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Discussione: L'Onu...e PRODI?

  1. #1
    Arrivederci a Tutti!
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    Predefinito L'Onu...e PRODI?

    L’Onu sega l’Ulivo di Prodi


    La conferma che entro due giorni le Nazioni Unite approveranno la nuova risoluzione contraria al ritiro e favorevole alla permanenza delle truppe aumenta le difficoltà della lista unitaria del “triciclo”.
    I Ds tornano a dividersi tra chi vorrebbe adottare la linea dell’Onu
    e chi non vuole rompere con i gruppi dell’ultra sinistra sempre più attestati sulle posizioni del pacifismo oltranzista.
    La Margherita e lo Sdi recriminano sull’errore compiuto nell’aver puntato sul ritiro senza “se” e senza “ma””.mentre Romano Prodi continua a fare il pesce in barile.

  2. #2
    email non funzionante
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    Predefinito

    Che chiedere il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq alla vigilia di una nuova risoluzione dell’Onu accettata anche da Francia e Germania sia stato un errore, i leader della lista Uniti nell’Ulivo lo sanno benissimo.
    Qualcuno, come Enrico Boselli, lo ammette a denti stretti, altri si abbandonano alla classica formula retorica dell’inversione dei concetti.
    Romano Prodi sostiene che ora “l’Europa torna in gioco” e Piero Fassino denuncia il disinteresse per l’Onu ostentato dalla coalizione in precedenza, tutti argomenti (in sé discutibili) che sarebbero buoni se l’Ulivo avesse tenuto la posizioneche aveva fino a quindici giorni fa: se non c’è la svolta entro fine giugno
    è meglio ritirarsi.
    Invece, nel momento meno opportuno, cioè mentre il quadro diplomatico era in pieno movimento, e nel modo meno convincente, aderendo tardivamente alle richieste dell’ala
    estremistica dell’opposizione, l’Ulivo ha compiuto la sua svolta, e ora fatica a gestire l’inevitabile controsvolta.

    Capire il perché non è semplice.
    Le spiegazioni propagandistiche della parte opposta, secondo cui l’Ulivo si è fatto egemonizzare da Fausto Bertinotti, ha fatto una scelta solo elettoralistica, non è in grado di comprendere le
    evoluzioni reali della scena internazionale, non ha una cultura di governo, sono sbrigative e poco fondate.
    La cultura di governo l’ha accumulata, per la parte cattolica e socialista, nel corso degli ultimi decenni, per quella di origine comunista ormai da tempo.
    Durante quelle esperienze ha anche compiuto scelte difficili e impopolari, come la guerra nel Kosovo, con la Nato ma senza l’Onu. Per le relazioni internazionali dispone di osservatori di prim’ordine, dalla Commissione europea all’Internazionale socialista, senza contare la rete diplomatica vaticana, che aveva espresso con chiarezza la contrarietà al ritiro immediato.
    D’altra parte, per capire che Jacques Chirac era intenzionato a mettere fine al braccio di ferro con l’America, bastava leggere i giornali.
    Tuttavia, con le risorse intellettuali di livello, le informazioni di prima mano, le attitudini di governo, l’Ulivo ha sbagliato clamorosamente.
    Anche i supposti vantaggi in politica interna sono tutti da dimostrare.
    I dissensi con l’ala estremistica, che si è obiettivamente rafforzata dimostrando di essere in grado di isolare i violenti delle manifestazioni, sono restati pessimi e destinati a rendere più costoso l’inevitabile rientro dei riformisti nell’alveo della razionalità politica.
    La retorica della rappresentanza esclusiva degli interessi
    “europei”, cioè dell’asse franco-tedesco, ha subito una smentita clamorosa. Anche nei rapporti con la Chiesa cattolica l’uso un po’ strumentale degli appelli del Papa alla pace e il disinteresse per gli appelli a restare in Iraq per garantirla può lasciare qualche strascico. Anche dal punto di vista pragmatico della contabilità costi-risultati, insomma, l’operazione si chiude in perdita.

    La “trincea” di Bush e Berlusconi
    Probabilmente sulla scelta di Romano Prodi – visto che è stato lui a decidere – ha pesato un giudizio apocalittico e moralistico sull’irrimediabilità della situazione all’interno della coalizione, e soprattutto degli americani in Iraq, enfatizzata dall’orribile vicenda delle torture.
    Così le considerazioni realistiche, quelle che gli avevano fatto dire “un conto è non andare, un altro è venir via”, sono state travolte.
    Altro fattore determinante è stato la “svolta” di Silvio Berlusconi. Il suo spostamento su una posizione più centrale, che superava l’autosufficienza della coalizione, apriva la possibilità di un’intesa fra maggioranza e opposizione sugli obiettivi da perseguire in Iraq, limitando il contrasto al giudizio retrospettivo sulle scelte precedenti o sulle forme della pressione (in forza della lealtà dimostrata o in termini di “confrontation”) da esercitare sull’America.
    E’ stata probabilmente proprio la possibilità concreta di un’intesa, considerata come favorevole solo alla maggioranza e personalmente a Berlusconi, a far scegliere la via di un allargamanto del solco, anche a costo di rischiare di finire in un vicolo cieco, com’è poi effettivamente accaduto.
    Prodi sa come sono fatte le relazioni internazionali, sa quindi che l’idea dell’Onu come antagonista dell’America e della Gran Bretagna è ridicola. Ha tenuto la posizione finché consentiva di dare all’opposizione all’America una cornice apparentemente dignitosa.
    Quando però si è passati a una discussione concreta, è diventato evidente che l’Onu può avere una funzione solo con la coalizione, non contro.
    La risoluzione avrà correzioni chieste da Francia, Germania e Russia, ma il testo è quello scritto dall’America con i suggerimenti dei suoi alleati. Probabilmente Prodi non aveva abbandonato la trincea dell’Onu perché non aveva capito come sarebbe andata a finire. L’ha fatto perché aveva capito che sarebbe diventata la trincea di Bush (e Berlusconi).

    su il Foglio di martedì 8 giugno

    saluti

  3. #3
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    Predefinito

    Hey, amici pollisti, ritrovateci qualche editoriale pollista anti-ONU di un annetto fa, che si ride.

    Cos'è tutto questo improvviso amore per l'ONU?

    Un minimo di coerenza, cribbio. Piantatela di saltare di palo in frasca, che non ci fate più capire niente di questa guerra che avete voluto voi, le avete cannate TUTTE finora.

 

 

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