Uranio impoverito
Diana: «Ai militari dico grazie»
«Le forze armate non mi hanno mai e poi mai lasciato solo». Lo ha detto il maresciallo dell’esercito Marco Diana, 35 anni, di Domusnovas, affetto da una rara forma di tumore dopo aver partecipato a missioni in Somalia ed in Bosnia. «Lo Stato Maggiore, i distretti, la Brigata Sassari, mi hanno dato la forza di andare avanti: questo lo voglio sottolineare. Oltre a sostenermi moralmente - ha rilevato - mi hanno aiutato anche economicamente, raccogliendo milioni: le spese per le cure sono infatti ingenti e forse si potrebbero provare terapie nuove in Olanda», ha proseguito Diana: «Sono in cura all’Istituto europeo di oncologia del professor Umberto Veronesi. Ora vorrei un po’ di pace».
Intanto ieri militari hanno lavorato al poligono di tiro di Perdasdefogu per far sparire le tracce di contaminazione da uranio impoverito. Lo denuncia l’Unac (Unione nazionale arma carabinieri). Nei giorni scorsi, spiega il presidente dell’Unac, il maresciallo Antonio Savino, «un geologo denunciò gravissime contaminazioni dei terreni e delle falde acquifere della zona e oggi i militari, muniti di una decina di ruspe, pale e picconi, sono corsi ai ripari cercando di far scomparire ogni traccia dell’ uranio impoverito usato durante le esercitazioni».
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