GIOVANNI BATTISTA VIENE COLLEGATO ALLA CORRENTE GNOSTICA PER DUE STORIE.
Una è quella della setta dei Mandei, i quali credono che Giovanni il Battista sia il vero
Messia e Gesù il traditore della legge. Ma studiando i documenti dei Mandei che vivono in Iraq, si scopre che sono tardivi, e vi sono elementi pagani e falsità storiche.
Giovani Battista per loro si è sposato e non è morto decapitato come raccontato nei Vangeli. Il legame tra Mandei e corrente gnostica è molto accentuato, invece i Mandei
non è sicuro venissero davvero dalla Palestina, non presentano elementi ebraici nella loro religione.
Dositeo e l'altra storia che collega Giovanni Battista agli gnostici, vediamo la favoletta
raccontanta nedlle Pseudo-Clmentine. Pag. 227 e seguenti Erbetta Apocrifi del Nuovo Testamento-Atti e Leggende. Raconta la storia un certo e dice cheGiovanni Battista,
aveva 28 discepoli e una disceola Elena, per seguire il Lunario di 29 giorni. Simone era il più stimato, dopo la morte del Battista, si recò in Egitto a studiare la magia, Dositeo altro
disceolo di Battista prese il posto di comando di Battista, ma tornato Simone, accadde
che Dositeo vedendo i poteri straordinari di Simone, lo riconobbe come lo Stante,e poi
morì, mentre Simon Mago di Samaria andava in giro con Elena e mostrava i suo poteri.
Questa favoletta è ridicola e senza fondamento, piuttosto storica è la storia di Simone
ed Elena raccontata da Giustino Martire.
Dositeo è un personaggio pittosto leggendario, chi vuole studiare lo gnosticismo sriamente deve appoggiarsi su altri argomenti seri.




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Dositeo negava la risurrezione dei corpi, la distruzione futura del mondo. Il giudizio universale, l’esistenza degli angeli e non volle ammettere altri demoni se non gli idoli dei pagani.
Il Sabarthez è questa contrada montagnosa, disseminata di grotte impressionanti, ai piedi delle quali scorre il fiume Ariège.
E’ lì, nel cuore del Sabarthez, che Antonin Gadal nasce, nel 1877, (negli stessi luoghi dove vissero i suoi antenati)e lì, a poca distanza della sua casa, viveva un uomo anziano che gli abitanti della zona amavano chiamare “il patriarca del Sabarthez”, lo storico Adolphe Garrigou (1802-1897).





