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Discussione: Giù le mani da Indro

  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Giù le mani da Indro

    dal quotidiano IL GIORNALE

    " il Giornale del 18/06/2004


    --------------------------------------------------------------------------------

    Montanelli scippato
    Mario Cervi
    --------------------------------------------------------------------------------

    Un'intera pagina dell'Unità di ieri è stata occupata da questa scritta a caratteri cubitali: "Caro Montanelli adesso gli italiani sono vaccinati". In calce lo stemma della Quercia. Del grande Indro si sono così appropriati, profittando della sua assenza, sia Fassino sia Furio Colombo: e non so quale tra i due scippi sia più inquietante. La trovata propagandistica si riferisce ad una battuta che Montanelli pronunciò in un'intervista a Enzo Biagi. "Auguro - disse - la vittoria di Berlusconi, perché Berlusconi è una di quelle malattie che si curano con il vaccino. Per guarire di Berlusconi ci vuole una bella iniezione di vaccino di Berlusconi. Bisogna vederlo al potere, e io credo che il ribaltone sia la più grande sciocchezza che ha fatto l'Italia". Il Montanelli che così si esprimeva era, lo sappiamo, profondamente amareggiato e per questo aggressivo nei confronti del Cavaliere. Eppure aveva detto, nell'aspra foga polemica, una verità. Sì, il ribaltone fu una grande sciocchezza. Ma qui si tratta d'altro. Si tratta cioè del tentativo di utilizzare a fini di propaganda un morto che del suo talento e delle sue qualità umane ha dato innumerevoli prove in una lunghissima vita: una vita che adesso alcuni - valga per tutti il nome di Marco Travaglio - vorrebbero ridurre ad un solo momento infelice, la rottura con Berlusconi e il divorzio dal Giornale. L'affetto alla memoria di Montanelli più che la dedizione alla causa berlusconiana - che ha ben più autorevoli avvocati - m'ispirano per questa trovata un disagio profondo. Che potrebbe anche essere chiamato in altro modo: disgusto.
    Dopo che Indro se ne fu andato mi aveva commosso una sorta di riconciliazione postuma avvenuta tra lui - o il ricordo di lui - e i molti suoi lettori e fedeli che l'avevano abbandonato, ritenendo eccessivi i toni della querelle con il Cavaliere. Di nuovo, Montanelli era di chi l'aveva adorato durante decenni. Ma coloro che gli divennero amici solo perché aveva litigato con il Cavaliere, e che in precedenza l'avevano ricoperto di contumelie, lo richiamano ora in servizio per una operazione di bassa cucina politica. L'avevano bollato come fascista, come esponente d'una destra cotennosa e reazionaria, e d'un tratto l'hanno scoperto risorgimentale, nobile, liberale vero. Ma chi vogliono prendere in giro?
    Non m'interessa di stabilire se gli italiani siano stati o no vaccinati nei confronti di Berlusconi: ma se l'efficacia del vaccino deve essere valutata in base ai risultati delle europee, va pur detto che per gli elettori italiani il vaccino ha avuto effetti contenuti. Chissà che dose da cavallo era stata propinata a inglesi, tedeschi, francesi per provocare un rigetto violento dei governi nei loro Paesi. Stando alla logica diessina (e colombiana, con riferimento a Furio e non a Cristoforo) Schoeder, Chirac e Blair devono averne fatte di cotte e di crude, assai peggio dell'uomo di Arcore. Di cotte e di crude, e oltretutto contraddittorie, perché Schroeder e Chirac erano contro la guerra irakena, Blair a favore. Va a capire.
    La paginata dell'Unità era meschina, provinciale, intrisa di furberia da quattro soldi e di veleno da topi. Voleva ricondurre un avvenimento - nazionale e internazionale - di notevole rilievo alle dimensioni d'una vicenda personale: un contrasto doloroso che divise due personaggi che erano stati amici, e che s'erano reciprocamente stimati . Attribuivo a D'Alema e Fassino uno stile alto, nella polemica. Mi hanno deluso, lo confesso, con questo aggrapparsi a chi non c'è più, Montanelli, per sostenere chi c'è ma politicamente non sta tanto bene di salute, ad esempio il professor Romano Prodi. Parliamo a lungo di Bruxelles, se siamo un pò masochisti: ma lasciamo in pace Fucecchio, e chi ci riposa.
    ".




    Saluti liberali

  2. #2
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    Predefinito

    Indro.....Bibiliografia ......

    Commiato dal tempo di pace. Roma, Il selvaggio, 1935.

    XX Battaglione eritreo. Milano, Panorama, 1936.

    Guerra e pace in Africa Orientale. Firenze, Vallecchi, 1937.

    Albania una e mille. Torino, Paravia, 1939.

    Ambesà. Milano, Garzanti, 1939.

    Giorno di festa. Milano, Mondadori, 1939.

    Vecchia e nuova Albania. Milano, Garzanti, 1939.

    I cento giorni della Finlandia. Milano, Garzanti, 1940.

    Gente qualunque. Milano, Bompiani, 1942.

    Giorno di festa. Nuova ed. ampliata. Milano, Mondadori, 1942.

    Guerra nel fiordo. Milano, Mondadori, 1942.

    La lezione polacca. Milano, Mondadori, 1942.

    Qui non riposano. Milano, Tarantola, 1945.

    Il buonuomo Mussolini. Milano, Edizioni riunite, 1947.

    Morire in piedi. Milano, Longanesi, 1949.

    Padri della patria. Milano, Mondadori, 1949.

    Qui non riposano. 2 ed. Milano, Mondadori, 1949.

    Vita sbagliata di un fuoruscito: A. Herzen, 1811-1871. Milano, Longanesi, 1949.

    Pantheon minore. Milano, Longanesi, 1950.

    Tali e quali. Nuova ed. Milano, Longanesi, 1951.

    I rapaci in cortile. Milano, Longanesi, 1952.

    Tali e quali. Nuova ed. Milano, Longanesi, 1952.

    Andata e ritorno. Firenze, Vallecchi, 1955.

    Lettere a Longanesi. Milano, Longanesi, 1955.

    Mio marito, Carlo Marx. Milano, Longanesi, 1955.

    Busti al Pincio. Milano, Longanesi, 1956.

    Facce di bronzo. Milano, Longanesi, 1957.

    Storia di Roma. Milano, Longanesi, 1957.

    Addio Wanda! Milano, Longanesi, 1959.

    Belle figure. Milano, Longanesi, 1959.

    Il generale della Rovere. Milano, Rizzoli, 1959.

    Il generale [Il generale della Rovere]. Soggetto cinematografico. Roma, Zebra film, 1959.

    Storia dei Greci. Milano, Rizzoli, 1959.

    Storia di Roma. Milano, Rizzoli, 1959.

    Reportage su Israele. Milano, Editrice Derby, 1960.

    Tagli su misura. Milano, Rizzoli, 1960.

    Gli incontri. Milano, Rizzoli, 1961.

    Vita sbagliata di un fuoruscito. Nuova ed. riv., Milano, Rizzoli, 1961.

    Garibaldi. Con Marco Nozza. Milano, Rizzoli, 1962.

    Teatro. Milano, Rizzoli, 1962.

    Gente qualunque. Nuova ed. ampliata. Milano, Rizzoli, 1963.

    Giorno di festa e altri racconti. A cura di Eva Timbaldi Abruzzese. Milano, Rizzoli, 1963.

    Dante e il suo secolo. Milano, Rizzoli, 1964.

    L'Italia dei comuni. Con Roberto Gervaso. Milano, Rizzoli, 1965.

    L'Italia dei secoli bui. Con Roberto Gervaso. Milano, Rizzoli, 1965.

    L'Italia dei secoli d'oro. Con Roberto Gervaso. Milano, Rizzoli, 1967.

    L'Italia della Controriforma. Con Roberto Gervaso. Milano, Rizzoli, 1968.

    L'Italia del Seicento. Con Roberto Gervaso. Milano, Rizzoli, 1969.

    Per Venezia. Venezia, Sodalizio del libro, 1970.

    Rumor visto da Montanelli. Vicenza, N. Pozza, 1970.

    L'Italia del Settecento. Con Roberto Gervaso. Milano, Rizzoli, 1970.

    L'Italia giacobina e carbonara. Milano, Rizzoli, 1971.

    L'Italia del Risorgimento. – Milano, Rizzoli, 1972.

    L'Italia dei notabili. Milano, Rizzoli, 1973.

    L'Italia di Giolitti. Milano, Rizzoli, 1974.

    La fine del Medioevo. Con Roberto Gervaso. Milano, Rizzoli, 1975.

    I libelli. Milano, Rizzoli, 1975.

    Il generale della Rovere. Nuova ed. Milano, Rizzoli, 1976.

    Incontri italiani. Milano, Rizzoli, 1976.

    L'Italia in camicia nera. Milano, Rizzoli, 1976.

    I protagonisti. Milano, Rizzoli, 1976.

    Controcorrente I. A cura di Marcello Staglieno. Milano, Società Europea di Edizioni, 1979.

    Cronache di storia. Milano, Editoriale Nuova, 1979.

    L'Italia littoria. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1979.

    L'Archivista : tra cronaca e storia. Con Marcello Staglieno, Renato Besana. Milano, Società Europea di Edizioni, 1980.

    Controcorrente II. A cura di Marcello Staglieno. Milano, Società Europea di Edizioni, 1980.

    L'Italia dell'Asse. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1980.

    L'Italia della disfatta. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1982.

    Qui non riposano. Nuova ed. Venezia, Marsilio, 1982.

    Leo Longanesi. Con Marcello Staglieno. Milano, Rizzoli, 1984.

    L'Italia della Repubblica. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1985.

    Professione verità. Bari, Laterza & La Spezia, Cassa di Risparmio della Spezia, 1986.

    Sommario di Storia d'Italia dall'Unità ai giorni nostri. Con Paolo Granzotto. Milano, Rizzoli, 1986.

    Controcorrente: 1974-1986. Milano, Mondadori, 1987.

    Figure & Figuri del Risorgimento. Postfazione di Marcello Staglieno. Pavia, Editoriale Viscontea, 1987.

    L'Italia del miracolo. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1987.

    Montanelli narratore. Milano, Rizzoli, 1988.

    Ritratti. Milano, Rizzoli, 1988.

    L'Italia dei due Giovanni. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1989.

    Milano Ventesimo Secolo. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1990.

    Caro direttore. Milano, Rizzoli, 1991.

    Firenze. Milano, Mondadori, 1991.

    L'Italia degli anni di piombo. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1991.

    Dentro la storia. Milano, Rizzoli, 1992.

    Il testimone. A cura di Manlio Cancogni, Piero Malvolti. Milano, Longanesi, 1992.

    L'Italia degli anni di fango. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1993.

    Istantanee: figure e figuri della Prima Repubblica. Milano, Rizzoli, 1994.

    L'Italia di Berlusconi. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1994.

    Eppur si muove: cambiano gli italiani? Con Beniamino Placido. Milano, Fabbri, Corriere della Sera, 1995.

    L'impero. Firenze, Sansoni, 1995.

    Indro Montanelli: la mia Voce. Intervista con Giancarlo Mazzuca. Milano, Sperling & Kupfer, 1995.

    Il meglio di Controcorrente: 1974-1992. Milano, Fabbri, Corriere della Sera, 1995.

    Una voce poco fa. Bologna, Il mulino, 1995.

    L'Italia dell'Ulivo. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1997.

    Caro lettore. Milano, Rizzoli, 1998.

    L'Italia del Novecento. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 1998.

    Le stanze: dialoghi con gli italiani. Milano, Rizzoli, 1998.

    L'Italia del millennio: sommario di dieci secoli di storia. Con Mario Cervi. Milano, Rizzoli, 2000.

    La stecca nel coro 1974-1994: una battaglia contro il mio tempo. A cura di Eugenio Melani. Milano, Rizzoli, 2000.

    Colloquio sul Novecento: 31 gennaio 2001, Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio. Con Vittorio Foa, Rita Levi-Montalcini, Indro Montanelli, Leopoldo Pirelli; coordinato da Maurizio Viroli; introdotto da Luciano Violante, Roma, Camera dei Deputati, 2001.

    Le nuove stanze. Milano, Rizzoli, 2001.

    Corruzione in Italia: Chiesa, politica ed università. Domenico Pacitti intervista Indro Montanelli per il Times di Londra [in inglese]. JUST Response, giornale attivista (www.justresponse.net), Firenze & Londra, 22 luglio 2003.

  3. #3
    SENATORE di POL
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    Indro Montanelli fu come le aquile e voi siete le galline, e se ben è possibile all'aquila abbassarsi al livello delle galline, mai una gallina potà volare all'altezza delle aquile. Questo anche per dire che il titolo è la parafrasi del "Giù le mani da Rosa Luxemburg" di Lenin. Rosa Luxemburg, dirigente dell'ala marxista-rivoluzionaria della socialdemocrazia tedesca (e polacca, e in quanto tale....in qualche modo...russa, durante l'Impero) che pur aveva seccamente accusato Lenin e Trotzky di aver "soppresso la democrazia" in Russia, attaccandoli duramente nel suo libro sull'ottobre russo.

    Mario Cervi che fu intimo amico e collaboratore di Montanelli, che ancora negli ultimi anni fu con Montanelli co-autore di numerosi libri, e che da Montanelli fu diviso soltanto dal giudizio sul nuovo CentroDestra italiano.....ha spiegato per bene ogni cosa.

    Saluti liberali

  4. #4
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    Sarebbe interessante riportare tutti gli insulti riservati a Indro Montanelli dagli "intellettuali" della sinistra [anche cattolica] durante decenni di storia italiana, in particolare quelli che riservarono al toscano i titoli di ....reazionario, filo-fascista o cripo-fascista, avversario del popolo, anticomunista viscerale, "rincitrullito" conservatore
    ..... Tutte penne rosse, rosa e a pallini rossi che scrivevano, riconoscendo ad Indro la "bella penna", e solo quello, su "prestigiose" testate come L'Unità, Il Manifesto, Paese Sera, La Repubblica.....per non dir del Corriere della Sera ottoniano dal quale fu costretto ad andarse per fondare, con l'aiuto di Berlusconi, IL GIORNALE nuovo....
    Sarebbe un compito immane, al di sopra delle mie forze.
    Nessuno nega le forti polemiche (personali e personalisticamente determinate) di Indro contro Berlusconi, nell'ultimo decennio. Ma questo non autorizza ne' i suoi (di Indro) pluridecennali calunniatori, insultatori, infangatori, accusatori e......anche azzoppatori......ad appropriarsene.
    Lo ribadisco: GIU' LE MANI da INDRO MONTANELLI!

    Shalom

  5. #5
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    In primo luogo Indro ha specificato che continuare la polemica con i comunisti e i loro servi (molti nella DC di sinistra) dopo la sconfitta del comunismo (sancita anche dal fatto che il PCI fu costretto a cambiar nome, e che a suo avviso il rifondarolismo era un fenomeno folckloristico...) sarebbe stato come "guerreggiare contro la croce rossa", in secondo luogo il suo antiberlusconismo è largamente impolitico e determinato da ragioni di rancore personale che personalmente non mi permetto di discutere. Mario Cervi e Staglieno, due dei suoi più cari amici, e tanti altri della sua cerchi non passati con Orlando a cantar le lodi degli amici di Castro...hanno spiegato più volte le ragioni personalistiche che muovevano Indro contro Berlusconi. Montanelli è per il resto sempre stato, fin dai tempi del fascismo (dalla sua amicizia con Berto Ricci e ...camerati)....in qualche modo la ...sinistra della destra......ma l'ITALIA DI BERLUSCONI l'ha voluta scrivere a 4 mani con Mario Cervi, che aveva su questo punto opinioni diverse dalle sue (unico punto vero di discordia).
    Per il resto....
    Montanelli subì per decenni attacchi, critiche, insulti e anche pallottole...da sinistra e solo da sinistra. Nessuno nega che con Berlusconi ruppe una pluridecennale amicizia e che da allora il suo risentimento contro il "cavaliere" fu caustico come non mai. Ma questo non autorizza il primo gruppo, quello che per decenni lo qualificò come fascista, criptofascista, reazionario, nemico del popolo ....e con tanti insulti anche peggiori....anche se più eleganti....ad appropriarsene.

    Giù le mani da Indro Montanelli!

  6. #6
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    pennivendolo è un termine brigatista, della peggiore tradizione degli opposti estremismi......Ogni volta che un giornalista, tra cui Indro Montanelli, veniva azzoppato (o a volte ucciso, come Tobagi) dai comunisti combattenti......nella "risoluzione strategica" e nella rivendicazione costui era definito pennivendolo.
    Indro Montanelli prima di dover andar via da il Giornale fu costretto ad emigrare dal Corriere della Sera per sfuggire alla sua direzione sinistroide e dal suo Comitato di Redazione "bolscevizzato" che Indro chiamava con disprezzo...."Il Soviet di Redazione". Ma avete la memoria corta..... e dimenticate che Montanelli fu amico e finanziato da Berlusconi per anni e anni.... quando a detta di Travaglio si sarebbe già dovuto dubitare delle "origini" dei denari di uno dei più grandi imprenditori italiani.....
    Allora o Indro Montanelli durante tutti quegli anni non vide (e allora gli date dello stupido) o finse di non vedere (e allora lo definite complice). Siate conseguenti con il vostro odio.....e non pensiate che Montanelli fosse un figliuol prodigo.
    Ripeto che non metto in discussione le ragioni che l'ultimo Montanelli aveva per avversare l'ultimo Berlusconi (quello della discesa in campo), ma la sinistretta e i suoi calunniatori professionali de L'UnitàdeiBugiardi o di Menzognacontinua o del Soviet di Redazione di qualche giornale borghese.....non hanno le carte in regola per appropriarsi della battaglia personale e personalistica (magari nobile) di Montanelli contro Berlusconi. Montanelli non fu il figliuol prodico, non rinnegò il suo passato di anticomunista viscerale. Ritenne altre battaglie, personali, di maggiore attualità. Mario Cervi ...Staglieno....Gervaso ....tanti suoi amici non furono d'accordo con lui. Egli non li chiamò mai pennivendoli. Rimasero amici e collabotori, scrissero ancora insieme. Era una persona per bene, anche quando sbagliava.

    Saluti liberali

  7. #7
    SENATORE di POL
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    non si tratta di copy-right.....si tratta di linguaggi sintomatici di una mentalità illiberale e radicalmente inconciliabile con la democrazia che vuole che chi la pensa diversamente sia ...un venduto....
    Quello che credeva Berlusconi pagando Indro, e quello che pensava Indro accettando i danari di Berlusconi, per tanti anni, e' del tutto irrilevante innanzi alla sua sostanziale mancanza di argomenti estranei alla polemicuzza alla UnitàdeiBugiardi e alla MenzognaCOntinua.......giustamente smascherata nella sua miseria morale (da piccola propaganda da piccoli ideali politici) da Mario Cervi. La "grandezza" di "Montanelli" per taluni rientra solo nel suo tardivo antiberlusconismo. Ma Montanelli non merita di essere ridotto all'antiberlusconismo perchè la sua grandezza nasce ben prima, ad esempio negli anni trenta e quaranta, e continua durante decenni di irriverenza verso ogni potere, ma di saldo e viscerale anticomunismo e antisinistrismo. Il Montanelli antiberlusconiano non può essere isolato dal Montanelli "pennivendolo" di Berlusconi nelle battaglie per la libertà contro la sinistra italiana, che nei suoi obiettivi strategici e storici......vedeva quella libertà come una conquista provvisoria da superare in equilibri politici e sociali più avanzati, simili a quelli che già trionfarono nell'est Europa. Il resto è un bla bla bla moralistico e travagliesco, ossia del tutto incompatibile non solo con la libertà, ma con la verità e l'onestà intellettuale.

    Giù le mani da Indro Montanelli!

    P.S: nessuno vuole l'oblio di Montanelli, ma c'è chi vorrebbe l'oblio per i suoi primi sette decenni di vita intellettuale: VOI!


    Saluti liberali

  8. #8
    SENATORE di POL
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    Berlusconi pagava Indro da molti e molti anni prima di decidere di fare il suo "partito azienda", e Montanelli accettò di buon grado quei danari, e fu amico di Berlusconi anche in anni in cui Scalfari già lo attaccava "perchè le sue tv portavano via risorse alla carta stampata" e altre amenità.....dell'ex redattore di ROMA FASCISTA (che a differenza di INDRO per decenni negò squllidamente il suo passato in camicia nera)....
    quanto agli insulti lei non è secondo proprio a nessuno.....e alle insinuazioni calunniose....tanto meno....


    ottima la biografia di MOntanelli scritta da Staglieno ......

    Saluti liberali

  9. #9
    SENATORE di POL
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    Travaglio? Ma non scherziamo.....
    Montanelli non riteneva che Berlusconi dovesse entrare in politica, così come nel 1954 fu contrario al fatto che i "centomila bastonatori" anticomunisti che dovevano difendere la libertà d'Italia fossero guidati dal conte Cini. Si informi meglio [non certo con la spazzatura travagliesca]. Nel 1994 Montanelli pensava che Berlusconi non dovesse e non potesse "scendere in campo", che se lo faceva danneggiava la causa dei moderati esclusivamente per fini personali. Nel 1954 analogamente, pur appoggiando e perorando la strategia dei "bastonatori" ....considerò non all'altezza il Cini [ pensandolo anche opportunista] anche se disse che poteva appoggiare il movimento "dall'esterno", e comunque non da posizione preminente.

    Si informi.

    Saluti liberali

  10. #10
    SENATORE di POL
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    Non esistono liberali puliti o sporchi, esistono liberali e illiberali. Esistono poi varie correnti del liberalismo, da quelle che confinano con il conservatorismo a quelle che confinano con il progressismo sinistro. Travaglio è stato un cronista de IL GIORNALE, ora scrive per fogli che nulla hanno a che fare con NESSUNA versione, neppure la più radicale di sinsitra del liberalismo, e la sua impostazione giustizialista e giacobina è lontana dal liberalismo come Karl Marx era lontano dal cristianesimo.
    Quanto a Montanelli il suo sostegno alle iniziative di difesa dell'Italia dal comunismo e le sue epistole con l'ambasciata americana, dimostrano che il suo liberalismo, per moltissimi versi, per tutta una fase storica, era nel concreto del tipo di quello che fu di Edgardo Sogno. Ma questo ultimo non fu mai disponibile a "turarsi il naso", però era un combattente politico e non un giornalista intellattuale.
    Certo che leggendo Travaglio di Montanelli si rischia di sapere poco o nulla, e soprattutto male. Credo che lei non abbia mai neppure sentito nominare dei "centominal bastonatori" anticomunisti invocati da Indro negli anni cinquanta, come non ha mai sentito dire che Moro nel 1962 disse che l'anticomunismo era un dovere imprescindibile per i democratici cristiani. Le versioni che oggi circolano nelle librerie, sui due personaggi, ce li mostrano invece quasi come "compagni di strada" della sinistruzza illiberale, quelle a cui lei presta i suoi servigi. Versioni, inutile dirlo, che sono tipiche di tutta la "cultura" della sinistra di questo paese: incompatibili con i fatti, incompatibili con la verità, incompatibili con l'onestà. Si travagli pure.

    Giù le mani da Indro Montanelli!


    Saluti liberali

 

 
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  4. Indro Montanelli
    Di tenerino (POL) nel forum Centrodestra Italiano
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  5. Grazie Indro
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