

"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
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comunque pare che anche un noto ministro ex an del Governo Berlusconi facesse parte della pattuglia di appassionati di viados, il cliente proveniente dall'area PNF-MSI-AN-PDL nell'ambiente viados veniva chiamato "culetto d'oro" ed è un accanito sostenitore del valore della famiglia.
Oggi prima pagina del Giornale di Feltri dedicata a Gasparri che nega di essere lui il culetto d'oro.
Ma anche Marrazzo negava all'inizio.
http://www.ilgiornale.it/interni/pol...e=0-comments=1
Ultima modifica di brunik; 30-10-09 alle 14:18


Se vogliamo dire le cose come stanno, nel vecchio Partito fascista di ispirazione mussoliniana uno con il nome “Gasparri”, non sarebbe mai stato candidato in una posizione di qualche importanza. Perché oggi potrebbe apparire incredibile ma nel vecchio gruppo dirigente del fascismo si era studiata la filosofia scolastica ed in fondo si era convinti che nei nomi stessero le cose.
Per cui se si guardano i nomi che il Pnf indicava alla guida di comuni e regioni, vediamo nomi classicamente borghesi, con qualche assonanza non convenzioniale, come Galeazzo Ciano, Achille Starace, o addirittura dal sapore elitaristico, come quello dell'ex sottosegretario alla marina Junio Valerio Borghese La stessa logica vale per il gruppo dirigente parlamentare. Un camerata di nome “Gasparri”, sufficientemente qualificato, sarebbe stato avviato ad una carriera all’interno del partito, magari anche importante, ma mai sottoposta al vaglio del voto popolare. Il popolo deve essere educato già dal nome del candidato che il partito gli sottopone.
E’ ancor più vero che in quegli anni molto difficilmente un amministratore fascista avrebbe avuto una qualche inclinazione a degli incontri sessuali a pagamento, perché nella prostituzione si coglieva un tratto caratteristico della decadenza del sistema capitalistico. Un dirigente del Pnf o chi rappresentava quel partito se non doveva proprio essere un superuomo,. per dirla con Nietschke, doveva essere per lo meno un uomo tutto d’un pezzo dai costumi irreprensibile tali per cui la prostituzione era inammissibile in ogni sua forma. E non vogliamo nemmeno poi parlare della prostituzione transessuale per un partito che guardava agli omosessuali con sospetto e fastidio. Diciamo che chi omosessuale fosse entrato nel partito fascista non avrebbe avuto modo di restarci a lungo, nemmeno se era Zeffirelli. Il mondo fascista pretendeva di rappresentare all’interno della società borghese capitalista il proletariato e questo proletariato non aveva difetti, non subiva devianze e doveva essere esemplare come deve esserlo chi è scelto per guidare un paese. Lo stesso Mussolini fu vittima di questa impostazione quando lasciata la moglie decise di convivere con Claretta Petacci. Per il partito solo questo fu uno scandalo. Ora ricostruire il costume del principale partito di governo del secolo scorso può apparire cosa vana. Ma questo fa comprendere quanto grande sia stato il trapasso fra la morale fascista e quella dei suoi eredi, e solo un esponente di formazione cattolica, come l’onorevole Capezzone, può negare esista una questione morale nel popolo delle libertà, quando questa è invece il problema dominante per la sua base sociale che infatti si è rivolta nelle elezioni principalmente a Bossi, cioè a qualcuno che possa capirla.
Eppure ci sembra inutile accanirsi contro Gasparri che non ci sembra la persona adatta per un incarico quale quello a cui era stato scelto. Il vecchio partito fascista intendeva la politica non come un’occasione professionale o un passo nella carriera, ma come vocazione. E questo consentiva al gruppo dirigente una qualche avvedutezza. Nessun dirigente fascista, ammesso anche fosse incline alla depravazione, avrebbe mai messo piede in via Gradoli dopo l’omicidio di Moro per un qualche incontro sessuale, E qui prima che per senso morale per la leggenda metropolitana secondo cui quegli appartamenti della via erano controllati dai servizi segreti.
OCIO AL DIDIETRO, CAMERATI
IL TRENINO DELL'AMORE
Ultima modifica di brunik; 30-10-09 alle 14:39










la ricostruzione del mio post fatta da brunik è spassosa ma contiene alcune improprietà. La prima Gasparri è un nome tipicamente fascista come starace. la seconda il fascismo non voleva rappresentare il proletariato era un partito interclassista. La terza, è vero che i fascisti non amavano gli omosessuali ma i bordelli li frequentavano eccome. la quarta che mussolini avesse lasciato la moglie per la petacci era stato assolutamente compreso, il duce ha sempre ragione ed è sopra la comune morale, il superuomo appunto. la quinta ammesso che gasparri fosse andato con transessuali, cosa che al momento non risulta e via gradoli ci aveva una casa di proprietà con la famiglia


grazie, ma anche anche il tuo post era spassoso e conteneva un sacco di divertenti improprietà frutto della tua scarsa cultura politica, tipo che Marrazzo era un discepolo di Togliatti.
Quante cazzate che sparate, ragazzi del PRI, poi magari vi chiedete pure perchè nessuno vi vota piu'
Ultima modifica di brunik; 30-10-09 alle 19:06