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  1. #21
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Aspettative sul cambio €/$ nel prossimo futuro.

    In Origine Postato da Amati75
    V'e' un modo per calcolre il rapporto delle due monete, e' la teoria PPP (The Economsit ha un indice che pubblica anche su internet (Big Mac Index), secondo tlae index di PPP, l' EUro e' sorpavalutato.
    Puo' darsi benissimo e ci credo.Io pero' data la situazione del deficit gemello americano temo che per sfavorire le importazioni e
    favorire le loro esportazione si affondi il dollaro.

    Tenere sempre presente le tonnellate di dollari carta sfornate a Washington.

    Temo ma posso sbagliare ! Fammi indovino e ti faro' ricco

  2. #22
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Aspettative sul cambio €/$ nel prossimo futuro.

    In Origine Postato da Ferruccio
    Puo' darsi benissimo e ci credo.Io pero' data la situazione del deficit gemello americano temo che per sfavorire le importazioni e
    favorire le loro esportazione si affondi il dollaro.

    Tenere sempre presente le tonnellate di dollari carta sfornate a Washington.

    Temo ma posso sbagliare ! Fammi indovino e ti faro' ricco
    La polemica sul deficit gemello arriva fino ad un certo punto dato che il Deficit Federale e' composto piu' che altro da spese per la sicurezza che anbche se resteranno con noi possono cmq essere ridotte come successo in passato.
    Il Deficit commericale ha due faccie, quella che si vede e quella che non si vede.
    Ovvero come tuti sappiamo moltissime compagnie USA producono all'estero per poi reimportare nel mercato USA, quindi sono entrate negative per il Deficit commerciale, ma restnao pur sempre prodotti di aziende USA. La cas amadre USA paga la fattura delal sussidiaria produttrice all' estero (in buoba parte dei casi) quindialla fine in molti casi e' solo un entrat aocntabile non relae daot chein molti cvasi poi sono utilizzate banche tipo la Banamex Messicana, controllata da Citigroup.
    Un esempio classico di questi movimenti sono le Maquilladoras in Messico.

    Del resto lo stesso Greenspan, non ha detto propio cosi, ma ha detto chiaramente che l'importante e' creare lavoro, che questo sia in servizzi o in produzione di beni tangibili poco importa, l'importante e' mettere soldi nelle tasche dei consumatori, come questi soldi arrivino e' secondario.

  3. #23
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Aspettative sul cambio €/$ nel prossimo futuro.

    In Origine Postato da Amati75
    Del resto lo stesso Greenspan, non ha detto propio cosi, ma ha detto chiaramente che l'importante e' creare lavoro, che questo sia in servizzi o in produzione di beni tangibili poco importa, l'importante e' mettere soldi nelle tasche dei consumatori, come questi soldi arrivino e' secondario.
    per esempio con una bella guerra
    uomini siate, e non pecore matte,
    sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!

  4. #24
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Aspettative sul cambio €/$ nel prossimo futuro.

    In Origine Postato da Claudio76
    per esempio con una bella guerra
    Ecco una tipica rispota d i uno che legge ititoli dei giornali e si ferma li.. senza offesa.

    La crescita del PIL USA e' spinta per la stragrande maggiorparte dal taglio delle tasse di BUSH e dai conseguenti consumi privati e di famiglie.... una percentuale minoritaria si deve alla maggiore spesa militare...

  5. #25
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito

    Per vedere come si caratterizzano i movimenti di Euro e USD, ovvero che al momento si muovono su singoli risultati di dati, l'altro giorno, il USD e' tornato sopra i 1.23 dato che la creazione di nuovi posti di lavoro e' stata sotto le attese, si sono creati unicamente 120 mila nuovi posti di lavoro nel mese scorso.

    Oggi la Germania ha esposto un dato negativo, ovvero la disoccupazione per la prima volta da Gennaio e' aumentata, e l' Euro e' di nuovo sotto 1.23.

    http://quote.bloomberg.com/apps/news...f7M&refer=home

  6. #26
    Giu' la maschera!
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Aspettative sul cambio €/$ nel prossimo futuro.

    In Origine Postato da Amati75
    V'e' un modo per calcolre il rapporto delle due monete, e' la teoria PPP (The Economsit ha un indice che pubblica anche su internet (Big Mac Index), secondo tlae index di PPP, l' EUro e' sorpavalutato.

    Amati e Ferruccio, potete fare il calcolo per me (il bigmac index si trova su www.economist.com ).
    Sono fuso dal lavoro. senno' lo faccio io domani...
    Mr. Hyde


  7. #27
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Aspettative sul cambio €/$ nel prossimo futuro.

    In Origine Postato da Amati75
    Ecco una tipica rispota d i uno che legge ititoli dei giornali e si ferma li.. senza offesa.

    La crescita del PIL USA e' spinta per la stragrande maggiorparte dal taglio delle tasse di BUSH e dai conseguenti consumi privati e di famiglie.... una percentuale minoritaria si deve alla maggiore spesa militare...
    Penso che nella crescita del PIL USA c'entri molto il fatto che le famiglie USA , aziende , persone etc. sono indebitatissime.
    Lo sviluppo USA e' basato in pratica su di un generalizzato " deficit spending ".

    Altro fattore di sviluppo le spese belliche.Non dimentichiamo che gli USA uscirono dalla grande depressione del 29 solo nel 1941 con la guerra del resto.

    Un saluto

  8. #28
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Aspettative sul cambio €/$ nel prossimo futuro.

    In Origine Postato da Mr. Hyde
    Amati e Ferruccio, potete fare il calcolo per me (il bigmac index si trova su www.economist.com ).
    Sono fuso dal lavoro. senno' lo faccio io domani...;)
    Tale sistema ha il difetto di essere basato su di un solo prodotto e tra l'altro normalmente negli USA tutto quanto e' cibo e' molto
    meno costoso che in Europa e cioe' per la grande competitivita' dell'agricoltura-allevamenti americana.

    Comunque sono andato a vedere il sito dell'Economist che da' l'Euro sopravvalutato del 13% .Non ci credo troppo.

    Un saluto

  9. #29
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Aspettative sul cambio €/$ nel prossimo futuro.

    In Origine Postato da Amati75
    V'e' un modo per calcolre il rapporto delle due monete, e' la teoria PPP (The Economsit ha un indice che pubblica anche su internet (Big Mac Index), secondo tlae index di PPP, l' EUro e' sorpavalutato.
    Se l'indice PPP avesse senso, la Rupia indiana dovrebbe decuplicare il suo valore domani mattina, considerato che un Kg. di pane in India costa un decimo di quel che costa un Kg. di pane a Londra (e, avendo assaggiato il pane inglese, mi sento di escludere che ciò sia da spiegarsi con il fatto che quello indiano possa essere dieci volte più scadente).

    Io sono arrivato alla conclusione che un cambio ragionevole tra € e $ potrebbe essere attorno a 1/9, dal rilievo che M5$ è 9 volte maggiore di M5€ (per il maggior volume dell'indebitamento pubblico, e privato - come acutamente rilevato da Ferruccio. E per la sproporzionata capitalizzazione della borsa : il valore dei titoli quotati in borsa in U$A è il 56 % del valore di tutte le borse mondiali, ma le aziende ivi quotate producono assai meno del 56 % di quanto producono le aziende quotate dell'intero mondo .... il che mi fa pensare che DJI starebbe meglio attorno ai 6.000). La massa monetaria andrebbe raffrontata con il valore della produzione espressa in $ (cioè quella U$A - nei propri confini, anticipo l'obiezione di Amati) o in € (€zona), da raffrontare effettivamente a prezzi equilibrati (ma per i prodotti esportabili, la comparazione dei prezzi è abbastanza facile).

    Se i prezzi U$A fossero del 14 % inferiori di quelli dell'€zona, il flusso import-export dovrebbe procedere dall'area a prezzi più vantaggiosi, verso quella con i prezzi più alti. Non mi sembra sia così - posto che la bilancia degli scambi tra €zona ed U$A segna un attivo di una quarantina di mld di $ all'anno. Ma forse ... gli U$A esportano in Europa solo i BigMac.

    Non più prodotti hi-tech, che - in un precedente post di Amati - venivano indicati come l'unico settore merceologico in cui la quota produttiva degli U$A sarebbe consistente. Gli ultimi dati che ho (Gennaio 2004 , "il declino dell'Italia" di R. Ptrini, ed. Laterza) mi danno che sarebbero "made in U$A" il 16,7 % dei prodotti hi-tech fabbriucati nel mondo ; a seguire Giappone con 9,8 %, Germania con 9,3 %, Francia 5,8% ... Bella Italia con 2,5 %, già superata dal Canada dalla Cina e prossimamente dall'India). Se giapponesi e tedeschi producono un po più della metà dell'Hi-tech americano, essendo rispettivamente poco più e poco meno di un terzo di loro ..... se non piove pioverà (passi che una nazione industriale sia importatrice di materie prime ; passi pure che importi manufatti elementari ad alta intensità di lavoro .... ma se importo anche prodotti tecnologicamente evoluti, è notte).

    Ultimissima chiosa : in un precedente post specificavo che l'uscita degli U$A dal commercio internazionale, causa evaporazione del $, non avrebbe comportato alcuna automatica recessione in Europa. In effetti ormai per l'€zona gli U$A sono un fornitore assolutamente irrilevante, ed un cliente ancor proficuo ma in ritirata generale. Nel 2003 le esportazioni dall'€zona agli U$A sono calate del 18 % rispetto al 2002, le importazioni sono esse pure calate del 16 %.
    Ma sono aumentati gli scambi con la Russia (unico fornitore startegico dell'Europa) e con la Cina .... In fondo, dagli U$A arrivano soli fogli di carta verde. A che servono, in definitiva ? Se ne farà a meno ....

  10. #30
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Aspettative sul cambio €/$ nel prossimo futuro.

    In Origine Postato da Decima Regio
    Se l'indice PPP avesse senso, la Rupia indiana dovrebbe decuplicare il suo valore domani mattina, considerato che un Kg. di pane in India costa un decimo di quel che costa un Kg. di pane a Londra (e, avendo assaggiato il pane inglese, mi sento di escludere che ciò spiegarsi con il fatto che quello indiano possa essere dieci volte più scadente).

    Io sono arrivato alla conclusione che un cambio ragionevole tra € e $ potrebbe essere attorno a 1/9, dal rilievo che M5$ è 9 volte maggiore di M5€ (per il maggior volume dell'indebitamento pubblico, e privato - come acutamente rilevato da Ferruccio. E per la sproporzionata capitalizzazione della borsa : il valore dei titoli quotati in borsa in U$A è il 56 % del valore di tutte le borse mondiali, ma le aziende ivi quotate producono assai meno del 56 % di quanto producono le aziende quotate dell'intero mondo .... il che mi fa pensare che DJI starebbe meglio attorno ai 6.000). La massa monetaria andrebbe raffrontata con il valore della produzione espressa in $ (cioè quella U$A - nei propri confini, anticipo l'obiezione di Amati) o in € (€zona), da raffrontare effettivamente a prezzi equilibrati (ma per i prodotti esportabili, la comparazione dei prezzi è abbastanza facile).

    Se i prezzi U$A fossero del 14 % inferiori di quelli dell'€zona, il flusso import-export dovrebbe procedere dall'area a prezzi più vantaggiosi, verso quella con i prezzi più alti. Non mi sembra sia così - posto che la bilancia degli scambi tra €zona ed U$A segna un attivo di una quarantina di mld di $ all'anno. Ma forse ... gli U$A esportano in Europa solo i BigMac.

    Non più prodotti hi-tech, che - in un precedente post di Amati - venivano indicati come l'unico settore merceologico in cui la quota produttiva degli U$A sarebbe consistente. Gli ultimi dati che ho (Gennaio 2004 , "il declino dell'Italia" di R. Ptrini, ed. Laterza) mi danno che sarebbero "made in U$A" il 16,7 % dei prodotti hi-tech fabbriucati nel mondo ; a seguire Giappone con 9,8 %, Germania con 9,3 %, Francia 5,8% ... Bella Italia con 2,5 %, già superata dal Canada dalla Cina e prossimamente dall'India). Se giapponesi e tedeschi producono un po più della metà dell'Hi-tech americano, essendo rispettivamente poco più e poco meno di un terzo di loro ..... se non piove pioverà (passi che una nazione industriale sia importatrice di materie prime ; passi pure che importi manufatti elementari ad alta intensità di lavoro .... ma se importo anche prodotti tecnologicamente evoluti, è notte).

    Ultimissima chiosa : in un precedente post specificavo che l'uscita degli U$A dal commercio internazionale, causa evaporazione del $, non avrebbe comportato alcuna automatica recessione in Europa. In effetti ormai per l'€zona gli U$A sono un fornitore assolutamente irrilevante, ed un cliente ancor proficuo ma in ritirata generale. Nel 2003 le esportazioni dall'€zona agli U$A sono calate del 18 % rispetto al 2002, le importazioni sono esse pure calate del 16 %.
    Ma sono aumentati gli scambi con la Russia (unico fornitore startegico dell'Europa) e con la Cina .... In fondo, dagli U$A arrivano soli fogli di carta verde. A che servono, in definitiva ? Se ne farà a meno .... :D
    Stando sul terra-terra data anche le mia modestissima
    cultura economica mi ricordo che ancora quando il dollaro valeva
    almeno 2.000 lire un conoscente ebbe a dirmi:ma guardi che se uno le dice qui in America che guadagna 4.000 dollari al mese non significa per niente che guadagna in lire 8 milioni.Sono 4 milioni di lire e basta.

    Sospetto che i bigliettoni DI CARTA verde servono a scaricare i debiti degli USA sugli altri.Costa poco la carta .......................

    Un saluto

 

 
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