Nella vicenda mitica troiana, ruolo fondamentale, dimenticato da qualche regista cui è concesso giocare con i testi sacri, senza evidentemente che sappia cosa sta maneggiando, è svolto da Laocoonte.
La narrazione della sua vicenda (contenuta nel secondo libro dell'Eneide), nascondendo profondi significati - come tutta la magnifica opera del "Pontifex nostrum" - offre spunti per ragionare sul mondo a venire.
Sintetizzo brevemente il racconto di Enea: in quell'alba fatale, i Teucri si aggirano nelle spiagge abbandonate dal nemico, compiacendosi di indicare i luoghi presidiati fino al giorno prima dagli Argivi. Qua la tenda di Achille, qua le concave navi. Scovano il famoso cavallo, ma come interpretarlo? Porterà felicità o sventura?
Per primo Laocoonte, sacerdote di Apollo, invita i concittadini a non credere al cavallo e, per dar forza al suo avvertimento, scaglia una lancia nel ventre della bestia: nessuno ode il rimbombo di vuoto, perchè i Fati sono avversi. In catene è trascinato il greco Sinone, che sostiene l'inganno: la statua, se portata nelle mura, renderà Ilio inespugnabile. Laocoonte non risponde a parole, ma sacrifica un toro a Poseidone; mentre lo sta facendo, due serpenti escondo dal mare, avvinghiano i figli del sacerdote; accorre in aiuto armato, viene sopraffatto, assieme a quelli muore. I Troiani sbagliano ad interpretare i fatti, seguono il consiglio di Sinone, e il resto è noto.
Laocoonte, unico a vegliare nella notte troiana, cerca di evitare il cambiamento: dapprima a parole, e poi agendo, sacrificando, lui sacerdote del Sole, un toro al nume delle Acque. Questa simbologia è chiara: egli rappresenta il principio maschile, "il braccio verticale della croce", che cerca di dominare il principio femminile, perchè ove questo prevalga, prevarrà il divenire. Evoca il numen, ma viene sopraffatto da agenti della stessa forza: due serpenti gemelli escono dall'acqua, avvinghiano i due figli di Laocoonte. Ricolleghiamo chiaramente tutto questo ai miti in cui eroi solari (Mithra, Eracle, Giasone, Apollo, Horo) combattono contro draghi o tori. A rafforzar maggiormente il simbolo, i serpenti sono due, escono dall'acqua, e i figli di Laocoonte sono anch'essi due.
Cito, in proposito a questo simbolismo, Evola: " disgiunta dal centro, questa forza (delle acque), sarebbe un impulso cieco e un selvaggio precipitarsi, e la sua direzione è verso il basso, è una direzione di "caduta" indicata appunto dal georoglifico alchemico del principio Acqua, sotto tale riguardo identico alla Luna".
E' il prevalere del principio lunare, femminile, che causa il divenire e la caduta di Troia.
Altri aspetti vanno menzionati: il Fato è avverso alla resistenza troiana. Esso rappresenta le posibilità del ciclo che vanno esaurendosi ("la sazietà della storia"): di qui l'impossibilità di opporsi con efficacia ed invertire il processo di caduta. Ed è sopratutto da sottolineare come la Rocca cada con l'inganno, a causa di una scelta dei morituri, frutto dell'errore.
Da tutto questo, io credo, è possibile trarre argomenti di interesse per coloro ai quali è dato di vivere in quest'era oscura. Noi sappiamo che secondo le leggi cicliche della manifestazione, anche questa epoca passerà: invertire il processo è impossibile (la dea restituirà la lancia al nemico che ha fallito il colpo), eppure possiamo non essere coinvolti nel processo: chè "lo scandalo sarà ovunque, ma maledetto colui per mezzo del quale sarà dato scandalo". E sarà di nuovo l'inganno a colpire la "cittadella tradizionale" già molto duramente colpita. Ma sotto quali forme si manifesterà l'inganno? Sotto le forme cui siamo abituati? Se sì, che inganno sarebbe?
Saluti.
Milesphoenicis.




Rispondi Citando
