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Maria Carta
Maria Carta è nata nel Logudoro, a Siligo (Sassari) il 24 giugno 1934, da una famiglia di lavoratori. Ha passato l’infanzia, come ogni bambino della sua condizione, aiutando nel lavoro la famiglia, ma anche prestando attenzione vivacissima alle tradizioni della sua gente. Fin da bambina quindi ha appreso, insieme con le fatiche e la durezza dell’esistenza, la cultura ed i canti della sua terra, che ha cominciato a produrre nell’ambito della tradizione più attenta e severa, controllata dai vecchi, depositari di secolari, se non millenarie melodie.
Maria Carta univa ad un temperamento forte una sensibilità profonda e delle particolari capacità vocali: doti che hanno fatto di lei un ‘autentica artista. Il passaggio da riproduttrice dei canti tradizionali ad interprete finissima è stata una tappa obbligata del suo itinerario artistico che l’ha spinta ad allargare il settore delle ricerche direttamente sul campo, anche nelle regioni della Sardegna limitrofe a quella in cui è nata e dove ha passato l’infanzia (Barbagia, Gallura, Campidano), raccogliendo una grande quantità di canti-alcuni dei quali sarebbero altrimenti andati perduti che sono entrati a far parte del suo repertorio. È proprio sul metodo di raccolta dei canti che è stata incaricata di tenere un corso come professore a contatto presso l’Università di Bologna nell’anno accademico 1990/1991. L’esigenza di un’elaborazione filologica e musicologica dei materiali apparve imprescindibile all’artista, che ne ha curato l’approccio metodologico presso il Centro Studi di Musica popolare dell’accademia di Santa Cecilia in Roma.
In Maria Carta si sintetizzavano quindi due momenti particolari:
il canto di memoria, cioè l’autentica tradizione antica vissuta in prima persona e l’interpretazione mediata dall’acuta sensibilità dell’artista che, attraverso una voce profonda, dal timbro di contralto, prevalentemente drammatica, carica di vibrazioni e di elementi espressivi era capace di attirare fortemente l’attenzione del pubblico e trasmettergli le sue emozioni.




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