubani, la
liberazione della mia isola. Purtroppo la situazione politica sta
peggiorando nell'isola caraibica. Basta considerare che in questi giorni
sono stati arrestati i 14 mila firmatari del referendum indetto da Varala
per richiedere libere elezioni. Infatti la legge elettorale cubana del 1992
recita che bastano 10 mila firme per richiedere l'avvio d'un dibattito
parlamentare sulle libere elezioni. Ma Castro non ha aspettato nemmeno che
s'avviasse il dibattito, ed ha arrestato i sottoscrittori del referendum.
Saluto l'iniziativa de L'opinione anche a nome di Osvaldo Payà
(intellettuale cubano che ha recentemente ricevuto a Strasburgo il premio
Sacarov). Payà mi dice che se gli Usa ci liberassero da Castro noi non
ricadremmo mai più in alcuna forma di tirannia, saremmo una democrazia
imitata da tutta l'america centro-meridionale. Caro quotidiano L'opinione,
sono certo che il messaggio che ti affido raggiungerà chi può aiutarci a
liberare i detenuti politici dalle carceri cubane. Mi auguro presto di
poter festeggiare la libertà di Cuba".
* * * * * *
RICCARDO PACIFICI
Portavoce della comunità ebraica di Roma
"La mia adesione è quella di un ebreo che se non ci fossero stati gli
americani a liberarci (insieme agli inglesi e nel nord alla brigata
ebraica) non sarebbe stato vivo insieme con i propri figli. Inoltre oggi
neppure ci sarebbe l'Europa senza l'aiuto della democrazia americana che
poi nel dopoguerra ci salvò anche dal comunismo. Oggi abbiamo il dovere di
commemorare le centinaia di migliaia di morti anglo americani che ci
diedero anche quella libertà che qualcuno usa per contestare Bush. Il 4
giugno 1944 è per noi ebrei anche il giorno del ritorno della libertà di
culto dopo il periodo delle leggi razziali. Come si vede ce ne sono a josa
di motivi per aderire a una manifestazione che celebra il sacrifìcio degli
eroici soldati anglo americani".
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YASHA REIBMAN
Portavoce della comunità ebraica di Milano
"Aderisco senza dubbio a questa iniziativa necessaria. Senza l'intervento
degli Stati Uniti 60 anni fa oggi molti di noi oggi non ci sarebbero.
Migliaia di ragazzi attraversarono l'Atlantico e nel nostro Paese persero
la vita per riconquistare la libertà dell'Europa. Sia benedetta la loro
memoria. Non sia dimenticato il loro esempio"
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EYAL MIZRAHI, DAVIDE ROMANO
Presidente e Segretario Generale Associazione amici di Israele
"Aderiamo con entusiasmo alla celebrazione del 4 giugno. Perché se non
dobbiamo mai dimenticare la Shoah, non vogliamo neppure dimenticare chi ha
liberato l'Europa continentale dalla barbarie nazista. Onore quindi alle
decine di migliaia di Alleati caduti per sconfiggere il nazifascismo. Ma il
ringraziamento non termina qui. Va infatti esteso anche alle truppe di
occupazione Alleate che si fermarono dopo la Liberazione e ci aiutarono a
far nascere la democrazia. Va esteso ai governi Usa che ci aiutarono
economicamente aiutandoci a rimettere in moto l'economia e ricostituire una
società civile, che ci permisero di tenere libere elezioni in pochi anni.
Ed un grazie va anche a tutti i govèrni Usa che da allora ad oggi hanno
dovuto spendere ingenti risorse eco-nomiche in spese militari per difendere
la nostra democrazia e la nostra libertà dalle minacce esterne".




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