Un messaggio forte e chiaro: inequivocabili i danni all'ambiente da una politica di non decisione; l'industria è pronta ad accettare una produzione sostenibile; strategica una comunicazione adulta e competente. Oltre 6.000 le presenze

GENOVA - Cala il sipario sulla Settimana delle Cultura ambientale di Genova. Da una regione che oltre alle aree protette ha il 28% del suo territorio protetto con i Sic, con i suoi 170 km di posidonia, che fornisce il 40% di energia al resto dell'Italia e attraversata dal 40% di mezzi che entrano nel nostro paese, è arrivato un messaggio forte e chiaro: inequivocabili i danni all'ambiente da una politica di non decisione; l'industria è pronta ad accettare una produzione sostenibile; strategica una comunicazione adulta e competente.
L'efficienza del sistema portuale e più in generale dei trasporti marittimi non può prescindere dal rispetto delle norme a tutela dell'ambiente. Ma non solo: il sistema turistico ed economico della Liguria e in generale del Paese non può sottovalutare l'indotto legato alle attività in mare, per il mare e sul mare. Così Bruno Soracco, direttore generale di Arpa Liguria ha chiuso i lavori del Convegno internazionale su ambiente marino e costiero che ha concluso la Settimana della Cultura ambientale: «I dati di questi cinque giorni ci danno già un'idea dell'interesse e dell'importanza del tema mare: sono state quasi 6mila le presenze». E il saluto è un invito a proseguire il lavoro. «Il Convegno su ambiente marino e costiero è solo al suo inizio: serve progettualità, attuazione concreta dei programmi e degli strumenti presentati in questi cinque giorni per dare vita in futuro ad un confronto su dati reali, su interventi tangibili al servizio di tutta la società, per Genova, che può essere un ponte sul Mediterraneo, per l'Italia e per tutti i Paesi Europei».
Alla cerimonia di chiusura del convegno ha partecipato anche Raimondo Pollastrini, Ammiraglio della Capitaneria di Porto di Genova. «Sono soddisfatto, c'è un'attenzione straordinaria verso l'ambiente negli ultimi anni – ha detto – Nel '70, quando sono entrato a far parte della Marina Militare, il mare non era visto come una risorsa. Cosa importava era tutelare solo gli scambi economici. Oggi, per fortuna, le cose sono cambiate».
Giorgio Cesari, direttore generale di Apat, ha ringraziato l'intero sistema delle agenzie per la protezione ambientale e le istituzioni, nazionali ed internazionali: «Una comunicazione che non ha privilegiato dibattiti interni e che ha voluto evitare qualsiasi forma di percezione distorta. Il confronto è comunque stato alla base dei dibattiti».
Mario Fracchia, direttore del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria: «Un evento internazionale che ha visto Genova e la Liguria impegnate su due fronti: fare ambiente e comunicazione ambientale. La Regione – ha ricordato Fracchia – si è impegnata per il reperimento, a livello nazionale e comunitario, dei finanziamenti necessari per sostenere questo progetto. Inoltre, ha ricevuto durante la Settimana della Cultura Ambientale la certificazione ISO 14001 per le politiche ambientali adottate in questi anni».

Hanno chiuso le sezioni del convengo sul mare Domenico Andreis, amministratore delegato del Rina, Erdhal Ozhan presidente di Medcoast, Herman Journée, presidente della fondazione Ecoports, Felice Lombardo, direttore di Icram.