Oggi, domenica 13 giugno, oscurate dalle contemporanee elezioni europee, si tengono in Serbia le votazioni per la scelta del presidente di ciò che resta della ex-Jugoslavia, ossia la Serbia-Montenegro.
Già tre tentativi sono andati a vuoto in precedenza, a partire dal 2002, per il mancato raggiungimento del quorum del 50%. Allora- di fronte anche al costante rafforzamento delle correnti nazionaliste- governo e Parlamento hanno deciso di modificare la legge vigente, per cui non sarà più necessario nessun quorum per diventare presidenti della Serbia-Montenegro.
Pure stavolta il favorito è però il candidato del Partito Radicale, nettamente contrario ad ogni accordo con gli Stati Uniti e con la NATO.
Nel frattempo l' economia serbo-montenegrina- "liberata" dagli atlantici- è in pieno sfacelo, mentre si dovrebbe votare anche in Kosovo, avviato ormai lungo la strada della secessione... L' interminabile processo a Milosevic, intanto, sta finendo in tragica farsa...
Credo che oggi dovremmo esprimere un sentimento di solidarietà con tutti quei Serbi (la maggioranza) che non si sono piegati all' imperialismo atlantico e che continuano a resistere con gli strumenti che la drammatica situazione attuale offre.




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