lo pensava lo diceva L.TROTSKY, lo scriveVA da tempo:l'antiLIBERISMO è un dovere morale. Giustissimo! E' veramente cosa buona e giusta, non v'è dubbio alcuno. Ed io voglio rincarare la dose articolando un pò i termini della questione.
La concezione classica, greca ed anche cristiana, della vita e dell'educazione ha sempre sostenuto che l'uomo E IL LAVORATORE è strutturato fondamentalmente secondo una duplice dinamica, da un lato, la virtù, dunque l'ethos individuale, l'etica, il mos maiorum secondo i latini, introiettato e reso pensiero personale; dall'altro, il pensiero individuale,LIBERO ED ANCHE COLLETTIVO, il retto pensiero, la recta ratio secondo la sana e buona scolastica: l'uomo E il LAVORATORE , in quanto tale, è dotato di virtù eccellente e retto pensiero. Tutto questo evidentemente all'interno di un impasto di mozioni ed emozioni variamente in moto a seconda delle situazioni e delle reazioni individuali E COLLETTIVE. Come si sa,LAVORARE ED AVERE DIGNITA' sono un tutt'uno, ciò vale anche per il costume etico individuale e la retta ragione: la persona E IL LAVORATORE è sempre unità complessa e genialmente stratificata.
Ebbene, se applichiamo questa concezione al contesto dell'antiLIBERISMO NECessario abbiamo questa soluzione: l'antiLIBERISMO è non solo necessità morale, ma anche necessità terapeutica, funzione necessaria, per così dire, al buon andamento della psiche e del pensiero.
Perché? In primo luogo, perché iL LIBERISMO,in se stesso, è una malattia del pensiero e dello spirito. Esso millanta la possibilità totalizzante da parte del CAPITALISTA E PADRONE di risolvere il problema del'ECONOMIA e della giustizia annientando, sic et simpliciter, ogni angolo di DIGNITA'd'azione del LAVORATORE E DELLE PERSONE MENO FORTUNATE, che non sia previamente definita ed inserita nell'organigramma ideologico CAPITAL IMPERIALISTA dominante. Una mostruosità assoluta che non ha pari nella storia dell'umanità. Inoltre, una malattia psichica che trae alimento da una evidente distorsione cognitivistica detta, in termini tecnici, del IO VINCO E TU MUORI; in sostanza, una forma criptonichilistica DEL PROFITTO che vorrebbe ridurre IL LAVORATORE E L'UOMO dettando la formula diabolica: egli "non è nient'altro che...CARNE DA CANNONE DA SACRIFICARE SULL'ALTARE DELLA PRODUZIONE E DEL PROFITTO". E chi ha mai visto un' altra concezione più micidiale e distruttiva di questa?
E'una pura malattia psichica che poi alimenta una deformazione spirituale, che potremmo dire di tipo gnostico, la quale prevede la presenza di una setta di "puri" e "sapienti" alla guida di questo "processo di trasformazione dell'umanità IN MERI PRODUTTORI DI RICCHEZZA MATERIALE ALTRUI,A BENEFICIO DI POCHI "ELETTI". Essere antiLIBERISTI, quindi, equivale a preservare la psiche e lo spirito da questo cancro divorante. Questa visione ideologica è totalmente contraria alla sana concezione UMANA fondata sul duplice fondamento classico-DEMOCRATICO.
La barbarie, che ha modellato una selva di "idee assassine", come ha mirabilmente scritto L.TROTSKY, è stata sotto gli occhi di tutti non solo ad OWEST, ma anche - eccome! - ad EST,nelle università italiane, nei salotti CAPITAL-chic, nelle fondazioni cosiddette "LIBERISTE", nelle scuole, perfino nei condomini e nei consigli di classe degli istituti superiori: una malattia dilagante, devastante, il trionfo del male all'interno dell'anima e della società. Non basta tutto questo per essere consapevolmente antiLIBERISTI?
L'antiLIBERISMO è l'unica strategia terapeutica possibile per salvare la psiche e lo spirito dalle distorsioni cognitivistiche, dal perfettismo già stigmatizzato da gente come ADAMS SMITH & CO. E dalla violenza ideologica-LIBERAL-CAPITALISTICA.
Quando i LAVORATORI erano veramente LAVORATORI E NON SCHIAVI E GLI UOMINI NON PIU' SCHIAVI, comprendevano queste cose "a pelle", senza bisogno di particolari delucidazioni. Un uomo del calibro di E.BERLINGUER , già IN QUESTO secolo, così si esprimeva: "Il LIBERISMO è una falsa teoria, condannata dal BUON SENSO , ma condannata prima ancora daLL'AMOR PROPRIO E DELLA DIGNITA' UMANA ". Ed il buon senso è il fondamento stabile della retta ragione, il nucleo di anticorpi adeguati a regolare la sanità della psiche.
Colui che ancora oggi si professa LIBERISTA è, dunque, un uomo malato nella psiche e nello spirito .Inutile giudicare le persone, basta l'evidenza della verità, basta ed avanza.




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