Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Che vi dicevo?

  1. #1
    Con l'Iraq che si ribella
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    Question Che vi dicevo?

    Le europee non hanno cambiato 'na mazza...esattamente come sostenevo...anche se Forza Italia non dovesse raggiungere il risultato sperato quelli se ne fotteranno allegramente (anche perchè d'altronde sono le europee...)...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  2. #2
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    Predefinito

    Proviamo a ragionare sul voto di ieri.Il partito del Premier è sonoramente sconfitto, la colaizione del centrodestra registra uno spostamento ed una redistribuzione "interna"dei voti a danno di Forza Italia i cui ffetti non tarderanno a farsi sentire in termini di guerra interna la centrodestra.

    A sinistra la nota positiva è la crescita dei partiti dei sinistra radicale, mi si passi il termine, che oggi si attesta, se calcoliamo Verdi, PRC e PDCI intorno adun buon 10%.LìUlivo oggi è piu' debole e dovra 'forzatamente contrattare con queste forze eventuali alleanze.No,Skarm, non me la sento di dire xche non è cambiato nulla:non penso che speravi in una palingenesi dal voto, dobbiamo registrare con calma gli elementi e comunque il partito di FI , perno centrale della coalizone è crollato dal 29 % al 21%...non è poco....

    Ciao

  3. #3
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    Predefinito un'opinione

    I COMUNISTI DEMOCRATICI INTERNAZIONALI salutano l'avanzata dei due partiti Comunisti in Italia. Si pone il problema del "Che fare?".

    Intanto Berlusconi ha perso, questo e' certo, con Lui Forza Italia che vi si identifica, infatti Forza Italia e'stata creata a sua immagine e somiglianza, non e' un partito dove si discute, non ha idealita', tranne quelle del pallone, lo stesso contenente /Forza Italia/ non evoca nulla, il contenuto e' vuoto, c'e' Lui e basta. Ma per quanto? Non potrebbero i parlamentari, e gli iscritti (?), insorgere e discutere pure loro, decidere la linea politica?
    Il centro destra non ha perso perche' guadagna il centro, l'UDC.
    Il centro sinistra rappresentato dall'Ulivo ha vinto Forza Italia, ma non basta per governare.
    Analizziamo attentamente i risultati elettorali:
    I due partiti comunisti aumentano, questo significa che si radicalizza la lotta politica in Italia.
    Partiti che tradizionalmente erano di sinistra come i Socialisti ed i Radicali, ora sono a destra con Berlusconi, pero' il loro elettorato crede ancora al socialismo (Partito Socialista) ed alle liberta' (radicali), contraddizione fortissima dato il loro sfacciato asservimento a Berlusconi, cio' dipende dal disorientamento dei media.
    Il punto: IL COMUNISMO DEMOCRATICO INTERNAZIONALE crede che si debba continuare verso una piu' forte radicalizzazione del senso comunistico in Italia ed in Europa, allearsi coi sindacati e con i movimenti, CREARE AD INIZIARE DA ORA un movimento contestativo anticapitalista che parta dalle fabbriche e dalle universita' e scuole che coinvolga tutti i
    cittadini per un diritto di CITTADINANZA E LIBERTA'.
    Invita gli operai-intellettuali della "FABBRICA DEL CONSENSO" DI BERLUSCONI a scioperare, a chiedere la parola, a manifestare il dissenso, a reclamare il diritto all'informazione, il loro diritto di Uomini Liberi.
    Le elezioni sono state solo una parentesi, noi continuiamo a lottare.
    Michele Altamore

  4. #4
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    Predefinito sulla sconfitta del Cavaliere

    La scommessa perduta.

    "Io sconfitto? Non mi occupo di ipotesi che stanno fuori dalla realtà". L'aveva detto Berlusconi, solo una settimana fa. Adesso che ha perso, lui che ha studiato dai gesuiti dovrà riflettere. E ricordarsi la vecchia massima di Parmenide, che diceva "tutto ciò che è reale è razionale". Ogni fatto ha una sua spiegazione.

    La sconfitta del Cavaliere è un fatto. L'unico fatto certo, secondo le proiezioni della notte. E la spiegazione è che l'Italia gli ha voltato le spalle. La stessa Italia che solo tre anni fa aveva regalato a lui un plebiscito personale, al suo partito-azienda un trionfo epocale con il 29,8% dei voti, alla sua coalizione una maggioranza bulgara del 50% al proporzionale. La stessa Italia, oggi, punisce il premier. Riduce il partito azzurro, secondo i dati parziali, a un misero 20,5%.

    Disastroso, perché lo stesso Berlusconi, nel comizio abusivo di sabato a urne aperte, si era impiccato ad un pronostico "sicuramente superiore al 25%". Disastroso, perché equivale a una flessione di quasi 4 punti rispetto alle europee del '99, e soprattutto a un crollo di quasi 8 punti rispetto al risultato proporzionale delle politiche del 2001.

    Ma se l'Italia volta le spalle al Cavaliere, non lo fa ancora per girarsi dalla parte opposta. Se Berlusconi è uno sconfitto sicuro, sembra emergere anche uno sconfitto probabile. E' la lista unitaria del centrosinistra, inventata e ispirata a Romano Prodi. In base alle proiezioni notturne e salvo inversioni di tendenza nella giornata di oggi, il "listone" si pianterebbe a un deludente 30,6%. Meno della somma dei quattro partiti che lo compongono. Se questo dato venisse confermato, suonerebbe come una bocciatura a un progetto riformista e riformatore, del quale evidentemente gli elettori non hanno compreso la natura e gli obiettivi.
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    Si tratterebbe tuttavia di una bocciatura parziale. Intanto perché il centrosinistra, secondo le proiezioni della notte, arriverebbe comunque al 44,3%, e diventerebbe addirittura maggioranza nel Paese, realizzando il sorpasso ai danni del centrodestra (che senza il Nuovo Psi e la Lista Sgarbi arretrerebbe al 43,7%). E poi perché se la lista Prodi non decolla alle europee, l'opposizione guadagna comunque terreno alle amministrative. Stravince al primo turno le regionali in Sardegna con Soru, ottiene la sospirata riscossa alle comunali di Bologna con Cofferati, strappa il municipio di Bari al Polo con Emiliano, e minaccia di sconfiggere addirittura Ombretta Colli alla provincia di Milano.

    Nell'ingegneria delle coalizioni, in ogni caso, la debacle di Berlusconi pesa molto di più. E' impossibile non caricare questo voto di significato politico generale. E' stato proprio Berlusconi a volerlo. Sarebbe stato giusto e opportuno discutere della futura "potenza europea", in questa campagna elettorale. Ma come ha scritto Barbara Spinelli sulla Stampa, questo voto è stato "sequestrato e snaturato". L'Europa e le sue prospettive incerte, la sua Costituzione e la riforma delle sue istituzioni, non sono mai entrate nell'orizzonte propagandistico del Cavaliere. Tutto rinchiuso su se stesso. Riflesso nello specchio del suo narcisismo leaderistico. O con me o contro di me: questa è stata, anche stavolta, la logica binaria che Berlusconi ha imposto al Paese. Radicalizzando la contesa elettorale, fino alla torsione di tutte le regole formali e sostanziali. Cannibalizzando il rapporto con gli alleati, fino alla teorizzazione del non voto ai partiti minori. Criminalizzando l'opposizione, fino alla riedizione della ridicola pregiudiziale anti-comunista.

    Un referendum sulla sua persona: ecco il senso vero di questo test di medio termine, implicitamente ed esplicitamente trasfigurato dal Cavaliere. Coerente con la sua visione insieme mistica, personalistica e populistica del mandato elettorale.

    Se questa era la scommessa, il Cavaliere l'ha perduta. La maggioranza attuale, com'è ovvio, non va a casa. Ma sotto il profilo quantitativo e qualitativo il gioco dei flussi elettorali rimescola pesantemente le carte dentro il centrodestra. La caduta di Forza Italia non si traduce in astensione pura e semplice. Piuttosto, propizia un rafforzamento del cosiddetto "sub-governo" An-Udc dentro la Cdl, e produce una frammentazione delle liste satelliti che gli ruotano attorno. Fini perde consensi alla sua destra, che gli erode circa 2% percentuali tra la Mussolini e la Fiamma: ma si difende al centro, e non vede penalizzate le sue scelte "riformiste", dalla piena riconciliazione con la cultura ebraica alla svolta multirazziale sugli immigrati. Follini drena consensi al partito azzurro, e vede premiata la linea di moderatismo istituzionale e di autonomizzazione politica accentuata in questi ultimi mesi. Senza Bossi, la Lega non vola più. E' pura resistenza, e vive sul piano politico il dramma che il suo leader sta vivendo sul piano umano.

    Il combinato disposto di queste dinamiche lascia pensare che da oggi in poi l'asse Berlusconi-Tremonti, non più difeso dalla blindatura del Senatur, sia destinato a cedere. Stretto nella morsa concentrica di Fini e Follini. Nella seconda metà della legislatura An e Udc possono esigere un rimpasto, se non un Berlusconi-bis, che ha nel ministero dell'Economia la posta in palio più preziosa e strategica. Al tempo stesso, la perdita di potere a livello locale, per una classe dirigente arrivata a gestirlo solo da pochi anni, può innescare processi di disgregazione che oggi è difficile prevedere.

    Nell'insieme, se i dati finali confermassero le prime proiezioni, dalle urne uscirebbe un'Italia meno governabile, più insofferente e frammentata. L'affermazione delle liste minori, insieme alla perdita di capacità attrattiva delle forze centrali dei due poli, rischia di segnare una battuta d'arresto per il pluralismo polarizzato che l'Italia ha faticosamente conosciuto in questo decennio. E di aprire la strada alle tentazioni dei "neo-prop": di quelli cioè che, a vario titolo, puntano a un ritorno al passato, alla deriva proporzionalista. Una tentazione che persino il Cavaliere potrebbe nutrire, dopo aver preso atto che, come aveva previsto Norberto Bobbio, ormai il berlusconismo non coincide con la biografia della nazione.

  5. #5
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    Predefinito dichiarazione di Marco Rizzo

    9.25 - RIZZO, BERLUSCONI HA PRESO UNA GRAN LEGNATA. "Berlusconi si è messo in un gioco e ha preso una gran legnata. E adesso dicono che 'complessivamente tengono', ma se loro complessivamente tengono, dovrebbero mandare a casa il cavaliere. Se fosse successo a noi, noi lo avremmo fatto". E la valutazione di Marco Rizzo, capogruppo del Pdci alla Camera, sui risultati delle elezioni europee.

  6. #6
    smrt fašismu
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    Predefinito Re: dichiarazione di Marco Rizzo

    Io sono soddisfatto per il risultato della sinistra.
    Il listone prende meno dei singoli partiti che lo compongono, la sinistra cresce nel complesso e ottiene circa un 11% (RifCom 6.1, Pdci 2.4, Verdi 2.5) senza contare che molti della sx-ds (un'area intorno al 2-3%) hanno votato per il Listone. Quindi adesso dovranno fare i conti con la sinistra interna.

    Sono meno soddisfatto invece per quanto riguarda il risultato complessivo: il partito della guerra non è stato messo nettamente in minoranza. Gli italiani hanno bisogno di un nuovo "Vincere e vinceremo!", di un nuovo "spezzeremo le reni ad al-Sadr!" per svegliarsi? a questo punto penso di sì...


 

 

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