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Discussione: Non sei nessuno!!!

  1. #1
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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    Talking Non sei nessuno!!!

    CRONACHE
    Cambia il catalogo delle ingiurie
    «Non sei nessuno». Lo pensate? Meglio tacere
    di Beppe Severgnini
    La fisiologia dell'insulto è materia affascinante. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Giulio C., condannato dal Tribunale di Trieste per aver detto a un posteggiatore «Tu non sei nessuno!». Sono convinto che, se l'imputato avesse gridato «Stronzo!» (scusate, ma è una citazione scientifica), il ricorso sarebbe stato accolto. «Stronzo!», infatti, ha perso ogni forza eversiva: non offende, informa. Un tempo era linguaggio da stadio, da caserma o da confidenze in ascensore: roba forte, che dava soddisfazione. Oggi l’espressione si usa nei film per famiglie, in televisione, nei consigli di amministrazione; il prossimo passo sono le omelie. Madri quarantenni sorridono, quando i figli adolescenti le chiamano in quel modo (e, permettendolo, dimostrano che i ragazzi non hanno tutti i torti).

    «Tu non sei nessuno!», invece, è un insulto vero. La quinta sezione penale della Cassazione, quando parla di «espressione lesiva della dignità della persona», ha ragione. In un Paese popolato da 58 milioni di casi eccezionali, la frase «Tu non sei nessuno!» nega l’esistenza in vita (sociale) del soggetto. Diventa un commento esistenziale, un’ingiuria ontologica (tranquilli, questa non è una parolaccia).

    Tutti, in Italia, siamo convinti di essere qualcuno: ce lo dice la pubblicità, quindi dobbiamo crederci. Abbiamo un nome, un cognome, un codice fiscale e una serie di rimostranze; un quarto di noi è presidente di qualcosa, gli altri tre sperano (o rifiutano) di diventarlo. Quest’estate andremo a imbottigliarci da qualche parte e leggeremo articoli sul caldo. Esistiamo, insomma. Chi lo nega è meritevole di sanzione penale.

    Da tempo la Cassazione si occupa di stabilire cosa costituisce ingiuria. Per aver risposto al capo «Lei mi sta rompendo», un operaio milanese s’è visto confermare il licenziamento in tronco (nessuna attenuante, nemmeno per quel rispettoso «lei»). Anche la frase «Ti comporti come un bambino» è stata giudicata ingiuriosa (fossi un bambino, protesterei: di solito sono gli adulti a commettere le idiozie più grosse). L’espressione «Non mi rompere i coglioni!» invece non turba la coscienza sociale, hanno spiegato i giudici, dimostrando di avere spesso il televisore acceso.
    Queste decisioni, per quanto interessanti, riguardano però il passato. Ma nell’anno quarto del ventunesimo secolo, lo studio più interessante è invece un altro: non valutare gli insulti vecchi, ma studiarne di freschi e originali. Alle ingiurie, in altre parole, accadrà quello che già succede ai telefonini e alle metafore: per essere efficaci, devono essere nuove. «Tu non sei nessuno!» - l’abbiamo appurato - è un’offesa moderna. Cos’altro? Tra gli insulti politici - tramontati «Comunista!» e «Fascista!» - è in ascesa

    «Democristiano!» (Berlusconi si sta già allenando, ma Follini fa finta di niente). Tra le ingiurie sociali, potrebbe affermarsi «Taci, che non hai neanche l’aria condizionata in macchina!». Resta, poi, l’enorme campo delle offese legate all’aspetto fisico. Una volta si diceva «Ciccione!», oggi si dice «Obeso!» (più tecnico, più feroce). Un tempo si urlava «Vecchiaccio!». Oggi potremmo gridare: «Guardati: ti scende la tinta dei capelli!». Ma poi ci denunciano. L’interessato e la casa produttrice.
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  2. #2
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    Buffone,fatti processare!!

  3. #3
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    Avete fatto bene a mettermi in guardia riguardo all'offesa "non sei nessuno": avevo in mente di inserirla in un post su FOLLINI (motivandola ovviamente con un curriculum), ma mi limiterò - se il caso - a dargli del VOLTAGABBANA.
    [IMG] http://movies.yahoo.com/shop?d=hv&id=1800217371&cf=pg&photoid=428334&intl= us [IMG]

  4. #4
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    He he he, Severgnini è sempre gradevolissimo....

  5. #5
    TORINO E' GRANATA
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    BOUGIA NEN autentico, cioè come per l'Esercito Piemontese, io NON ARRETRO MAI !!
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    Predefinito Re: Non sei nessuno!!!

    In Origine Postato da Shaytan
    CRONACHE
    Cambia il catalogo delle ingiurie
    «Non sei nessuno». Lo pensate? Meglio tacere
    di Beppe Severgnini
    La fisiologia dell'insulto è materia affascinante. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Giulio C., condannato dal Tribunale di Trieste per aver detto a un posteggiatore «Tu non sei nessuno!». Sono convinto che, se l'imputato avesse gridato «Stronzo!» (scusate, ma è una citazione scientifica), il ricorso sarebbe stato accolto. «Stronzo!», infatti, ha perso ogni forza eversiva: non offende, informa. Un tempo era linguaggio da stadio, da caserma o da confidenze in ascensore: roba forte, che dava soddisfazione. Oggi l’espressione si usa nei film per famiglie, in televisione, nei consigli di amministrazione; il prossimo passo sono le omelie. Madri quarantenni sorridono, quando i figli adolescenti le chiamano in quel modo (e, permettendolo, dimostrano che i ragazzi non hanno tutti i torti).

    «Tu non sei nessuno!», invece, è un insulto vero. La quinta sezione penale della Cassazione, quando parla di «espressione lesiva della dignità della persona», ha ragione. In un Paese popolato da 58 milioni di casi eccezionali, la frase «Tu non sei nessuno!» nega l’esistenza in vita (sociale) del soggetto. Diventa un commento esistenziale, un’ingiuria ontologica (tranquilli, questa non è una parolaccia).

    Tutti, in Italia, siamo convinti di essere qualcuno: ce lo dice la pubblicità, quindi dobbiamo crederci. Abbiamo un nome, un cognome, un codice fiscale e una serie di rimostranze; un quarto di noi è presidente di qualcosa, gli altri tre sperano (o rifiutano) di diventarlo. Quest’estate andremo a imbottigliarci da qualche parte e leggeremo articoli sul caldo. Esistiamo, insomma. Chi lo nega è meritevole di sanzione penale.

    Da tempo la Cassazione si occupa di stabilire cosa costituisce ingiuria. Per aver risposto al capo «Lei mi sta rompendo», un operaio milanese s’è visto confermare il licenziamento in tronco (nessuna attenuante, nemmeno per quel rispettoso «lei»). Anche la frase «Ti comporti come un bambino» è stata giudicata ingiuriosa (fossi un bambino, protesterei: di solito sono gli adulti a commettere le idiozie più grosse). L’espressione «Non mi rompere i coglioni!» invece non turba la coscienza sociale, hanno spiegato i giudici, dimostrando di avere spesso il televisore acceso.
    Queste decisioni, per quanto interessanti, riguardano però il passato. Ma nell’anno quarto del ventunesimo secolo, lo studio più interessante è invece un altro: non valutare gli insulti vecchi, ma studiarne di freschi e originali. Alle ingiurie, in altre parole, accadrà quello che già succede ai telefonini e alle metafore: per essere efficaci, devono essere nuove. «Tu non sei nessuno!» - l’abbiamo appurato - è un’offesa moderna. Cos’altro? Tra gli insulti politici - tramontati «Comunista!» e «Fascista!» - è in ascesa

    «Democristiano!» (Berlusconi si sta già allenando, ma Follini fa finta di niente). Tra le ingiurie sociali, potrebbe affermarsi «Taci, che non hai neanche l’aria condizionata in macchina!». Resta, poi, l’enorme campo delle offese legate all’aspetto fisico. Una volta si diceva «Ciccione!», oggi si dice «Obeso!» (più tecnico, più feroce). Un tempo si urlava «Vecchiaccio!». Oggi potremmo gridare: «Guardati: ti scende la tinta dei capelli!». Ma poi ci denunciano. L’interessato e la casa produttrice.
    già il quadretto della mamma quarantenne e del pargoletto che la chiama "STRONZA" fa ridere......( ai miei tempi come del resto alla grande maggioranza dei forumisti della mia generazione...se mi fossi azzardato ad appellare in si modo mia madre...be cazzi miei !!)....ma sapete com'è i tempi cambiano....ed anche la demenza di taluni illuminati uomini di giustizia probabilmente...

 

 

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