Che, UNO dei due, si dimetta....
Pisanu ha detto: voto regolare
ROMA
«La consultazione elettorale si è svolta in assoluta tranquillità e senza alcun incidente».
Queste le parole del ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu al termine dell’election day.
Il 14 giugno Pisanu ha inoltre lodato «la bella prova di maturità democratica degli elettori italiani ma anche l’efficienza dell’apparato dello Stato e delle amministrazioni locali».
Chi non pare soddisfatto di questa tornata elettorale è invece il presidente del Consiglio. Sembra essere sua abitudine, quando perde, di dare la colpa a presunte irregolarità elettorali:
«Arrivano una serie di allarmi su fatti che riguardano schede annullate. Non voglio anticipare nulla, ma non ci tornano i conti».
La frase pronunciata da Berlusconi non risale alla settimana scorsa e neanche a ieri, ma al 23 aprile del 1996, all’indomani delle politiche che segnarono la vittoria dell’Ulivo guidato da Romano Prodi.
Il dubbio del Cavaliere è ritornato anche ieri al convegno di Sesto San Giovanni:
«Sono indegne le cancellazioni di schede a nostro favore che avvengono puntualmente in tutti i seggi».
Ma le presunte irregolarità sembrano avere vita corta nel Polo.
«Leggo che in seguito alla mia frase non ci tornano i conti - dichiarava Berlusconi poche ore dopo in quell’aprile ‘96 - si accenna a presunte irregolarità. Non era assolutamente questo il significato della mia espressione».
La prima volta il Cavaliere se la sbrogliò così:
«Mi riferivo ad un approfondimento in corso nel nostro movimento per cercare di capire come nel proporzionale abbiamo ottenuto 200.000 voti in più della coalizione avversaria mentre quest’ultima riportava un vantaggio consistente di seggi».
Cosa dirà ora il pres del Cons per non contraddire Pisanu?




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