

Ultima modifica di edera rossa; 01-11-09 alle 02:58
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
http://www.novefebbraio.it/


io la intendo come una prospettiva futura alla quale aspirare(anche se anche io credo come te che oggi dei gran soggetti politici per attuarla non se ne vedano..) perchè uno spazio politico ed elettorale per una forza del genere c'è sempre stato in Italia e credo che in futuro ci possa essere di nuovo..sul breve credo anche io che si debba valutare attentamente quello che si sta muovendo in zona Rutelli-Casini..
Repubblicano


Carissimo, prendo spunto dalle tue questioni per fare qualche considerazione.
Mettiamo le carte in tavola di un obiettivo futuro, che rappresenta il traguardo ottimale cui tendere, sebbene il percorso non sia scontato.
Chi sostiene (molti) che Casini prima o poi sarà costretto a decidere da che parte stare, che sta cincischiando per consegnarsi al miglior offerente, che da buon democristiano non sappia stare fuori dalle stanze del potere, non ha capito un tubo della sua strategia. E' solo ottenebrato da una logica bipolare e non riesce a pensare diversamente: si troverà presto spiazzato.
Casini resterà al centro. Autonomo, in attesa di farlo crescere, questo centro. Ciò non toglie che a livello locale si spenda a destra o sinistra, liberamente. Ma sul piano nazionale, continua e continuerà a lavorare per una terza forza. E con profitto, considerato che ha già quasi raddoppiato i suoi voti in tre anni, e che molto si muove, attorno a lui.
Casini è politicamente "giovane", può aspettare. Sa che, uscito di scena Berlusconi, potrà arrivare il suo turno, se nel frattempo riesce a seminare bene. E si è posizionato nel pezzo di terreno che gli consente di crescere, via via che diventeranno più aridi i campi del centrodestra e del centrosinistra.
Casini ha buon gioco, sapendo che l’Italia è un Paese cattolico, che consegnava a suo tempo il 30-40 per cento dei consensi alla DC. Quindi il suo è un bacino molto ampio.
Giustamente XI febbraio afferma che esiste in Italia anche una potenzialità per la cultura laica di stampo liberaldemocratico. È una cultura minoritaria, che non ha mai trovato, negli ultimi anni, una forza politica convincente che la incarnasse. Esiste nella società, ma non propriamente nel panorama politico.
I liberaldemocratici sono sparsi a destra e a sinistra. E’ovvio che pensare di far nascere da una parte sola questa cultura di minoranza significa deprimerla, escludendo a priori una porzione del potenziale elettorato. Al centro, questo progetto è più forte. E può essere complementare alla strategia di Casini beneficiando, sia pure in misura ridotta (poiché il mercato elettorale è più ristretto) degli stessi vantaggi.
Chi conduce questo progetto? Finora nessuno ne ha avuto la forza e il coraggio. Il Pri e i repubblicani avrebbero potuto farlo, ma in condizioni e con leader diversi. Abbiamo predicato a lungo questo sentiero, ma altrettanto a lungo siamo rimasti delusi. Ascoltati sì, magari. Ma delusi.
Però recentemente La Malfa ha capito che il momento era buono. E questo ha sbloccato il partito, lo ha costretto a misurarsi concretamente con un’opzione pressante, che lo condurrà a scegliere.
Contestualmente, si muove Rutelli. Che è la figura in grado di dare visibilità al progetto.
Rutelli, diciamolo, è alquanto sputtanato. Ma per un progetto che non viaggia sui grandi numeri può andare bene. Deve capire (e sta capendo) che la complementarità con Casini si trova su un crinale diverso da quello cattolico-clericale. Altrimenti fa premio l’originale.
I due sono rivali, si studiano, si marcano stretti perché l’ambizione è la stessa. Però si cercano, hanno bisogno l’uno dell’altro. Sanno che insieme possono dare più sostanza all'obiettivo.
Dunque qual è il progetto cui tendere?
Un partito liberaldemocratico alleato all'UdC. Che federi, in nuova veste, tutte le anime della liberaldemocrazia italiana, di cui Rutelli può essere il leader, così come lo fu del partito composito della Margherita. Un uomo camaleontico, in cui ciascuno può risconoscere anche la tonalità del proprio colore. Piaccia o non piaccia, questa è la chiave che può sciogliere il nodo che ha impedito il decollo di questo progetto.
Casini da una parte e Rutelli dall’altra saranno le due anime del centro.
Cosa farà questo centro? Ad oggi possiamo dire che potrà concorrere col PD a creare un’alternativa al centrodestra, soppiantando la sinistra radicale e Di Pietro. Cioè offrirà al PD quell’alternativa di cui ha bisogno per presentare all’elettore un progetto diverso dalle logiche prodiane e veltroniane (la prima fallimentare sul piano governativa, la seconda già su quello elettorale) e convincere il cittadino a votarla. Il fatto che Bersani e Franceschini non abbiano finora manco accarezzato l’idea, la dice lunga sui presupposti sbagliati su cui si è fondato quel partito e quindi sui suoi ritardi strategici.
Domani, poi, per il centro le possibilità si moltiplicheranno, quando il big-bang esploderà anche sul versante destro.
Se i repubblicani saranno della partita, come componente fondante del nuovo partito o, più auspicabilmente, della nuova federazione rutelliana, avranno davanti una nuova stagione, tutta da vivere.
Ultima modifica di Paolo Arsena; 03-11-09 alle 20:53


qualcosa si muove per davvero in zona Rutelli.. Alleanza per l'Italia prima convention a Parma | Parma la Repubblica.it
Alleanza per l'Italia
prima convention a Parma
L'11 e il 12 dicembre la città ospiterà la presentazione della nuova forza politica di Francesco Rutelli: "Un cammino per aggregare coloro che pensano ad un'Italia democratica, liberale, popolare e riformatrice"
Alleanza per l'Italia. Il nuovo partito di Francesco Rutelli terrà battesimo a Parma, l'11 e il 12 dicembre, con una convention nazionale per presentare la nuova forza politica dell'ex Pd.
''Il nostro è un cammino che inizia. Non sono d'accodo con un Partito democratico che va a sinistra, ma lo rispetto e iniziamo, oggi, con tante forze nuove e di esperienza e di convinzione. Un cammino per aggregare coloro che pensano ad un'Italia democratica, liberale, popolare e riformatrice''.
Con questa ''dichiarazione telegrafica'' Francesco Rutelli ha sintetizzato il senso del movimento, del ''soggetto politico'' presentato insieme ad una ventina di parlamentari (tra senatori e deputati) che anno aderito alla sua iniziativa (o che stanno per farlo). La sede della presentazione di ''Alleanza per l'Italia'', questo il nome del movimento, è stata scelta nel seicentesco edificio nobiliare di palazzo Ruspoli nella centralissima via della Fontanella Borghese.
Un movimento-soggetto politico che vuole mettere insieme persone e forze politiche in una ''alleanza'' per rispondere al disagio del Paese. Un ''cammino'' che si intende fare progredire e che avrà un sua prima verifica in una convention nazionale in programma a Parma per l'11 e il 12 dicembre. Nonostante ''l'umiltà''' dichiarata ci si aspetta un allargamento in tempi abbastanza brevi e una diffusione un po' in tutta Italia: ''Attendo da oggi una crescita ulteriore'' ha detto ancora Rutelli preannunciando ''nuove adesioni''.
Presentato anche il logo: ''Alleanza X l'Italia'' nella quale la X è bicolore: verde nella parte sinistra e rossa nella parte destra. Cosciente, forse, del non grande appeal grafico-mediatico, lo stesso Rutelli ha spiegato che si tratta di un ''marchio provvisorio, perché il definitivo sarà deciso dopo una consultazione on line''.
Insieme a Rutelli vi erano Bruno Tabacci (che assumerà il ruolo di portavoce), Pino Pisicchio, Lorenzo Dellai, Massimo Calearo, Giuliano Da Empoli, Gianni Vernetti, Donato Mosella, Marco Calgaro, Andrea Mondello, Claudio Gustavino, Paolo Guzzanti. In sala (in procinto di passaggio) Carlo Scognamiglio, Giorgio La Malfa ('spero di trascinare il mio partito in questo movimento'), Renato Passigli ('sono qui per una attenzione'). Saluti e adesioni da due donne: Linda Lanzillotta e Wilma Mazzocco. (11 novembre 2009)
Repubblicano


Ciao Paolo,
leggo solo ora la tua lucidissima analisi che faccio in toto anche mia.
Ho appunto aperto questo thread proprio perchè sono convinto che in una ipotetica alleanza di centro di qualsiasi natura, non avendo noi la forza elettorale ed economica per andare da soli, dovremmo aggregarci alla ruota come componente laica e liberaldemocratica che a questi serve di certo ( e che non serviva invece al PD) per vendersi come completamente di centro.
Noi Ragioniamo, Il Forum per l'Unità dei repubblicani ed Alleanza Laica devono lavorare insieme per questo nuovo obiettivo, includendo contatti e colloqui con i protagonisti di questa nuova stagione politica che sta per aprirsi. Lo dicevamo da tempo che prima o poi le cose sarebbero cambiate e la logica bipolare non sarebbe durata, alcuni ci prendevano in giro, gli stessi che ci accusano di aver visto altri vedere passare i nostri di cadaveri sul fiume, si rimangeranno gioco forza e molto presto la parola.
Sta per arrivare il nostro periodo, la serietà e la qualità delle idee, pagano alla lunga e non sull'emotività del momento (tipo IDV) la componente laica e liberaldemocratica esiste ovunque ed esisterà anche da noi seppur in condivisione in un contenitore multicolore nel centro dello schieramento politico italiano. Le idee repubblicane e liberali non potramnno mai morire perchè vincenti di diritto ed incontrovertibilmente provate dalla storia. E' giunto il nostro momento. Organizziamoci.


Sul Corriere di oggi caro IX Febbraio c'è un breve articolo che parla di un certo dualismo tra Nucara e La Malfa sui movimenti di Rutelli e soci.In realtà io credo che tutto il PRI non possa che guardare con attenzione a ciò che si muove da quelle parti e soprattutto dalle parti dell'UDC.
Detto ciò,calma e gesso anche perchè non è detto che quando parlano della collocazione di detto centro nello scacchiere politico,Rutelli e Casini intendano la stessa cosa.Vedremo,l'imminenza delle Regionali saprà dirci qualcosa di più in proposito.
Intanto,mi auguro che proceda il lavoro relativo alla ricomposizione nel PRI della piccola diaspora di Bari.
da www.pri.it
Pri e Mre
Basta portare acqua solo ai mulini altrui
di Luca Ferrini
Applausi. Due, tre, quattro, cinque volte, l’intervento di Francesco Nucara al Congresso marchigiano del Movimento dei Repubblicani Europei è stato interrotto dagli applausi spontanei di una sala gremita all’inverosimile.
D’altronde, il saluto del Segretario nazionale del PRI era molto atteso dalla platea. Durante la lucida relazione introduttiva del Segretario regionale marchigiano, Fabrizio Belfiore, infatti, il tema centrale era stato quello della necessità di imboccare, al più presto, la strada di una riappacificazione tra le disperse anime del repubblicanesimo.
La volontà comune, espressa da tutti gli intervenuti, è stata quella di ritrovare l’unità dei repubblicani, per affrontare, insieme e compatti, i gelidi venti del bipolarismo italiano.
"La riunificazione del mondo laico e mazziniano nella sua casa storica" – ha sottolineato il Segretario marchigiano – "è un dovere al quale dobbiamo lavorare tutti con entusiasmo; perché questa è l’unica possibilità per dare al Paese una vera prospettiva liberaldemocratica".
Quasi a voler fornire il necessario cemento ideale alle speranze dell’esponente del MRE, Nucara indicava il primo passo della rotta comune da inaugurare: quello della partecipazione dei giovani repubblicani, provenienti, in egual misura, dalle file del PRI e del movimento di Luciana Sbarbati, ad un corso di formazione politica al termine di questo mese di novembre.
La casa di tutti si costruisce dalle fondamenta. Ed i mattoni del futuro sono proprio i nostri giovani.
Il Segretario del PRI ha voluto poi continuare, nel descrivere le tappe che dovranno portare alla ricomposizione della diaspora repubblicana, a tracciare con forza il sentiero: "Noi eredi di Mazzini ed Ugo La Malfa" – ha sottolineato Nucara – "forse non siamo destinati a guidare le correnti della Storia, ma siamo sicuramente destinati dalla Storia a deviare le correnti sbagliate".
Luciana Sbarbati, nel suo intervento, dopo aver ringraziato sentitamente il PRI per gli sforzi intrapresi per la riunificazione, riprendeva lo spunto per sottolineare come esista una comune veduta critica sulla realtà politica italiana. Per prima, lei stessa, si diceva delusa dal trattamento riservato ai Repubblicani al momento della progettazione e della realizzazione del Partito democratico. Il Segretario del MRE parlava di una sorta di ostracismo culturale, da parte degli eredi della tradizione cattolica e comunista, nei confronti del repubblicanesimo. Qualcuno aggiungeva che neanche dalla parte opposta le cose vanno, poi, tanto meglio.
E allora? E allora, preso atto che quell’"Italia del libero pensiero" che i Repubblicani avrebbero voluto rappresentare, a destra come a sinistra, in realtà, non interessa affatto ai due contenitori politici attuali (pieni di interessi ma vuoti di idee), è necessario, giorno dopo giorno, cominciare a disegnare una casa nostra, comune; "smettendo" – come ha sottolineato il giovane Luca Bartolini, segretario della Provincia anconetana – "di portare solo acqua al mulino degli altri, e tornando a lavorare invece per tutti repubblicani, ovunque oggi essi si trovino (scomodamente) collocati".
Anche perché, come mazziniani, abbiamo ancora dei compiti essenziali da svolgere per il nostro Paese. "Noi Repubblicani" – ha concluso, infatti, tra gli applausi scroscianti della sala, Francesco Nucara – "che abbiamo un immancabile compito di apostolato mazziniano per l’educazione del popolo, oggi, abbiamo un dovere in più, cui non possiamo sottrarci: quello di educare PD e PDL alla democrazia!"
Ultima modifica di lincoln; 11-11-09 alle 16:40


Osservp che gli amico McFly e Lincoln dicono cose non dissimili. Forse è veramente la volta buona...
Due parole però le vorrei spendere per Giorgio La Malfa. Nonostante i sentimenti contrastanti ed altalenanti che suscita in tutti noi, Giorgio, dopo la presa di posizione sul Corriere, a mio avviso è tornato prepotentemente sulla scena, con la sua lucidità ed intelligenza politica.


Sicuro di non aver bisogno di un urgente visita oculistica?
Su La Malfa conoscendoti, non dubito della sincerità del tuo giudizio, però qualcuno potrebbe obbiettare che non suona propriamente come un complimento.
Se è diventato lucido e politicamente intelligente solo con l'intervento del Corriere prima com'era?
:sofico:iaociao:


Personalmente di Rutelli mi fido il giusto ma credo che La Malfa abbia fatto bene a partecipare alla conferenza stampa di ieri e che sia giusto che il PRI valuti tramite congresso le novità che si stanno creando al centro. Vediamo cosa succede intanto credo che sia giunto il momento che i repubblicani, o meglio coloro che ancora si ritengono tali, si ritrovino nell'unica casa possibile ovvero il Partito Repubblicano Italiano come ha detto l'amico Ferrini.
p.s.: un giro a Parma visto la distanza da Ravenna credo che a dicembre l'andrò a fare per sentire con le mie orecchie quel che bolle in zona Rutelli...
Ultima modifica di IX Febbraio; 12-11-09 alle 17:42
Repubblicano


Ultima modifica di brunik; 13-11-09 alle 07:36
Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi