Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Pieffe........

  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Pieffe........

    te che c'hai le mani un pò in pasta su ospedali & simili, leggi un pò che sta succedendo qua:


    L'ORO DEL TUMORE
    Di Rita Pennarola
    Centoventicinquemila euro e passa per piantonamento e vigilanza nel solo mese di aprile 2004. Ottomilacentosettantasei euro e spiccioli per meno d'un mese di attività, dal 5 al 30 aprile, spesi in "servizi di centralino telefonico dell'Ente". Migliaia e migliaia di euro per lavoro interinale. Ed oltre 600 al giorno per le suites in cui alloggiano i cinque superconsulenti.
    Uno schiaffo in pieno viso agli ammalati di cancro, queste cifre, e alle liste d'attesa che si allungano divorando ogni giorno tempo prezioso e, soprattutto, la speranza. Perché questi conti riguardano l'Istituto per i tumori Pascale di Napoli, dove le politiche aziendaliste decise dal ministro della Salute Girolamo Sirchia ed attuate dal suo inviato di ferro, il commissario straordinario Raffaele Perrone Donnorso, poco o nulla hanno a che vedere con il compito primario del servizio sanitario pubblico: dispiegare forze ed energie per curare gli ammalati.
    Contemporaneamente al tourbillon di assegni, mandati e delibere in favore di vigilantes, addetti al call center e consulenti d'oro, l'istituto ha messo in atto dall'oggi al domani un drastico piano ferie per tutti i dipendenti - compreso il personale sanitario - che ha di fatto svuotato le corsie e chiuso quattro sale operatorie su cinque. Tutti a casa. Il tumore può attendere.

    FATTURE D'ORO
    La prima fattura, la più consistente, rappresenta solo l'inizio del dissanguamento economico previsto dall'ente di via Mariano Semmola per far fronte agli strani e tuttora inspiegati furti di computer avvenuti all'indomani dell'insediamento di Perrone Donnorso. "Un modo ormai purtroppo consueto nel napoletano - commentano alcuni sindacalisti - per far capire subito in questo territorio chi comanda e che bisogna pagare per stare tranquilli". Se infatti l'episodio é tutt'altro che nuovo, non meno scioccante risulta la cifra disposta dal supercommissario proprio nel momento in cui vengono azzerate per settimane o mesi le prestazioni sanitarie avviando un piano di "risanamento" che di fatto la salute la sta sottraendo, forse per sempre, a centinaia di pazienti in attesa.
    Ancor più discusso - benché finora mai reso noto sulla stampa - il secondo appalto, quello per servizi di telefonia e call center. Ad accendere la miccia delle polemiche é innanzitutto il metodo con cui é stato assegnato: "L'affidamento - dicono inferociti alcuni camici bianchi - é stato effettuato con una delibera non del Pascale ma dello Spallanzani, con quale trasparenza amministrativa non é dato capire". Qualche lume può darlo la circostanza che Perrone Donnorso é contemporaneamente commissario straordinario anche allo Spallanzani di Roma dove, proprio in seguito al suo arrivo, si registrarono furiose polemiche sull'abolizione del reparto pediatrico per far posto al Centro Nazionale per il Bioterrorismo voluto da Sirchia durante l'emergenza Sars e tuttora attivo. Destinataria dei primi ottomila e passa euro é la Iterservizi, srl romana amministrata da Leonardo Picariello.
    Per il lavoro interinale - mentre i dipendenti sono in ferie forzate - si sta dando da fare invece la sede italiana di una multinazionale olandese, Lavorint.
    Giovanissima la prima, Iterservizi, che risulta fondata a Roma nel 2004 con oltre 150 mila euro di capitale. Originariamente di proprietà esclusiva del ministero del Tesoro attraverso Fintecna, oggi Iterservizi é per il 50 per cento di una srl dedita a riscossione crediti e servizi di pulizie. Si tratta della avellinese Siges, i canonici 20 milioni di vecchie lire come capitale e due proprietari: il quarantottenne irpino doc Leonardo Picariello, anche amministratore di Iterservizi, e la quarantaduenne Liliana Affinita.
    Dinamicissimo, Picariello in qualche modo non é nuovo ai rapporti con le alte sfere del ministero retto da Sirchia. A parte le forniture per il Pascale, infatti, il manager irpino siede anche in Fanara and Associates, 100 mila euro in dote, destinataria ad aprile 2004 di un grosso appalto del ministero della Salute per l'installazione nei soggetti a rischio di un apparecchio denominato VeriChip. Primo test, naturalmente, allo Spallanzani di Roma con il placet del commissario Perrone Donnorso.
    "La verità - sibilano alcuni addetti nei corridoi del Pascale - é che su questo istituto si sta giocando il braccio di ferro finale tra le due anime contrapposte di Forza Italia. Da un lato, l'asse guidato dal ministro Sirchia e comprendente, oltre allo stesso Perrone Donnorso, suo fedelissimo, anche l'ex titolare degli Interni Claudio Scajola, pronto a rientrare in pista. Sul versante opposto, coloro che si richiamano alla linea del ministro Giuseppe Pisanu, vale a dire l'ex commissario straordinario Sergio Florio, ed il sottosegretario all'Ambiente Antonio Martusciello e soprattutto suo fratello Fulvio, consigliere regionale e firmatario di esposti ed interrogazioni al calor bianco sul caso Pascale".
    Una lettura dei fatti che, a ben guardare, spiegherebbe anche le tante polemiche sotterranee che in questo periodo, soprattutto a Napoli, vedono un partito profondamente diviso e pronto a tirare le somme subito dopo la tornata elettorale. "Fra i motivi principali dell'attrito interno - aggiungono a mezza bocca - soprattutto l'intesa politica fra Sirchia e il governatore Antonio Bassolino, sfociata nei nuovi assetti di vertice del Pascale, che vedono accanto a Perrone Donnorso come numero due il fedelissimo di Bassolino Giuseppe Petrella, deputato Ds".
    A Petrella, secondo le prime indicazioni ancora riservate, sarebbe affidata tutta la mole di attività relativa alla trasformazione del Pascale da Istituto di Ricerca a Fondazione. Una manovra fortemente contestata da sigle sindacali e partiti come i Comunisti Italiani che, guidati dal consigliere regionale Franco Maranta, hanno puntato l'indice su quella che definiscono una "privatizzazione selvaggia". Mentre si profilerebbe già, tra i grandi sponsor della futura "Fondazione Pascale", addirittura un colosso come l'Agip.
    Al supercommissario resterebbe il delicato compito di varare i lavori di ristrutturazione dell'intero complesso ospedaliero. Appalti di grossa consistenza: ben 11 milioni di euro, tanto per cominciare, come ha annunciato lo stesso Sirchia in visita "premio" al Pascale nei giorni scorsi. Ragione di più per allertare le forze politiche e sindacali, molte delle quali sono già pronte ad accendere i riflettori "al fine di evitare - commentano - quello che é già accaduto con la Security Service Sud per la vigilanza, vale a dire l'affidamento del servizio senza regolari procedure".

    UNA QUESTIONE DI SECURITY
    Uno dei faldoni giudiziari relativi alla Security Service Sud é affidato al sostituto procuratore Raffaella Capasso della Dda di Napoli, che sta indagando sulla corposa denuncia presentata da numerosi dipendenti della stessa impresa, molti dei quali rappresentanti delle organizzazioni di categoria Cisas e Cisal. L'accusa viene sostanzialmente riassunta nell'interrogazione parlamentare rivolta appena qualche settimana fa dal deputato dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio al ministro del Welfare Roberto Maroni. A febbraio 2001 la Security Service Sud rileva le spoglie dell'antica compagnia partenopea di vigilanza La Metropoli, finita in tracollo economico e colpita da indagini della sezione criminalità economica della Procura. Per ottenere la prevista autorizzazione, la nuova società "aveva sottoscritto l'atto d'impegno alla tutela del livello occupazionale - scrive Pecoraro Scanio - garantendolo con una cauzione fidejussoria di un miliardo delle vecchie lire, liberata solo con la riassunzione di tutti i dipendenti (518 guardie giurate, 20 amministrativi e 2 tecnici, ndr)".
    In realtà la riassunzione venne effettuata per soli 221 lavoratori, "disattendendo tutti gli obblighi contrattuali assunti precedentemente e mantenendo il resto, 320, in stato di disoccupazione", benché la procedura di mobilità venisse approvata solo un anno dopo. C'é di più. Stando alle denunce presentate in Procura, oltre 200 dipendenti poi riassunti figuravano ancora nelle liste di mobilità e "qualcuno" incassava a loro insaputa le provvidenze dell'Inps. "Senza contare il fatto che - aggiungono - anche quella fidejussione da un miliardo potrebbe essere stata solo virtuale, come stanno cercando di verificare gli inquirenti".
    Ma l'aspetto più inquietante riguarda le lettere anonime contenenti minacce di morte recapitate per posta a numerosi "dissidenti" firmatari delle denunce.
    Mentre si attendono lumi dalla magistratura sull'intera vicenda, sono in tanti a chiedersi perché i vertici del Pascale, all'indomani dell'insediamento, hanno deciso di affidare un servizio delicato come quello della vigilanza ad una ditta finita nel mirino dei giudici, bypassando la normale gara d'appalto come avviene - ma solo in casi eccezionali - quando si é in presenza di un'impresa dotata di particolari meriti sul piano della affidabilità e dell'efficienza.
    Come la Voce aveva già segnalato nel numero di aprile 2004, la Security Service Sud risulta emanazione della Security Service, 2 miliardi di capitale (in lire), ovvero l'impresa di Gallipoli facente capo all'imprenditore Renato Mongillo, di stretta osservanza dalemiana ed a capo di un vero e proprio impero societario. Oltre alle due corazzate Security, Mongillo detiene quote di numerose altre società nella capitale. Fra queste, So.Fi.Le, Monreal Immobiliare, Due A srl, Ecotron Italia, nonché le recenti Ific, Security Service Sistemi e Securtrack, tutte nate nel 2003.


    IL DUCA E I PELLEGRINI
    Un duca alla guida del Pascale. Con tanto di affiliazione all'Augustissima Arciconfraternita dei Pellegrini di Napoli. Fra le tante benemerenze presenti nel curriculum dell'anatomopatologo Raffaele Perrone Donnorso spicca proprio la presenza nell'albo d'oro DEi circa duemila iscritti all'antico sodalizio religioso fondato a Napoli ma comprendente nomi altisonanti anche in altre parti della penisola, soprattutto nella capitale, ma sempre in altissimi ranghi della magistratura, della medicina, dell'avvocatura, dello Stato.
    Ma chi sono le altre star di prima grandezza del firmamento sanitario comprese nell'elenco? Qualche nome. A cominciare da Andrea e Claudio Ruggiero, familiari dello scomparso Adolfo Ruggiero primario per decenni alla rianimazione del Cardarelli. E poi l'urologo Enrico Sanseverino, l'emerito dei Pellegrini Enrico Santoro, i primari del Cto Andrea Tessitore e Salvatore Trocino. Ancora, Angelo Vessia, fratello dell'ex procuratore capo di Napoli Aldo (pure lui iscritto). E il re dell'oncologia partenopea Giovanni Pacilio, il leader della neurochirurgia Antonio Ambrosio, il primario del Pascale Antonio Basso, il noto cardiologo Achille Cittadini, il fondatore delle omonime case di cura psichiatrica Cesare Colucci. Senza contare il presidente nazionale dell'Ordine dei medici Giuseppe Del Barone.
    Uniti da intensa fratellanza religiosa, gli iscritti all'Arciconfraternita professano voti di generoso soccorso verso tutte le situazioni che richiedano il loro intervento. Assai legati agli aspetti iconografici delle celebrazioni liturgiche, in occasione della scomparsa di un confratello organizzano esequie solenni cui prendono parte in gran numero, coperti da manti rossi e paramenti sacri dell'Arciconfraternita.
    Molti anche i magistrati. Oltre al già ricordato Aldo Vessia, negli elenchi troviamo l'ex procuratore generale di Napoli Renato Golia, il napoletano Giovanni Ianniruberto, per anni presidente alla sezione lavoro del capoluogo partenopeo e poi passato a Roma in Cassazione. Fra le toghe di spicco del foro partenopeo, i presidenti di Corte d'Appello Domenico Nastro e Orazio Dente Gattola. Altri vip della magistratura sono poi Francesco Paolo Casavola, Francesco Castiglione Morelli, Bruno Flammia e Mariano Maffei, tutti ai vertici delle istituzioni.
    Infine, il magistrato di Cassaizone Paolo Stile, fratello del celebre penalista Alfonso, difensore del cardinale Michele Giordano, il quale rappresenta naturalmente la più alta autorità religiosa dell'Arciconfraternita dei Pellegrini.

  2. #2
    SENATORE di POL
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    Beh....c'è poco da dire, se non che bisognerebbe guardar meglio dentro a certi contratti e al loro funzionamento per capire sul serio.....in ogni caso se ne vedono proprio di tutti i colori. Un mio caro amico e collega, beneventano, che ha lavorato da noi qualche anno ha avuto la brutta idea di trasferirsi "vicino a casa", per stare con la moglie. Morale lavora nel Provveditorato di un grande Ospedale napoletano. Abiutato a lavorare da noi....lì rischia l'esaurimento nervoso e non riesce proprio ad adattarsi alla follia della gestione. E pensare che quando era da noi era già molto critico su tante cose. Ma ora dice sempre: "non lamentatevi, confronto a dove mi trovo ora....siete una clinica svizzera".

    Shalom

  3. #3
    Veneta sempre itagliana mai
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    In origine postato da Pieffebi
    Beh....c'è poco da dire, se non che bisognerebbe guardar meglio dentro a certi contratti e al loro funzionamento per capire sul serio.....in ogni caso se ne vedono proprio di tutti i colori. Un mio caro amico e collega, beneventano, che ha lavorato da noi qualche anno ha avuto la brutta idea di trasferirsi "vicino a casa", per stare con la moglie. Morale lavora nel Provveditorato di un grande Ospedale napoletano. Abiutato a lavorare da noi....lì rischia l'esaurimento nervoso e non riesce proprio ad adattarsi alla follia della gestione. E pensare che quando era da noi era già molto critico su tante cose. Ma ora dice sempre: "non lamentatevi, confronto a dove mi trovo ora....siete una clinica svizzera".

    Shalom

    si.......ma cavolo sono migliaia di €uri che se ne vanno......e lì è per 3/4 così, anche grazie ai governanti di ora...il che pareva non dovesse succedere più....è questo il grave

  4. #4
    SENATORE di POL
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    In origine postato da pensiero
    si.......ma cavolo sono migliaia di €uri che se ne vanno......e lì è per 3/4 così, anche grazie ai governanti di ora...il che pareva non dovesse succedere più....è questo il grave
    Ripeto: se ne vedono davvero di tutti i colori, come la questione delle valvole cardiache difettose alla Molinette di Torino con due cardiochirughi di fama......finiti in galera....... e tanti episodi persino peggiori. Le tangenti dei politicanti della prima repubblica a confronto erano innocenti sottoscrizioni ....riservate.


    Shalom


    http://www.politicaonline.net/forum/...85#post1203085

  5. #5
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    In origine postato da multietnico
    GRAZIE AI GOVERNANTI DI ORA......PAREVA NON DOVESSE SUCCEDERE PIù....
    cara pensy,ti contraddici....c'era già da molto il malcostume,quando governavano quelli che ora stanno al governo con te.
    i governanti di ora,hanno ereditato quella situazione,e non è facile cambiare l'andazzo.
    c'è da dire comunque che queste cose succedono anche al nord

    ho postato un articolo che coninvolge sia la sinistra che la destra...non dire le tue solite stronzate........

  6. #6
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    Predefinito Re: Pieffe........

    In origine postato da pensiero
    [B]te che c'hai le mani un pò in pasta su ospedali & simili,
    Dio c'aiuti !!! Se mi prende un colpo sulla strada che porta ad Aqui Terme speriamo che il sottoscritto schiatti prima di arrivare all'ospedale...

  7. #7
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Re: Re: Pieffe........

    In origine postato da Esmor
    Dio c'aiuti !!! Se mi prende un colpo sulla strada che porta ad Aqui Terme speriamo che il sottoscritto schiatti prima di arrivare all'ospedale...
    ah beh.....sarà per quello che 3/4 di terroni vengono a curarsi al nord

 

 

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