non so se quancuno ha già riportato questa notizia, nel caso mi scuso

Tini duro!

Canton Ticino – Il quotidiano ticinese La Regione rilancia e pubblica una nuova notizia che riguarda il senatùr in prima pagina

La Lega smentisce, ma Bossi è a Brissago


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(21.06.2004) Secondo round su Bossi in Canton Ticino. Il quotidiano ticinese La Regione, a firma del vicedirettore Michele De Lauretis e del caporedattore Andrea Manna, riprende la notizia data sabato scorso e fornisce nuove indicazioni.
Dopo quell'uscita Maroni aveva seccamente smentito la notizia. I giornalisti ticinesi ribattono "al giornale svizzero non resta che confermare: invece è proprio così, con buona pace di Maroni".

Nell'articolo di lunedì de La Regione si punta sulla questione della sicurezza affermando che la polizia cantonale si è dichiarata disponibile a fornire la sorveglianza, ma Bossi avrebbe rinunciato perché a Brissago sono presenti dei fedelissimi padani.
La scelta della clinica è dettata dalla sua qualità terapeutica. Altri italiani illustri come Enrico Cuccia sono stati curati a Brissago. I giornalisti elvetici sembrano ben informati sullo stato di salute del ministro anche se hanno preferito non entrare nei dettagli di questo delicato argomento.
Di spalla all'articolo principale si chiedono però del senso della privacy quando di tratta di un esponente politico pubblico così famoso.



Riportiamo per intero l'articolo della permanenza di Bossi a Brissago.

"Bossi, niente protezione"

La polizia cantonale, informata della sua presenza a Brissago, rinuncia per ora a misure di sicurezza, ma si dichiara disponibile

La notizia anticipata sabato dal nostro giornale del ricovero del presidente federale della Lega Nord e ministro italiano per le riforme Umberto Bossi nella clinica Hildebrand di Brissago, ha gettato un po’ di scompiglio nei vertici padani, riusciti per oltre un mese e mezzo a tenere rigorosamente celata la destinazione del proprio leader, colpito da un grave ictus l’ 11 marzo scorso e restato sino al 3 maggio all’ospedale di Varese. Al punto da far dire al ministro leghista del welfare Roberto Maroni, interpellato dell’agenzia italiana Ansa: «Però, buon per Bossi se fosse ricoverato sul Lago Maggiore, è uno splendido lago che conosco e apprezzo molto. Mi spiace per il giornale svizzero, ma non è così» . E al giornale svizzero non resta che confermare: invece è proprio così, con buona pace di Maroni.
Ed è così al punto che la polizia cantonale, informata della presenza di Bossi, ci dice che se fosse stata richiesta una sorveglianza l’avrebbe senz’altro messa a disposizione. Ma visto che Bossi è circondato da fedelissime camicie verdi ( non in possesso di arma), rinuncia a intervenire pur dicendosi pronta se una richiesta in tal senso dovesse giungere. Intanto, comunque, davanti alla clinica stazionano due Securitas, ma più che altro con l’obiettivo di arginare i giornalisti, come avverte anche un cartello all’ingresso della clinica.
Il Quotidiano di sabato della Tsi riprendendo la notizia vi ha intanto aggiunto due particolari: la moglie di Bossi Manuela Marrone sarebbe giunta in visita venerdì scorso, mentre il senatùr avrebbe perso circa la metà del suo già non certo eccessivo peso; le condizioni di salute continuano a essere assai precarie come risulta anche al nostro giornale che ha deciso tuttavia di non scendere nei particolari, per rispetto della privacy pur di un personaggio pubblico eminente.
Il quotidiano italiano La Repubblica ha titolato ieri su un possibile "rientro a casa" di Bossi per qualche giorno in attesa di riprendere il trattamento terapeutico a Brissago.
La sua villa si trova a Gemonio, piccolo paese di tremila abitanti a una quindicina di chilometri da Varese: ma ieri ai cronisti italiani recatisi sul posto i figli non hanno voluto dire nulla. Da parte sua il settimanale ticinese Il Caffé scrive di una stanza intestata, nell’elenco dei degenti, a tale ‘ Marone’: Marrone è il cognome della moglie di Bossi che avrebbe dunque intestato a proprio nome la camera nel rinomato istituto di riabilitazione. Il professor Giuseppe Foderaro, di cui abbiamo scritto sabato, specializzato in neurofisiologia, opera da un paio d’anni nell’istituto e avrebbe indirizzato Bossi a Brissago, sempre secondo il settimanale locarnese. La notizia intanto è rimbalzata sui principali quotidiani italiani che da settimane si chiedevano dove fosse finito il ministro per le riforme e che si sono scontrati sabato con la proverbiale discrezione elvetica, non riuscendo e penetrare la riservatezza della clinica brissaghese.
Dopo le elezioni europee comincia tuttavia a porsi con insistenza in Italia il problema della sostituzione di Bossi nell’importante ruolo istituzionale che ricopre in seno al governo Berlusconi.