Julius Evola

Oggi abbiamo bisogno di uomini che abbiano un concetto puro ed effettivo della "spiritualità"; che la stacchino da tutto ciò che è dominio di sentimento, di evasione mistica e di pregiudizio "umano"- che non la riducano ad una piccola cosa del cervello, del cuore, se non persino dei sensi, ma che la realizzino come uno stato, come una presenza che si esprime in forme concrete e superiori di azione e di visione, non escludendo con questo tutti gli altri elementi non-spirituali della vita umana, individuale ed associata, ma dirigendoli animandoli ed organizzandoli da questo livello superiore di coscienza.

E' importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un'assoluta intransigenza l'idea, in funzione della quale si deve essere uniti, ed affermi questa idea soprattutto nella forma dell'uomo nuovo, dell'uomo della resistenza, dell'uomo dritto fra le rovine. Se sarà dato andar oltre questo periodo di crisi e di ordine illusorio, solo a quest'uomo spetterà il futuro. Ma quand'anche il destino che il mondo moderno si è creato, e che ora lo travolge, non dovesse esser contenuto, presso a tali premesse le posizioni interne saranno mantenute; in qualsiasi evenienza ciò che potrà esser fatto sarà fatto e apparterremo a quella patria, che da nessun nemico potrà mai essere nè occupata nè distrutta.

.... il tipo di uomo differenziato è quello che, come personalità, è in grado di assumere un atteggiamento attivo, anziché passivo, di fronte a tutto ciò che in lui è istintività, passione, impulso, affettività, natura. E' colui che almeno in parte ha in sé quel principio che un'antica filosofia chiamò il governo interiore, lo "egemonikòn", per lui dovrebbe valere questa norma: "ti è lecito fare ciò da cui sai, se vuoi, di poterti anche astenere".

... fermo nei princìpi, inaccessibile a qualsiasi concessione, indifferente di fronte alle plebi, alle convulsioni, alle superstizioni e alle prostituzioni al cui ritmo danzano le generazioni ultime. Conta il silenzioso tener fermo di pochi, la cui presenza impassibile, da convitati di pietra, serva a creare nuovi rapporti, nuove distanze, nuovi valori; a costruire il polo il quale, se di certo non impedirà a questo mondo di deviati e di agitati di essere quello che è, varrà però a trasmettere a qualcuno la sensazione della verità.