E' la vicenda di una giovane prostituta francese alquanto paffutella, da qui il soprannome, durante la guerra franco-prussiana del 1870.
Fugge dal fronte su di una diligenza in compagnia di un paio di religiose e alcuni grassi borghesi.
Però manco la guerra fa perdere a Palla di lardo la sua generosità ed esuberanza. Durante il tragitto prima prova a conversare con i compagni di viaggio, offrendo poi loro parte delle provviste che reca con sé.
Ma conoscendola, conoscendo come si guadagna da vivere, tutti la snobbano.
Sul far della sera la carrozza si ferma ad una locanda di posta ove alcuni soldati prussiani sono alloggiati.
Un ufficiale, non conoscendo il suo mestiere, s' invaghisce della giovane ma lei lo rifiuta. Puttana si, ma puttana patriottica. E dunque mai con i prussiani, invasori della Francia.
Ma l' ufficiale non ammette rifiuti e ordina che nessuno riparta finché Palla di lardo non avrà acconsentito a cedergli.
Udendolo, i compagni di viaggio della ragazza l' accerchiano supplicandola "Ma su dai, che ti costa. Dopotutto è il tuo lavoro"
"Te ne saremo riconoscenti, la Francia te ne sarà riconoscente" "Solo tu puoi salvarci" E giù con lusinghe e lodi sperticate alla sua bellezza e generosità.
Alla fine la giovane acconsente.
Se si tratta di salvare dei francesi lei certo non si tirerà indietro. Farà il suo dovere, da buona patriota.
All' indomani, ottenuto il lasciapassare dall' ufficiale, la comitiva si rimette in viaggio.
Ma le religiose e i grassi borghesi, lungi dal mostrar riconoscenza verso Palla di lardo che si è sacrificata per loro, tornano a trattarla con sommo disprezzo.
Questo bellissimo racconto, e molti altri, lo troverete in questi giorni sul libro allegato a Repubblica: "I racconti" di Guy de Maupassant
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