tratto da L'OPINIONE 6 lulio 2004
Casa Laica : Nord e giovani
La “Questione Settentrionale” è nel nostro Paese se possibile ancor più politicamente determinante dell’annosa questione meridionale.Se infatti attorno ai problemi occupazionali e di sviluppo del Meridione s’incentrano giustamente le preoccupazioni sociali, è il consenso delle regioni del Nord il vero snodo politico della lunga transizione italiana.Altrettanto urgente è affrontare la “Questione Generazionale”. Un’intera generazione, i ragazzi nati negli anni ’70 e ’80, e che oggi hanno 20-30 anni, si chiama fuori dalla vita politica: per disinteresse, per disgusto o a ragion veduta. Comunque, non è coinvolta nei processi decisionali e non pesa nulla negli attuali equilibri di potere. Il dibattito sulle prospettive della costituenda Casa Laica deve a mio avviso mettere all'ordine del giorno entrambe le questioni.
Giorgio La Malfa e Francesco Nucara hanno posto una significativa pietra di riflessione sottolineando nelle ultime settimane la necessità di dare corpo all’attenzione verso il Sud con l’istituzione di un nuovo Ministero per il Mezzogiorno. Altrettanto importante è stata però la recente “provocazione” del Presidente del PRI secondo cui all’ auspicata riduzione della pressione fiscale dovrebbe affiancarsi una parallela spinta all’economia ottenibile aumentando temporaneamente il deficit.Questo spunto cruciale non va affatto lasciato cadere nel vuoto, ma va anzi rilanciato con forza perché proprio questa può essere una prima coraggiosa risposta alle inquietudini settentrionali. Una proposta che può essere colta solo da un governo forte, e interpretata con la necessaria credibilità internazionale solo da chi ha il rigore sui conti pubblici nella propria storia e nel proprio DNA.
Semplificando al massimo, i piccoli e medi produttori del Nord Est come del Nord Ovest, da tempo in sofferenza, hanno patito forse più di tutti l’introduzione della moneta unica e l’attuale livello di cambio Euro/Dollaro, che legati ai vincoli di politica economica impostici dall’adesione all’ Unione Europea hanno prodotto un circolo vizioso a danno della competitività delle nostre imprese e quindi del nostro sistema economico nel suo complesso.Il “ceto medio” settentrionale, sempre più impoverito, ha cercato - ormai nel corso degli ultimi quindici anni - nuovi interpreti delle sue inquietudini passando, dall’inizio degli anni ’90 in poi, prima dalla DC e dal PSI craxiano in massa alla Lega, poi tentando con Forza Italia, flirtando per una brevissima stagione con Emma Bonino ( e questo dovrebbe incoraggiarci ), per poi rifugiarsi in massa, con il voto dell’ultima tornata europea ed amministrativa, nell’astensione. In attesa.
Quanto ai giovani: per la prima volta forse dalla Rivoluzione Industriale, la generazione dei trentenni di oggi è più povera di quelle che l’hanno preceduta. Sempre meno lavoro, sempre più flessibile e precario; l’obbligo di corrispondere contributi previdenziali di cui non si godrà mai, e un esercito di pensionati da mantenere; l’impossibilità economica di “metter su casa” e una nuova famiglia; il “blocco” corporativo in campo professionale, economico, sindacale e politico, che protegge solo chi c’è già, tutela gli equilibri delle generazioni precedenti e li esclude.In più, parliamo di ragazzi – i miei coetanei – che eran più o meno adolescenti ai tempi di Tangentopoli, e di quella stagione conservano la diffidenza verso la politica. Una frattura economica e culturale, dunque. E’ la “generazione del disincanto”. Eppure, le energie questa generazione le ha intatte. Ma le applica al volontariato, non alla politica. E i ragazzi non vanno a votare. Si astengono. In attesa.
Due temi da approfondire.Senz’altro, queste ricerche non possono esser soddisfatte da una estemporanea alleanza elettorale né da un soggetto politico che non coltivi il dibattito interno ed esterno. L’alleanza del PRI con Vittorio Sgarbi, se un difetto ha avuto, è stato quello, data la ristrettezza dei tempi a disposizione, di restare in superficie. Ma è stata comunque un primo passo nella direzione giusta. Non si tratta a mio avviso di dividersi attorno al falso problema di considerare o meno conclusa l’esperienza repubblicana con Sgarbi, o sgarbiana col PRI; piuttosto, è giusto ragionare su come approdare entrambi nella costituenda Casa Laica, sul perimetro e l’arredamento della Casa.
Contro questo sogno depongono 60 anni di vita repubblicana, 60 anni di incomprensioni, particolarismi, bocciature elettorali e accordi posticci sfumati in prossimità del voto. Si devon preparare dunque, a partire da noi repubblicani, le necessarie reti di protezione…Come non lo poteva essere Sgarbi, nemmeno la Casa Laica è la panacea per i nostri mali; non esiston scorciatoie, e nulla può sostituire la fatica quotidiana per costruire il Partito giorno per giorno sul territorio, in Lombardia esattamente come in Calabria.Se epocale, però, come ho provato a evidenziare, è il disagio politico delle parti anche elettoralmente più dinamiche della società italiana, storico è il compito che attende leaders e organizzazioni laiche : socialisti, repubblicani, liberali e radicali.
Per la prima volta nella storia repubblicana, s’intravvede che davvero per tutti gli attori in campo il gioco vale la candela.
Luca Sforzini
Vice Segretario PRI Lombardia
... scrive Paolo Sassetti ....
Quando l'Unità scrive pezzi degni di riflessione:
http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=35923
E questo non è, in fin dei conti, un piccolo, rivoltante regime, una Banana Republic?
Per evitare il (presunto) regime delle sinistre, i Repubblicani possono mandar giù questa situazione?
Possibile che alla fine debba essere Follini il più "laico" della
coalizione, quello che - almeno a parole - denuncia gli inaccettabili intrecci tra potere economico e potere politico?
Anche La Malfa si è dichiarato critico alla porta in faccia a Tremonti:
http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=35912
Ora c'è solo da trarre conclusioni coerenti. "Dio ce la mandi buona"
(dichiarazione di La Malfa all'Unità) non è più sufficiente.
tratto da il Gruppo Yahoo - "I Repubblicani"
http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...ni/message/699
Energici sprechi, di Davide Giacalone
Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’energia (posso dire che m’ero dimenticato ne esistesse una?) va giù duro: gli italiani pagano l’energia elettrica mediamente il 50 per cento più degli altri europei, ed il gas mediamente il 20 per cento in più. Le tariffe non solo sono altissime, ...
(continua al link sotto)
http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...ni/message/702
C’è gente che soffre di complessi, e che complessi!.
Il non essere diventato o non riuscire a diventare; contare qualcosa in qualche posto e poco o nulla in altri posti, venire preso in considerazione o meno da qualcuno o da qualche gruppo, credere di possedere potenzialità utili e non riuscire a metterle a frutto……. mette in condizione alcuni di poter interloquire, solo per il fatto che conoscono, e possono, dire la loro, per via delle moderne tecnologie.
In politica, poi, ci sono tante di quelle cose da dire che, come il calcio italiano, ogni cittadino si sente portato a dire la sua.
Parole…….. Parole……… Parole………
Io resto del parere che ognuno di noi deve svolgere il ruolo che gli è più congeniale, sì, ma nei limiti del la sua fortuna, delle sue cognizioni, della sua operosità.
Il referendum Segni ha obbligato il popolo italiano al maggioritario; la classe politica ha dato una sua interpretazione e…… questi sono i risultati.
In questi momenti, così difficili, di difficoltà planetarie, per la sicurezza e lo sviluppo economico e per le democrazie occidentali, abbiamo una classe politica mestierante, che si coagula intorno a formule, slogan, etichette, prive di filosofia e di ogni genere di etica; una classe di imprenditori il cui principale sforzo è quello di salvare il salvabile...... del proprio portafoglio, ed una massa di cittadini alle prese con i salari sempre più magri, posti di lavoro precari, un futuro sociale incerto.
La mia ricetta. Una repubblica democratica il cui presidente sia anche capo dell’esecutivo, e quindi eletto a suffragio universale. Un Parlamento che sia sovrano del potere legislativo, suddiviso tra Camera dei Deputati, eletti in scala regionale, con sistema proporzionale, e un Senato della Repubblica, con una quota di eletti pari all’80%, gli altri nominati dal Presidente della Repubblica per meriti speciali.
Una magistratura agile, dotata di strumenti, sì, di autogoverno, ma con carriere distinte e promozioni meritate da corsi di aggiornamento, con il preventivo quadro legislativo del Parlamento, che ne disciplina l’esistenza e le funzioni.
Questo in sintesi, per il resto ci vuole solo buona volontà.
Berlusconi è uno, pieno di soldi, ma uno, noi siamo di più. Peccato che non abbiamo Baget Bozzo a consigliarci.
Renato Traquandi, laico, illuminista, mazziniano Arezzo
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tratto dal Gruppo YAHOO"I Repubblicani"
http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...ni/message/705
tratto da IL CORRIERE DELLA SERA 12 luglio 2004
I temi di confronto nel governo
I LEADER
Rimpasto e programma di governo
RIFORME
Federalismo e sistema elettorale
ECONOMIA
Riduzione delle tasse e Dpef per il 2005
Al tavolo delle riforme è in discussione la modifica di tutta la seconda parte della Costituzione. In particolare, tra i temi più delicati il federalismo e la riforma elettorale. Il testo ora in esame alla Camera (sostenuto dalla Lega) attribuisce alle Regioni potere su sanità, scuola e polizia locale, prevede la creazione del Senato Federale e più poteri al premier tra cui quello di sciogliere le Camere. Gli emendamenti presentati dall’Udc ridimensionano la devolution, precisano l’interesse nazionale, attenuano i poteri del premier e ridisegnano quelli del capo dello Stato
La questione della riduzione fiscale (con la revisione delle aliquote) e la definizione del documento di programmazione economica per il 2005 sono i temi di confronto del tavolo economico. Il taglio delle tasse trova in disaccordo i partiti della maggioranza: considerato essenziale dal premier Silvio Berlusconi, l’Udc ha manifestato alcuni dubbi sulla sua opportunità, nell’attuale condizione dei conti pubblici. Inoltre secondo l’Udc servirà una manovra finanziaria per il 2005 da 20 miliardi.
Al tavolo dei leader di partito sedevano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta, il vicepremier Gianfranco Fini (An), il segretario dell’Udc Marco Follini, i ministri leghisti Roberto Castelli e Roberto Maroni, il segretario del Nuovo Psi Gianni De Michelis e il leader del Pri Francesco Nucara. Al centro della discussione la lunga verifica di governo attraverso la ridefinizione degli incarichi e la messa a punto del programma sino a fine legislatura
L'Europa come vincolo. di Davide Giacalone
Il governo pone la fiducia sulla riforma delle pensioni, segnalando così la ferma determinazione in una riforma strutturale. Dopo gli annunci di ³manovra², dopo i tagli e le tasse di Siniscalco, dopo la tardiva e colpevole presa d¹atto della reale situazione delle casse pubbliche, questo, almeno, è un fatto positivo.
Berlusconi ha sottolineato che la riforma delle pensioni è indifferibile, perché lui stesso l¹ha promessa ai colleghi europei, durante la riunione dell¹Ecofin. Ed ancora una volta, quindi, torna l¹idea dell¹Europa come vincolo. E¹ come se dicessimo a noi stessi: certi sacrifici ce li risparmieremmo volentieri, ma visto che è l¹Europa ad imporceli, dobbiamo anche sorbirceli. Il guaio è che l¹idea del vincolo europeo è un¹idea da perdenti, un¹idea che ci portiamo dietro da molti anni, che ha permeato di sé governi d¹opposto colore politico.
Male, perché se si vuole che un Paese, ed i suoi cittadini, guardino positivamente all¹Europa si deve anche viverla come opportunità e conquista, si deve essere capaci di coglierne i vantaggi del grande mercato e adottarne le maggiori tutele dei diritti individuali. Se, invece, come si continua a fare, la si spaccia per amara medicina, si otterrà solo la crescita della protesta e del rifiuto, già presenti, del resto, nelle tasche di tutti noi.
Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it
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tratto dal Gruppo "I Repubblicani"
http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...ni/message/799
tratto da IL MESSAGGERO 5 novembre 2004
STAMATTINA A GIURISPRUDENZA
La Malfa all’Università di Urbino
di MAURO BERNARDINI
URBINO - Il presidente della Commissione Finanze della Camera e presidente del Partito Repubblicano Italiano, onorevole Giorgio La Malfa, questa mattina alle ore 12.00, presso l’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Urbino “Carlo Bo”, terrà una lezione su
“Problemi attuali del sistema finanziario italiano”, nell’ambito del Master in Diritto delle banche e dei mercati finanziari, che vede la partecipazione di 50 professionisti del settore. L’intervento dell’onorevole La Malfa riguarderà sia la nuova legge sul risparmio, attualmente all’esame del Parlamento, sia i problemi strutturali del mercato finanziario italiano e le ragioni della sua debolezza. In particolare La Malfa illustrerà le diverse proposte che il legislatore sta improntando per superare la crisi che ha colpito di recente il sistema
finanziario italiano dopo i casi Parmalat e Cirio. «Il cuore del progetto – ha spiegato La Malfa – riguarda la riorganizzazione dei controlli». E a questo proposito il presidente afferma che si registra «una grandissima
resistenza da parte della Banca d’Italia alla riduzione dei suoi
estesissimi poteri». Sulla crisi finanziaria dell’Università di Urbino, il presidente della Commissione auspica una soluzione affinché il problema si possa risolvere con una legge. Ma precisa che della materia non è stato investito ufficialmente in quanto trattata al Senato.