COPPIE DI FATTO/ DA LEGA E CATTOLICI MURO CONTRO PDL GRILLINI
02/07/2004 - 17:17
Maroni:"Unica famiglia che merita tutela la prevede art.29 Cost"
Roma, 02 lug. (Apcom) - I parlamentari cattolici non ne vogliono neanche sentir parlare, ma per il presidente onorario dell'Arcigay, il diessino Franco Grillini, l'inizio dell'iter parlamentare della proposta di legge sul 'Pacs', il patto civile di solidarietà, e sulle unioni di fatto, calendarizzata ieri in commissione Giustizia alla Camera, rappresenta un "momento storico per l'Italia e per la Repubblica".
Per Luca Volonté, presidente dei deputati dell'Udc, "l'inserimento nell'ordine del giorno non vuol dire nulla: non vedo perché dobbiamo fare pubblicità ad una cosa che non ha ancora alcun rilievo. Quando arriverà in Aula, noi esprimeremo la nostra posizione in merito che, peraltro, è già nota". Anche Rosy Bindi, della Margherita, non ne vuole sapere e invita a rivolgersi ai suoi colleghi di partito che, invece, hanno cofirmato la pdl di Grillini. Tra questi Enzo Bianco, Andrea Colasio, Roberto Giachetti, Antonio Maccanico e Pierluigi Mantini. Fermo il no alla legge anche dalla Lega. "Noi siamo per la famiglia così come definita dall'articolo 29 della Costituzione, l'unica unione che merita sostegno e considerzione pubblica", dice Roberto Maroni, ministro per il Welfare, che sulla Pdl alza un muro: "La famiglia è un'istituzione che ha rilevanza sociale. Tutte le altre unioni per quanto rispettabili devono restare nella sfera privata".
Un'apertura al riconoscimento degli stessi diritti per i figli nati da unioni di fatto arriva da Giuseppe Fioroni, della Margherita, che però puntualizza: non ci deve essere "alcuna tutela per le coppie gay". Grillini comunque ha fatto bene i conti. E la richiesta di calendarizzare il provvedimento di cui è primo firmatario è stata avanzata proprio sull'onda del Gay Pride di domani dove gli omosessuali che sfileranno in corteo per le strade di Roma e i loro sostenitori avranno una bandiera in più da ostentare. "La normativa sulle unioni di fatto - dice il diessino - sarà il tema centrale della manifestazione di domani".
Per evitare, poi, che si ricompatti il partito cattolico che alla Camerà bocciò la legge sul divorzio veloce lo scorso autunno, e affossi tout court la proposta sulle unioni di fatto, Grillini auspica "un iter lungo in Commissione" in modo che si arrivi ad un testo "ampiamente condiviso anche dal fronte non laico del Parlamento". E, in effetti, i margini per un confronto ci sono. Alla pdl di Grillini, cofirmata da altri 161 deputati di tutto il centrosinistra, ne verranno accorpate poi altre 15, tra cui quella di Dario Rivolta (Fi) che la definisce "la più trasversale di tutte: l'hanno firmata 40 deputati tutti di centrodestra, anche Erminia Mazzoni, capogruppo Udc in commissione Giustizia". "Noi non vogliamo costruire con questa pdl una nuova forma di famiglia - spiega il deputato azzurro - tanto è vero che non prevede che la convivenza debba essere per forza di carattere affettivo. Due persone possono decidere di sottoscrivere un 'Pacs' anche se vogliono farsi tutelare dalla società per questioni economiche o di solidarietà". L'unica preclusione è che non possono adottare figli.
Mentre Grillini, infatti, nella sua proposta specifica che l'accordo può avvenire anche "tra persone dello stesso sesso", Rivolta resta su un più generico "patto tra persone maggiorenni per l'organizzazione della vita in comune", una formula che "non esclude - come spiega lo stesso parlamentare forzista - le unioni tra gay ma non le mette al centro del provvedimento".


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