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Discussione: Io sono pagano

  1. #1
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    Predefinito Io sono pagano

    IO SONO PAGANO






    Io sono pagano. Sono parte della natura. Le rocce, gli animali, le piante, gli elementi sono miei parenti. Gli esseri umani sono mie sorelle e fratelli, qualunque sia la loro razza, colore, genere, età, nazionalità, religione, stile di vita. Il pianeta Terra è la mia casa. Sono solo parte di questa grande famiglia che è la natura, non il sua padrone. Ho il mio speciale compito da assolvere nell’immenso ingranaggio universale e cerco di scoprire e adempiere questo ruolo al meglio delle mie capacità. Cerco di vivere in armonia con gli altri nella grande famiglia della natura, trattando tutti con rispetto.

    Io sono pagano. Celebro il mutare delle stagioni durante festività con canti, feste e rituali ed in altri modi ancora. Festeggio ogni giro della Terra intorno al Sole e parti di esso con pratiche spirituali personali e partecipando a festeggiamenti collettivi se ne capita l’occasione.

    · Il mese di novembre (in coincidenza con la festività di Halloween) è un momento per scrutare nel futuro e per rendere omaggio agli antenati e ad altre persone care che ci hanno lasciati. Pratico la magia, pregando ed invocando le forze positive dell’Universo, anche per favorire una maggiore libertà religiosa per tutta l’umanità.

    · Il Solstizio d’inverno è una festa della pace e una celebrazione del crescere della luce solare. Onoro il Sole nascente bruciando il ceppo natalizio di legna di quercia in un fuoco sacro. Onoro la divinità della natura nei suoi numerosi aspetti, la grande madre Terra e il grande padre Cielo. Decoro la mia casa con luci e con agrifoglio, edera, vischio, sempreverdi e altre erbe sacre a questa stagione. Suono le campanelle all’inizio del nuovo anno solare.

    · All’inizio di febbraio celebro la Candelora, nota agli americani contemporanei come il "Giorno della marmotta". In questo periodo mi concentro nella purificazione spirituale e nella rimozione degli ostacoli, per prepararmi all’arrivo della primavera e quindi a nuova crescita. Durante questa festa accendo candele che ispirino i miei lavori e mi guidino nelle mie pratiche salutari. Faccio offerte di semi agli uccelli selvatici.

    · Nel periodo dell’Equinozio di primavera do il benvenuto alla ripresa della stagione e celebro il rinverdimento della Terra vestendomi possibilmente di verde . Coloro le uova, simbolo di nuova vita, con gli amici e costruisco con la mente occasioni per un nuovo sviluppo.

    · L’inizio di maggio è la festa della fertilità e del divertimento. Indosso colori brillanti e intreccio ghirlande di fiori da regalare. Danzo intorno ad un palo cinto di fiori per celebrare i giardini e i progetti creativi umani e salto il falò come augurio di buona fortuna.

    · Il periodo del Solstizio d’estate, conosciuto pure come mezza estate, è un periodo di grandi riunioni, in cui saluto vecchi amici e ne conosco di nuovi. Danzo con loro intorno ad un falò sacro al magico ritmo dei tamburi. Onoro la mia comunità spirituale, la mia tribù. Celebro la cultura pagana, che ricerca utili insegnamenti nelle forze e nelle leggi della natura e da cui trae anche vigore e prosperità. Aggiungo pietre al Cerchio sacro di roccia nella terra del Santuario del Circolo pregando per l’armonia e il benessere planetari.

    · Quando arriva agosto celebro il raccolto con una grande festa. In questa occasione onoro il culmine dell’estate e la prosperità. Rendo grazie per le piante selvatiche e per quelle coltivate e per l’immensa fortuna della loro fruttificazione e prego anche per una costante abbondanza. Spezzo e mangio il pane con gli altri nel rituale e offro il pane e l’erba alla dea ed al dio ispiratori dell’agricoltura.

    · L’Equinozio d’autunno è il momento del ringraziamento per tutti i frutti che ho raccolto durante il periodo della crescita. Ringrazio per il cibo che ho ricevuto dai frutteti e dai campi e per gli altri doni che sono giunti nella mia vita. Restituisco, in una sacra offerta alla madre terra, il meglio della frutta, della verdura, delle erbe, delle noci e di tutti i cibi che ho raccolto.

    · Ai primi di novembre la ruota dell’anno ricomincia.

    Io sono pagano. Onoro le stagioni della vita: la nascita, la crescita, la fruttificazione, la raccolta, il compimento, il riposo e il nuovo inizio. La vita ruota realizzando molti cicli. Per ogni fine c’è un nuovo inizio. Nella morte c’è implicita la promessa della rinascita.

    Io sono pagano. Vedo i cicli del cambiamento e del rinnovamento compiersi non solo all’interno del percorso della mia vita, ma anche in un passato a me precedente. Vedo la mia vita collegarsi alle vite dei miei antenati. Essi sono parte di me. L’antica saggezza del rinnovamento della natura e del ciclo perpetuo della vita è profusa nei loro simboli e motti.

    Io sono pagano. Il cambiamento consapevole è parte della mia spiritualità. Per ogni problema esiste almeno una soluzione disponibile, così pure un’opportunità di crescita. Io creo la mia realtà con i miei pensieri, emozioni ed azioni. Perseguo sempre un retto comportamento, sapendo che qualunque cosa faccio, essa tornerà sempre a me. Cerco di conformarmi all’insegnamento magico basilare: "Senza nuocere ad alcuno, fa’ pure ciò che desideri". Mi sforzo di lavorare per il meglio, per gli altri allo stesso modo che per me stesso. Quando incontro dei problemi lungo la mia strada, cerco di capirne l'origine e di recepirli come parte integrante della soluzione, come stupende occasioni per migliorare le mie capacità.

    Io sono pagano. Pratico la magia ricorrendo anche alla Luna, per aiutare gli altri, me stesso ed il Pianeta. Il triplice simbolismo della luna mi guida. Attivo gli inizi nel primo quarto di luna, stimolo le manifestazioni durante il plenilunio e dissipo gli ostacoli con il decrescere della luna e il sopraggiungere del buio. Compio rituali nel momento della luna nuova e so che i cerchi magici da me disegnati hanno per corrispondenti gli immensi cerchi, le orbite descritte dalla Terra e dagli altri pianeti.

    Io sono pagano. Io abbraccio il Panteismo: ho la consapevolezza che l'essenza misteriosa della vita, il principio divino è in ogni luogo e in ogni cosa. Onoro gli alberi di quercia nella foresta, l’erba del giardino, gli uccelli selvatici che cantano sugli alberi, gli affioramenti di roccia sul pendio, me stesso e, sì, anche le "cose", come le automobili, le macchine fotografiche ed i computer. Comprendo che ogni cosa materiale ha anche uno stupendo significato spirituale. Ciò che è fisico e ciò che è spirituale è profondamente interconnesso in questo mondo.

    Io sono pagano. So che l’essenza divina della vita ha molte facce e sperimento ciò attraverso la varietà di Dee e Dei ed altre forme spirituali ancora. Onoro anche l’essere uno della divinità, l’unità del tutto. Le mie esperienze personali con gli Dei, le Dee e le altre forme divine che uso per simboleggiare le forze della natura hanno trasformato e arricchito la mia vita. Ad ognuna di esse do un nome. Ecate mi apparve in occasione di una morte per insegnarmi il distacco e la rinascita; Selene della luna piena mi porta visioni lontane; il sacro Sole stimola la mia energia; Yemaya dell’oceano mi purifica e rinnova. Ascolto Pan suonare il flauto nelle foreste. Dionisio risveglia dentro di me le gioie della spontaneità e l’estatica beatitudine insegnandomi anche i misteri dell’androginia. Ho sperimentato l’eterna, divina unione del principio universale maschile col femminile mentre facevo l’amore con la mia attuale compagna nei prati. Il tiglio mi ha aiutato ad approfondire le mie relazioni con i miei amici gatti. Cernunnos mi è apparso nella foresta sotto forma di capriolo. Isis mi ha parlato in scrosci di radiosità nella profondità della notte e in flussi di energia attraverso le mani. Saturn mi ha dato lezioni di disciplina e di agricoltura organica. La dea Libertà mi protegge, poiché lavoro affinché essa si spanda nel mondo. La madre terra guida il mio lavoro. Faccio esperienza del divino scolpendo totem di animali, piante ed altre forme, così pure durante il sogno, nei viaggi guidati nel profondo e mentre cerco la visione, solo nella mia solitudine.

    Io sono pagano. Le mie pratiche spirituali includono sia l’autoaccettazione che la comprensione altrui. Condivido i miei punti di vista con gli altri quando sento che ciò è opportuno, ma non faccio proselitismo, riconoscendo che il mio modo di vivere non è realmente giusto per tutti. Sono infiniti i sentieri che conducono sulla cima della montagna della comprensione spirituale, non uno soltanto.

    Io sono pagano. Il mio culto assume la forma della comunione divina con la natura. Come parte del mio credo, ho fondato e custodisco una riserva naturale sacra, il Santuario del Circolo. Lì compio rituali in posti particolari, come in un cerchio di pietra in cima ad un sacro cumulo di terra; sulla roccia alta sopra le valli; nel magico giardino rotondo; sugli altari all’aperto; all’interno del tempio; nei vecchi rifugi di roccia arenaria, dove dimoravano gli antichi che vivevano su questa terra migliaia di anni fa.

    Io sono pagano. Viaggio per il mondo immateriale durante i miei sogni, le meditazioni ed i riti. Uso strumenti, cui attribuisco grande importanza e per questo definisco sacri, che sono simboli delle energie che intendo evocare, perché mi aiutino nei miei viaggi e nelle mie pratiche. Mi libro con la fantasia attraverso il tempo e lo spazio.
    Esploro altri scenari che non quelli in cui si trova il mio corpo fisico e poi ritorno da essi con l’intuito, la conoscenza e la forza. Vado attraverso mondi immaginari per propiziare guarigioni, crescite, trasformazioni. La percezione intuitiva, psichica, è una parte naturale, solita, della mia vita quotidiana.

    Io sono pagano. Sono in armonia con i quattro elementi fondamentali rappresentanti la natura: terra, aria, fuoco, acqua e con il quinto elemento, il misterioso spirito, l’inafferabile energia che tutto forma. Vedo questi elementi nella natura: la terra nel suolo e nelle rocce; l’aria nei venti e nell’atmosfera; il fuoco nel farsi luce, nelle fiamme e nell’elettricità; l’acqua nelle sorgenti, nei fiumi, negli oceani, nella pioggia e nelle altre acque del pianeta; lo spirito come misteriosa essenza unica dell’Universo. Vedo questi elementi anche come aspetti dell’individuo: il corpo fisico è la terra; l’intelletto ed i pensieri sono l’aria; la volontà e le azioni sono il fuoco; le emozioni ed i sentimenti l’acqua; l’io più profondo, l’anima, è lo spirito. Mi impegno nel cercare di mantenermi sano ed in equilibrio tra tutte queste forze. Così pure opero a favore del ripristino dell’equilibrio degli elementi nell’ambiente che mi circonda.

    Io sono pagano. Ascolto le grida della madre terra, sconvolta dai danni compiuti sulla sua superficie, all’ambiente, dalla razza umana. Sono preoccupato per l’inquinamento dell’aria, del suolo, delle acque e per i giochi di potere portati avanti dalle nazioni con il lancio di missili nucleari ed altre armi di distruzione di massa. Sono altrettanto preoccupato per il degrado spirituale sul pianeta: egoismo, odio, avidità di potere o di denaro, devianza, violenza, disperazione. Eppure, in questi stessi problemi percepisco anche il processo di purificazione che si sta compiendo sul pianeta. Sono consapevole del fatto di poter essere utile, almeno per un piccolo contributo, nel portare il pianeta ad una maggiore armonia, cercando di rendere equilibrata la mia stessa vita, favorendo l’equilibrio nelle vite altrui e lavorando per migliorare l’ambiente. Il mio impegno pratico di responsabilità globale (personale, sociale, ambientale) è un aspetto della mia vita quotidiana.

    Io sono pagano. Cogliere l’essenza profonda della natura, comprendere le leggi che la governano è la mia religione e fondamento stesso della mia vita. La natura è la mia guida spirituale, il mio libro sacro. Sono parte della natura e la natura è parte di me. La comprensione dei misteri più profondi della realtà cresce man mano che procedo nel mio cammino spirituale.



    http://www.terradegliavi.org/irminsul/iosonopagano.htm


  2. #2
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    Predefinito Re: Io sono pagano

    Originally posted by Harm Wulf
    ...

    Io sono pagano. Ascolto le grida della madre terra, sconvolta dai danni compiuti sulla sua superficie, all’ambiente, dalla razza umana.
    Uhm, la Terra sa bene come riprendersi; è l'uomo che dovrebbe preoccuparsi per se stesso, infatti quei danni danneggiano solo lui e non la Terra.
    Io non considero affatto "madre" la Terra, essa è madre forse del mio corpo materiale, non certo del mio pneùma che è consustanziale al pléroma che è la mia vera patria celeste. La Terra è il regno delle tenebre ed esilio.

    +ICQUS+
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  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Io sono pagano

    Se sei certo di quanto affermi e vuoi essere conseguenziale non ti rimane che l'endura catara...

    A ciascuno il suo

    Non mi piacciono le vostre chiese oscure!
    Preferisco il sole luminoso e splendente!
    E le mie donne mi son mille volte più care
    Della vostra Madonna dipinta.

    E il figlio che mia moglie mi ha dato
    Mi è mille volte più caro
    Del vostro crocifisso dorato,
    Con le sue gambe e braccia contorte.

    Sopra tutto non mi piace ciò che è estraneo a questo mondo
    Quello che è freddo, appassito e senza vita.
    Io amo la vita, la gioia e la luce
    Ed il sangue, fluttuante e rosso.

    Ludwig Fahrenkrog (traduzione di Harm Wulf)

  4. #4
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    Predefinito

    Non mi riconosco in quella chiesa. Lo gnosticismo è la religione della luce e del ritorno alla luce...



    attraverso i vari cieli governati dagli arconti che rappresentano lo spirito di opposizione...



    e costoro sono proprio gli dèi che venerate.

    "Dato che tutti, gli dèi del mondo e gli uomini affermano che non esiste nulla prima del caos, io voglio, al contrario, dimostrare che essi hanno sbagliato..."

    "Gli arconti [gli dèi del mondo] sono maschi e femmina ed il loro aspetto è di bestie... i loro veri nomi sono altri:
    Il primo è detto Paraplex, dall'aspetto di donna...
    il secondo è Ariuth, dall'aspetto di donna nera, l'Etiope...
    il terzo è Ecate Trifronos...
    il quarto è Parhedron Typhon...
    il quinto è Jachtanabas...
    e ancora:
    Enchthonin, dall'aspetto di coccodrillo;
    Characar, dall'aspetto di gatto nero;
    Archaroch, dall'aspetto di cane;
    Archrochar, dall'aspetto di serpente;
    Marchur, dall'aspetto di toro nero;
    Lamchamor, dall'aspetto di cinghiale;
    Luchar, dall'aspetto di un orso;
    Laraoch, dall'aspetto di avvoltoio;
    Archeoch, dall'aspetto di basilisco;
    Zaramoch, dall'aspetto di drago a sette teste;
    Rochar, dall'aspetto di gatto a sette teste;
    Chremaor, dall'aspetto di cane a sette teste..."

    "L'Essere supremo:

    Non è lecito rappresentarselo simile a dèi o a qualcosa di simile; egli, invece, è più grande degli dèi. Non v’è nessuno sopra di lui, nessuno è signore sopra di lui. Egli non ha bisogno di nessuno, perché prima di lui non vi fu nessuno. Egli non ha bisogno di vita, perché è eterno. Egli non manca di nulla, perché e del tutto perfetto. […] Egli è incorporeo e non incorporeo. Egli non è non è grande, ma nemmeno piccolo".


    (Pistis Sophia, Apokryphon Joannis, La natura degli arconti, etc.)
    2010:

  5. #5
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    Infatti noi gnostici, a differenza di cattolici ed ortodossi, non neghiamo l'esistenza di quelle potenze in cui credono i pagani politeisti, nè li consideriamo semplicisticamente un'illusione di Satana... invece sappiamo ed affermiamo che esse esistano, che hanno sottoposti a se schiere di demoni e che hanno ingannato l'uomo relegandolo in uno stato di sottomissiome al destino cosmico.

  6. #6
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    credo che gli gnostici interpretano male l'esistente.
    Vedi tutti i piani celesti da voi descritti (vedi il disegno postato da
    Ichthys) fanno parte dell'esistente. L'Esistente per noi é madre terra.
    Da lei viene il tutto, persino gli dei. Non esistono esseri soltanto malvagi oppure soltanto buono, questa é un'interpretazione soggettiva e sbagliata, ognuno di noi ha il proprio posto nell'universo. La terra, come la conosciamo noi, e che voi tanto disprezzate, in realtá nn é una prigione, anzi al contrario. Diciamo che essa é una culla, oppure un trampolino di partenza.
    Spesso, troppo spesso, i monoteisti comettono l'errore di disprezzare il mondo, la natura (nn intesa solo come verde e fiori) e tutto l'esistente, concentrandosi sull'aldilá.
    In realtá l'oltretomba (o chiamate voi) é insignificante, quello che conta é questa vita, e come lo viviamo.
    Vedi la prossima vita, sia essa celeste, oppure terrena (reincarnazione) viene determinata da QUESTA attuale vita. Noi dobbiamo concentrarci a vivere bene (in senso ottimale) ora, non domani.

    Gli dei: i nostri dei non sono demoni malvagi, infatti noi NON ci dobbiamo sottomettere, per un pagano, venerare una divinitá vuol dire: parlare a. Noi nn siamo come i mussulmani che si mettono in ginocchio con la testa nella polvere di fronte ad una illusione oppure di fronte ad un simbolo. Noi collaboriamo con gli dei, collaboriamo da pari (o quasi).
    La schiavitú, come quella che intendete voi, venne col monoteismo, soltanto i monoteisti hanno questa cieca fiducia nella divinitá, talmente cieca che porta alla perdizione (non quel tipo che intendete voi, ma un po piú materialistica....a mó di truffa) e vi lascia in mano ai sacerdoti e predicatori della domenica (questo vale per i monoteisti in generale, ma nn so gli gnostici)
    Gli dei ci invitano a pensare ed ad evolverci, e non a sottometterci.
    Syntax error.

  7. #7
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    Predefinito

    Originally posted by kenshiroIT
    credo che gli gnostici interpretano male l'esistente.
    Vedi tutti i piani celesti da voi descritti (vedi il disegno postato da
    Ichthys) fanno parte dell'esistente. L'Esistente per noi é madre terra.
    Quei livelli che noi chiamiamo "cieli" oggi sarebbe più corretto chiamarle dimensioni. Ogni dimensione ha un suo spazio tempo (eone): dal più frenetico e caotico al più quiete fino a quelle immobile e imperturbabile che è il Pléroma.

    Da lei viene il tutto, persino gli dei. Non esistono esseri soltanto malvagi oppure soltanto buono, questa é un'interpretazione soggettiva e sbagliata, ognuno di noi ha il proprio posto nell'universo.
    La suddivisione in livelli (cieli) in realtà afferma proprio questo.

    La terra, come la conosciamo noi, e che voi tanto disprezzate, in realtá nn é una prigione, anzi al contrario. Diciamo che essa é una culla, oppure un trampolino di partenza.
    Per noi è l'esilio da una condizione originaria in cui non era necessaria alcuna ricerca della Verità, perché eravamo noi stessi la Verità. Nella nostra caduta attraverso quei cieli sovrapposti abbiamo accumulato tutte le scorie cielo per cielo: la lussuria di Venere, la cupidigia di Plutone, la superbia di Giove, l'aggressività di Marte che hanno nascosto ancor di più avvolgendolo come delle guaine quello che è la nostra vera essenza: lo pneùma, che è della stessa sostanza dell'universo divino.

    Noi non abbiamo cieca fiducia nell'Essere Supremo, non abbiamo solo la fede, noi abbiamo la gnosi che ci permette di intuire come una sorta di rivelazione come come è organizzato l'universo.

    Noi pensiamo che gli dèi non abbiano alcun interesse perché noi ci evolviamo. Ogni dio crede di essere l'unico come il dio degli ebrei che disse "non v'é altro dio all'infuori di me" ed lo stesso che istigò gli ebrei a far uccidere Cristo perché stava scardinando la sua Legge.

    Gli antichi greci già ammettevano che il destino degli uomini è nelle mani degli dèi che l'uomo non conta nulla di fronte agli dèi, ma invece il Cristo ci ha liberati dal destino che ci hanno riservato gli dei e ha rivelato che l'uomo gnostico è più alto degli dèi che ignorano la loro origine e chi sta sopra di loro. L'anima gnostica conscia della propria natura è come un veloce raggio di luce che attraversa i vari cieli risalendoli e che gli dèi non possono più fermare. Ecco perché essi negano all'uomo la vera gnosi e divulgano una falsa gnosi, ecco perché quel dio, Jaldabaoth, vietò ai primi uomini di non mangiare i frutti dell'albero della gnosi. E questo è l'unico dio che ora governa questa dimensione ed è conosciuto anche col nome di Ariel perché ha la forma di un leone. È il dio che erroneamente venerano anche i cattolici come unico.
    2010:

  8. #8
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    Quei livelli che noi chiamiamo "cieli" oggi sarebbe più corretto chiamarle dimensioni. Ogni dimensione ha un suo spazio tempo (eone): dal più frenetico e caotico al più quiete fino a quelle immobile e imperturbabile che è il Pléroma.
    mi ricorda la spiegazione che mi dette un monaco Hare Krisna.
    Anche loro hanno la suddivisione in diversi cieli, o dimensioni, con tante divinitá a guardia di loro.
    Non lo so, ma il gnosticismo ha qualcosa in comune col hinduismo/hare krisna?


    La suddivisione in livelli (cieli) in realtà afferma proprio questo.
    abbiamo cose in comune, ma credo che vada ben oltre il semplice punto di vista.

    Per noi è l'esilio da una condizione originaria in cui non era necessaria alcuna ricerca della Verità, perché eravamo noi stessi la Verità
    come puó l'esistente esiliarsi stando sempre nell'esistente stesso.
    Ovunque guardi c'e l'esistente ( inteso come tutto) non c'e scampo.
    L'Esilio é un'illusione, noi siamo giá una veritá e abbiamo giá la verita rachiusa in noi. La ricerca della veritá é una cosa futile per cercare un qualcosa di alieno.
    La vera parola dovrebbe essere lo studio per comprendere la nostra universale veritá.
    Per comprendere gli dei non ci vogliono testi sacri o preti. Bensi bisogna capirla guardando la natura e conoscendo a fondo noi stessi. E questo lo comprese sia Galilei che G. Bruno, tanto per citare alcuni.

    Nella nostra caduta attraverso quei cieli sovrapposti abbiamo accumulato tutte le scorie cielo per cielo: la lussuria di Venere, la cupidigia di Plutone, la superbia di Giove, l'aggressività di Marte che hanno nascosto ancor di più avvolgendolo come delle guaine quello che è la nostra vera essenza: lo pneùma, che è della stessa sostanza dell'universo divino.
    Vedi, tu le divinitá non le capisci e ti fermi sull'esteriore. Tanto per farti un'esempio, marte rapresenta anche la lotta per la vita.
    Noi siamo marte e marte é in noi, non solo guerra! Per cortesia, lui é la lotta per la sopravivenza e per ció a cui si crede, se tu combatti per cercare la tua cosidetta veritá allora in quel momento sei marte! se tu combatti contro gli dei sei anche Marte! Non c'e scampo, ovunque ti giri c'e l'esistente.
    Loro sono divinitá, non essere umani immortali, loro non agiscono per piaere oppure per divertimento,loro agiscono per necessitá, e la parola degli dei é la vita! E gli dei sono scritti nella vita stessa.
    Ecco perche il monoteismo si identifica nella morte e nella sete di morte, e puó solo manifestarsi nella morte.
    Un'altro esempio, quando Discordia getto la mela d'oro durante il banchetto degli dei. la mela d'oro rappresenta il mondo (l'esistente). Poiché gli dei hanno cura del mondo in modo doverso, sembra che liitigino tra di loro ;giorno, notte, caldo freddo, vita, morte, amore, odio, indifferenza, benevolenza, moto, intelligenza, contradizzioni ect ect. Tutte cose che compongono l'esistente.
    E propio Afrodite a dominare, per questo ci sono tutte queste differenze, la molteplicitá dell'esistente, il bosco sacro, a differenza del deserto monoteista (la morte, il non essere).


    Noi pensiamo che gli dèi non abbiano alcun interesse perché noi ci evolviamo. Ogni dio crede di essere l'unico come il dio degli ebrei che disse "non v'é altro dio all'infuori di me" ed lo stesso che istigò gli ebrei a far uccidere Cristo perché stava scardinando la sua Legge.
    falso, gli dei non sono tanti jahvé, proprio perche sono tanti non possono esserlo e non vogliono esserlo.
    Anzi loro ci spingono ad essere come loro. Vedi uno sbaglio comune di chi é monoteista é quello di identificare le divinitá come tante copie del cosidetto essere supremo,da cui é bene non fidarsi. Invece, gli dei non chiedono sottomissione, bensí imitazione! e non c'e mito che non indica la strada, da Orfeo a Ercole, tutto indica l'uomo che combatte per raggiungere la meta, e il fallimento se c'e é colpa del lato animalesco dell'uomo (la nostra parte Titanica) ercole ucise la hydra dalle mille teste, che é mortale, l'hydra stá per il materialismo, i vizi, la lussurua, la cupidigia, l'ipocrisa, la stoltezza, l'ignoranza ect tutte cose che ci impediscono di raggiunger l'olimpo e di evolverci.
    Orpheo scese negli inferi per Beretrice ma fallí x impasienza. Peró combatte, si sforzo e diamine scese fin giá nel regno dei morti sfidando Persephone!!!
    Cosa ci spiega ció? gli dei sono come tanti maestri che tutti a modo loro indicano la via, e uno delle raccomandazioni é quella di metterci di impegno, inteligenza, e tanta forza (non solo fisica) e ricordati i diavoli c'e li abbiamno dentro. I nostri fantasmi pegiori stanno dentro di noi, sono coloro che ci fanno vedere il falso, sono coloro che vivono di illusioni.
    Come disse una persona saggia : non sei mai stato innamorato non ricambiato ?
    in tal caso confronta "quella", la immagine di cui
    ti eri innamorato con la immagine che ne hai dopo
    quando detto innamoramento ti e' passato.
    non sempre ci si era innamorati di persone,
    ma bensi' di fantasmi, *propri* fantasmi.
    e sono i *propri* fantasmi ad essere quelli piu' pericolosi,
    perche' ci conoscono, sanno cosa noi vogliamo,
    cosa noi vogliamo sentire, cosa noi desideriamo.
    Questa é l'Hydra, il nemico principale, il satana dei cristiani. Il nostro lato animalesco (il titano in noi) che ci impedisce di raggiungere il divino, la nostra zavorra. Questa é la chiave della nostra sconfitta, e i nemici esterni (amesso che ci siano) sfruttano l'hydra per colpirci, ma ricordati che l'hydra é mortale, una volta morta nessuno potra piú torcerci un capello, e tutte le tentazioni moriranno.


    Gli antichi greci già ammettevano che il destino degli uomini è nelle mani degli dèi che l'uomo non conta nulla di fronte agli dèi, ma invece il Cristo ci ha liberati dal destino che ci hanno riservato gli dei e ha rivelato che l'uomo gnostico è più alto degli dèi che ignorano la loro origine e chi sta sopra di loro.
    La libertá é un'illusione, si puó essere solo liberi dal mondo degli uomini, ma non da quello dell'universo. La libetá consiste con l'unione con l'universo (la cosidetta luce)...e non la separazione da esso (il cosidetto esilio).


    ciao


    ps

    ho corretto alcuni errori di ortografia......

    Syntax error.

 

 

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