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Discussione: Ops...

  1. #61
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ops...

    In origine postato da cornelio
    Io non abbandono un retaggio indoeuropeo, ma semplicemente affermo che la dottrina in questione in quest'Occidente malato non ha più posto e guardo dove essa trova un'applicazione concreta, il che cambia di molto le cose eccome, basta con le teorie sulla tradizione indoeuropea che rimangono purtroppo lettera morta. Poi mi piacerbbe tu ti spiegassi meglio sulla filiazione equivoca che rappresenterebbe l'Islam nei confronti della Tradizione. Io contribuisco alla distruzione delle "nostre" radici? Ma dimmi dov'è il posto in Europa in cui vivono ancora...sono almeno 60 anni che queste radici sono state recise e la colpa non è di certo dell'Islam, la cui funzione, secondo me, potrebbe essere di aiuto nella riscoperta del "nostro" retaggio.

    Che l'Islam sia una religione della spada nessuno lo mette in dubbio, il giorno in cui invaderanno la nostra penisola e tenteranno di uccidermi perché infedele, non ti preoccupare che venderò cara la pelle. Ma temo che mai succederà...


    Giampaolo Cufino
    60 anni equivalgono ad uno sputo, se guardiamo alla storia mondiale dalle origini indoeuropee ai giorni nostri. Sono questi argomenti, in base ai quali bastano 60 anni per dichiarare ''liquidate'' le nostre radici, che contribuiscono al disarmo spirituale dell'Europa.

    Filiazione equivoca, perché il monoteismo non ha nulla a che fare con il retaggio indoeuropeo, per cui eventuali prestiti io li guardo sempre con sospetto. Senza considerare il fatto [v. l'articolo di Zolo che ho postato] che la ''guerra santa'' può ben essere considerata un frutto esclusivo dei monoteismi [ipotesi alla quale atrtribuisco un peso rilevante].

  2. #62
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da cornelio
    Quindi, necessariamente, un partito islamico in Turchia dovrà per forza snaturarsi per far parte delle istituzioni e finché farà comodo sarà lasciato libero di operare.
    Mi puoi spiegare il significato politico della riapertura delle scuole per imam e predicatori e la loro equivalenza con le scuole pubbliche? Evidentemente non danno ancora fastidio ai militari.

    Giampaolo Cufino
    Vabbé, noto che lo schema ideologico è troppo forte.

    Il significato politico dei ''licei'' è semplice: permettere la formazione di una élite intellettuale islamista

    PS. persino Khomeini, nel periodo di preparazione della rivoluzione iraniana, mise la sordina alla dottrina del ''velayat-e faqih''.

  3. #63
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Insomma, come s'è poi conclusa questa discussione?

  4. #64
    Paul Atreides
    Ospite

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    Come al solito...

  5. #65
    email non funzionante
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    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides
    Vabbé, noto che lo schema ideologico è troppo forte.

    Il significato politico dei ''licei'' è semplice: permettere la formazione di una élite intellettuale islamista

    PS. persino Khomeini, nel periodo di preparazione della rivoluzione iraniana, mise la sordina alla dottrina del ''velayat-e faqih''.
    Essendo una discussione molto interessante,io la ricomincerei chiedendo a Paul il significato del termine "velayat-e-faqih".

    Giampaolo Cufino
    Giampaolo Cufino

  6. #66
    costantino
    Ospite

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    In origine postato da lynn2
    . Senti, io il Corano l'ho letto e non c'è scritto alcun modo per impalare cristiani, e simili supplizi. Questo può essere stato applicato da qualche sultano ottomano (ma anche da re cristiani) ma non ha un fondamento scritturale sia per l'Islam sia per il Cristianesimo. E poi nel Corano è chiesta la libertà di culto per pagani, cristiani, ecc....
    probabilmente hai letto la traduzione fatta da hassan al toruabi, l'uomo politico e religioso (che nell'I$lam è la stessa cosa) che ha portato al potere gli i$lami$ti in $udan.
    Ecco cosa dice di lui una persona che non ha il culetto al caldo come te, e che deve dormire tutti i giorni in una capanna (sì capanna, non in una casa come te) diversa se non vuole finire prima sulla croce e poi sotto terra, Monsignor mazzolari:

    Al Turabi è la persona più scaltra di questo mondo. È intelligentissimo, è avvocato, parla l’inglese meglio degli inglesi e il francese meglio dei francesi. Ha una lingua biforcuta. Ci metterà sempre nel sacco. Le faccio un esempio concreto. Nella versione in lingua inglese della costituzione sudanese si afferma che la religione di stato è l’islam e che gli altri culti sono tollerati. Nella versione in lingua araba però non v’è traccia di questa garanzia".

  7. #67
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    ''Velayat-e faqih'' vuol dire ''governo del giurista''. Ovviamente il ''giurista'' esperto in ''fiqh'', cioè in giurisprudenza islamica. In pratica, l'autorità politica appartiene a coloro che conoscono la giurisprudenza islamica. Essendo tali ''dottori della legge'' disposti in una gerarchia, il più alto ruolo tocca all'ayatollah, cioè a colui che ha completato tutti gli studi. Questo principio è stato poi incorporato nella stessa costituzione iraniana ed il ruolo più importante affidato alla ''guida suprema'' [attualmente Khamenei] che incarna il velayat-e faqih.

    Va aggiunto che tale dottrina è una creazione dello stesso Khomeini e risale al 1970 quando in una serie di conferenze, poi pubblicate col titolo ''Velayat-e faqih'', l'ayatollah espose tale dottrina.

    Creazione di Khomeini perché rompe col tradizionale ''quietismo'' sciita, ossia con l'estraneità alla politica alla quale andava riservata al più una semplice condanna di facciata [che rientra nel più generale concetto di ''taqiyya'', ossia ''dissimulazione''] senza però alcuna aperta ribellione, ed esorta appunto i ''giuristi'' a prendere direttamente il potere.

    Questa dottrina, influenzata probabilmente pure dall'opera di Ali Shari'ati, tra l'altro incontrò alcune resistenze anche all'interno dello stesso ''clero'' sciita. Ad esempio l'ayatollah Shariat-Madari era un suo fermo oppositore.

  8. #68
    costantino
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides
    ''Velayat-e faqih'' vuol dire ''governo del giurista''. Ovviamente il ''giurista'' esperto in ''fiqh'', cioè in giurisprudenza islamica. In pratica, l'autorità politica appartiene a coloro che conoscono la giurisprudenza islamica. Essendo tali ''dottori della legge'' disposti in una gerarchia, il più alto ruolo tocca all'ayatollah, cioè a colui che ha completato tutti gli studi. Questo principio è stato poi incorporato nella stessa costituzione iraniana ed il ruolo più importante affidato alla ''guida suprema'' [attualmente Khamenei] che incarna il velayat-e faqih.

    Va aggiunto che tale dottrina è una creazione dello stesso Khomeini e risale al 1970 quando in una serie di conferenze, poi pubblicate col titolo ''Velayat-e faqih'', l'ayatollah espose tale dottrina.

    Creazione di Khomeini perché rompe col tradizionale ''quietismo'' sciita, ossia con l'estraneità alla politica alla quale andava riservata al più una semplice condanna di facciata [che rientra nel più generale concetto di ''taqiyya'', ossia ''dissimulazione''] senza però alcuna aperta ribellione, ed esorta appunto i ''giuristi'' a prendere direttamente il potere.

    Questa dottrina, influenzata probabilmente pure dall'opera di Ali Shari'ati, tra l'altro incontrò alcune resistenze anche all'interno dello stesso ''clero'' sciita. Ad esempio l'ayatollah Shariat-Madari era un suo fermo oppositore.
    a conferma di quello che dici anche alì Al Sistani, che ha studiato insieme a khomeini, ero un fermo oppositore dell'islamin politica:

    Ma Sistani non era solo un grande imprenditore della formazione. Sosteneva – e sostiene tuttora – anche una precisa corrente di pensiero, la stessa del suo maestro Khoei e dei suoi predecessori degli ultimi due secoli: una corrente di tipo “quietista”, secondo la quale il maestro insegna teologia, diritto e morale, chiede che i principi dell’islam siano rispettati nella vita pubblica, ma non reclama per sé il potere politico, né pretende di esercitare su di esso un controllo.

    Questa corrente di pensiero è sempre stata preponderante a Najaf. L’ayatollah iraniano Khomeini, che visse in questa città dal 1965 al 1978 e sosteneva una tesi opposta, era del tutto isolato.

    La tesi di Khomeini, alla quale poi diede corpo nel 1979 con la sua rivoluzione teocratica in Iran, era che “solo una buona società può creare buoni credenti”. E conferiva ai chierici il potere politico necessario per instaurare la società perfetta.

    Khoei e Sistani, al contrario, sostenevano che “solo buoni cittadini possono creare una buona società”. E respingevano ogni idea di teocrazia. La dottrina sciita insegnata a Najaf negli ultimi due secoli ha sempre distinto lo spazio della politica da quello della religione. Se dei trasgressori della tradizione vi sono stati, questi sono piuttosto Khomeini e i suoi seguaci in Iran.

  9. #69
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Che la tradizione sciita [duodecimana] sia ''quietista'' è vero. Infatti ho sottolineato la novità, davvero rivoluzionaria, dell'opera di Khomeini. Che, per certi versi [ossia per l'importanza data alla conquista del potere politico], mi sembra un riavvicinamento all'altro ramo degli Alidi, quello ismaelita.

 

 
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